Chiatto: “Dolore e vicinanza alla famiglia di Simone Dallai.
Ma Reggio non può più inseguire i drammi, prevenzione sia priorità assoluta”
Reggio Emilia, 27 maggio 2026 – “Davanti alla morte di un lavoratore ci sono il dolore, il rispetto, la responsabilità. Perché un uomo di 47 anni che esce di casa per lavorare e non torna più non è una fatalità: è una ferita aperta per tutto il territorio”.
Così Domenico Chiatto, segretario generale aggiunto della Cisl Emilia Centrale con delega alla salute e sicurezza, commenta l’infortunio mortale avvenuto ieri in un’azienda di Cavriago, dove un operaio è rimasto schiacciato sotto al muletto.
“Aspetteremo il lavoro di Spsal, carabinieri e magistratura. Nessuno può sostituirsi agli accertamenti. Ma Reggio Emilia non può più considerare queste tragedie come episodi isolati. Dall’inizio dell’anno ci sono stati tre morti, nel 2025 la provincia ha contato 9 lavoratori caduti, +12,5% rispetto all’anno precedente. Siamo stabilmente nei piani alti della classifica più tremenda. E oggi siamo di nuovo qui, con un altro nome e un’altra famiglia spezzata”.
IL PUNTO CHIAVE
Per Chiatto il punto è indifferibile: “Serve aprire con il mondo delle imprese un confronto urgente, vero, senza frasi di circostanza. Le morti per schiacciamento e per caduta dall’alto sono tra le più prevedibili. Proprio per questo devono diventare il primo terreno di una prevenzione più forte e quotidiana. I controlli servono, gli ispettori servono, ma se nelle aziende non cresce una cultura ossessiva della formazione e della prevenzione, anche il raddoppio degli ispettori ci troverà ancora a inseguire i drammi”.
Per il sindacalista della Cisl è indispensabile un salto di qualità anche nelle aziende più strutturate, investendo maggiormente sui modelli organizzativi e sistemi di gestione della sicurezza, previsti dalle normative vigenti.
LA TECNOLOGIA CHE AIUTA
Utili sono gli investimenti sulle nuove tecnologie, che offrono attrezzature e macchinari dotati di sensori, segnalatori e blocco dei mezzi e delle macchine in mancanza dei dpi. Anche l’intelligenza artificiale può entrare in gioco nel campo dell’analisi dei mancati infortuni. Le risorse si possono reperire sia dal risparmio dei costi sociali, che dagli Istituti che finanziano gli interventi a favore di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro, quali l’Inail.
LA FORMAZIONE, ESSENZIALE
La formazione deve riguardare tutti. Chi entra per la prima volta in un cantiere o in un reparto e chi quel mestiere lo fa da veterano. Il lavoratore nuovo va accompagnato, il veterano non va lasciato solo dentro l’abitudine. Perché l’abitudine, quando incontra fretta, spazi stretti, mezzi in movimento o procedure non aggiornate, può diventare pericolosissima.
L’OSSESSIONE CHE DOBBIAMO AVERE
Secondo la Cisl Emilia Centrale una leva decisiva è il pieno utilizzo degli Rlst (i Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza territoriale) e degli Rls che sono all’interno delle imprese. “Sono una risorsa preziosa soprattutto per le piccole e medie imprese – sottolinea Chiatto – perché portano la capacità di individuare in anticipo le falle nei sistemi di tutela. Sono alleati della prevenzione e per le imprese non comportano costi aggiuntivi, perché il loro ruolo è già finanziato attraverso l’Ente bilaterale Eber. Eppure incontriamo ancora oggi troppe diffidenze”.
“Le pmi reggiane devono aprirsi agli Rlst e in generale tutte le imprese devono utilizzare molto di più anche gli screening gratuiti del piano regionale di prevenzione, con le competenze dello Spsal dell’Ausl. Oggi le adesioni restano quasi irrilevanti. Ogni sopralluogo, ogni formazione fatta bene, ogni rischio eliminato prima che diventi incidente può valere una vita”.
“Non possiamo più accettare scuse – conclude Chiatto –. La sicurezza deve diventare l’ossessione buona delle imprese, delle istituzioni, del sindacato, di tutti. Seguiremo con attenzione il rinnovo degli Rlst: deve essere l’occasione per rafforzare la collaborazione con queste figure”.