GAS ALLE STELLE, “PROTEGGERE IL DISTRETTO CERAMICO” CISL A CONFINDUSTRIA E ISTITUZIONI: “SERVONO SOLUZIONI ADESSO”

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06.03.2026 – 06.03.2026

“Cabina di regia subito per anticipare scenari pericolosi. Ets europei vanno sospesi.
Tenere alla larga il fantasma della cassa integrazione. Portare i lavoratori dentro le decisioni”

Stavolta non possiamo permetterci di restare a guardare. Il caro energia è esploso in modo drammatico con la guerra in Medio Oriente, ma affonda le sue radici in criticità trascinate troppo a lungo. Ora, mescolate, si stanno trasformando in problemi seri per il distretto ceramico. Qui facciamo l’87% delle piastrelle italiane: servono soluzioni, e servono adesso”.
Così Rosamaria Papaleo, leader di Cisl Emilia Centrale, commenta “una crisi energetica di fronte alla quale abbiamo l’obbligo di intervenire per non trovarci spalle al muro”.

IN 48 ORE, UNA VALANGA
In due giorni il prezzo del gas è schizzato da 33 a 55 euro per megawattora, con picchi superiori ai 60 euro, per la prima volta dal 2023. Conseguenza: un extra costo annuale stimato in 180 milioni di euro per il solo settore ceramico, già alle prese con la gravissima concorrenza sleale delle piastrelle sottocosto di Cina e India. Il distretto ha bisogno di gas per forni che non si spengono mai e ogni fiammata sui mercati significa incertezza per le imprese e preoccupazione per quasi 15.000 lavoratori. Il sindacato sta raccogliendo fondati timori circa il rischio di blocco dei container di piastrelle sassolesi (porto di Ravenna in testa) per le tensioni sulle rotte marittime, Suez soprattutto. Il costo dei container, intanto, è già triplicato in 24 ore.

CABINA DI REGIA: NON PIÙ RINVIABILE
Cisl e Femca Cisl Emilia Centrale chiedono l’apertura di un tavolo urgente con le Istituzioni del territorio – Province di Modena e Reggio, Comuni del distretto –, i sindacati e Confindustria Ceramica. “Una cabina di regia che lavori per monitorare i mercati, anticipi le risposte e costruisca scelte coordinate, capaci di disinnescare/reggere lo scenario di una riduzione della produzione. O si governa la complessità insieme, o si continua a rincorrere le emergenze”, è la sintesi di Papaleo.

GLI ETS: IL PESO INVISIBILE
Massimo Muratori, segretario generale Femca Cisl Emilia Centrale, chiede senza esitazioni “la sospensione degli Ets, il sistema europeo di scambio delle quote di emissione di CO₂”. Chi brucia gas compra quote per ogni tonnellata emessa. Le ceramiche lo pagano due volte: sulla produzione propria e in bolletta, perché i produttori di corrente ribaltano il costo Ets nel prezzo dell’energia. “La norma di sterilizzazione degli Ets sulla generazione elettrica, nel Decreto Bollette, toglierebbe alle imprese un doppio aggravio ingiusto. L’Europa ne discuterà al Consiglio del 19 marzo: bisogna fare in fretta per restituire ossigeno al distretto. Ricordo a tutti che nel 2021 c’era speculazione energetica, ma la richiesta di piastrelle era al top e i costi dell’energia si scaricavano a valle. Oggi abbiamo ordinativi in contrazione e costi energetici enormi: una combinazione esplosiva, che potrebbe aprire le porte alla riduzione produttiva”.

GAS RELEASE: GIUSTA, MA NON BASTA
Femca Cisl sostiene anche la gas release proposta da Confindustria Ceramica: destinare alle imprese gasivore una quota di gas nazionale a prezzi stabili, fuori dalle oscillazioni di mercato. “Ma dobbiamo dirlo: è una risposta emergenziale, non la soluzione. La volatilità strutturale del gas in Europa resta intatta. Servono diversificazione energetica e una strategia nazionale senza il tabù del nucleare. I cerottini non bastano più”.

I LAVORATORI DENTRO LE DECISIONI
La legge 76/2025 sulla partecipazione apre uno spazio che il distretto deve cogliere. I lavoratori percepiscono per primi i segnali: ordini in calo, ritmi che cambiano, il fantasma della cassa integrazione da tenere lontano. Una partecipazione “early warning” – consultazioni rapide su mercati, energia, occupazione – permetterebbe di governare le soluzioni prima che la crisi esploda. “Trasformare una crisi energetica in un avanzamento riformista è possibile. Ma richiede che le imprese smettano di parlare col sindacato solo nelle emergenze”, chiosa Muratori.

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