“UN’ALTRA GIORNATA ORRENDA PER IL LAVORO A MODENA. LE CADUTE NEL VUOTO? TRAGEDIE PREVENIBILI, IL SISTEMA NON GIRA”

|

Il dolore e l’analisi di Cisl e Filca Cisl dopo l’ennesima morte in cantiere

Modena, 19 marzo 2026 – “Un altro lavoratore non tornerà a casa, è una ennesima giornata orrenda per Modena. Perché le cadute nel vuoto sono la tragedia più assurda di tutte: si possono prevedere, si possono fermare, oggi, subito, con i sistemi di protezione esistenti e con la formazione sul loro corretto utilizzo. Eppure continuiamo a contare i morti. Vergogna”.

Così Domenico Chiatto, segretario generale aggiunto di Cisl Emilia Centrale (con delega alla salute e sicurezza sui luoghi di lavoro),  interviene sull’ennesima tragedia che stavolta ha portato via un operaio edile di 53 anni. L’uomo, mentre stava sistemando una architrave,  è caduto da un ponteggio nel cantiere di Palazzo Boschetti, l’ex sede della Banca d’Italia in corso Canalgrande. Solo una settimana fa, Chiatto aveva reso noto i numeri di un 2025 pessimo per Modena e provincia: tredici morti, +8,3% rispetto all’anno precedente, 14.823 denunce di infortunio. “Oggi, ancora di più, quei dati pesano e si trasformano in un volto, in una vita portata via in un cantiere del cuore della città – osserva Chiatto –. Abbiamo le norme, gli accordi e le competenze tecniche per far girare il sistema e proteggere chi lavora. Va superata la visione burocratica della sicurezza e questo è il più grande intervento da attuare”.

UNA STRAGE EVITABILE
Davide Martino, leader di Filca Cisl Emilia Centrale attende l’analisi delle autorità competenti “ma nel frattempo non possiamo tacere su ciò che i dati ci dicono con chiarezza: le cadute dall’alto sono la prima causa di morte sul lavoro in edilizia, in Italia come a Modena. E questo, nel 2026, è uno scandalo che non ha più giustificazioni tecniche”. Il sindacalista è netto: “Esistono sistemi di protezione collettiva efficaci, dai ponteggi certificati alle reti di sicurezza, dalle linee vita ai parapetti. Esistono dispositivi individuali di protezione contro le cadute che hanno costi contenuti e applicazione semplice. Esistono procedure, protocolli e soprattutto una formazione specifica che andrebbe messa in campo come il più grande degli investimenti. La tecnologia per evitare queste morti c’è, è disponibile, è accessibile. Eppure gli operai cadono nel vuoto. Ciò è intollerabile”.

LE BASI PER SALVARE VITE
Filca chiede con forza un salto di qualità a tutto il territorio, alle sue imprese e alle sue Istituzioni. “Il sistema non gira e, allora, occorre ripartire dalle basi: gli strumenti salvavita in cantiere devono esserci, sempre, di pari passo con la formazione per il loro impiego. Questo è il ticket che guida tutto, insieme alla vigilanza nei cantieri, all’applicazione delle norme e alla verifica nei cantieri, anche quelli apparentemente ‘ordinari’, nel centro città come nelle periferie”. Martino evidenzia che meno di cinque Pmi modenesi in edilizia (e nei settori con macchine utensili) hanno aderito nel 2025 ai percorsi di prevenzione attiva, offerti a costo zero dal piano regionale. Trend insoddisfacente pure per le consulenze schierate dall’Ente bilaterale della scuola edile (Ctp), gratuite per le aziende iscritte alla cassa edile modenese. “Chiunque può capire quanta strada ci sia ancora da fare per rendere la sicurezza una conquista che protegge”, chiosa Martino.

 

Condividi questo articolo



CISL Emilia Centrale © Copyright 2014 - 2022

cislemiliacentrale.it
ust.emiliacentrale@cisl.it

Modena

Indirizzo: via Emilia Ovest 101, Modena
Tel: 059 890811 

Reggio Emila

Indirizzo: via Turri 69, Reggio Emilia
Tel: 0522 357411

Cerca nel sito
Convenzioni