Papaleo (Cisl): “Insieme contro la tratta: a Reggio si chiama prostituzione, ora al chiuso”

Venerdì 22 novembre l’iniziativa Società pacifiche e inclusive e contrasto alla violenza sulle donne alle ore 9:00 presso il Binario 49 in via Turri 49 a Reggio Emilia 

“La tratta di essere umani a Reggio Emilia ha volti ben precisi. Sono quelli di ragazze Nigeriane, cinesi, romene, a volte albanesi e marocchine: sono costrette a prostituirsi, in alcuni casi pure minorenni. Ma la Costituzione italiana nel riconoscere e garantire di diritti inviolabili dell’uomo vieta questo crimine”. La denuncia e l’analisi di William Ballotta e Rosamaria Papaleo, segretario generale e segretaria Cisl Emilia Centrale giunge in previsione della giornata mondiale contro la violenza sulle donne del 25 novembre.
Per questo per approfondire e discutere il tema la Cisl Emilia Centrale ha organizzato una conferenza in programma venerdì 22 novembre alle ore 9:00 presso il Binario 49 in via Turri 49 a Reggio Emilia. Oltre ai due sindacalisti interverranno Ajna Jusic, presidente di Forgotten Children of War, Jabbar Moustafa, volontario Focsiv a Kirkuk nel Kurdistan iracheno, Giovanna Bondavalli, responsabile del progetto Rosemary sulla tratta e traffico di essere umani e Annalisa Rabitti, assessore alla Cultura Città senza barriere e Pari Opportunità.

Al termine della conferenza alle ore 12:30 è prevista la visita guidata alla mostra Breaking Free che a Binario 49 racconta del tema dei nati da stupri di guerra.
La ‘tratta di persone’ insorge quando una rete criminale, attraverso diverse possibili modalità – spesso con la spirale del debito -, recluta la vittima, la trasferisce generalmente in altro paese, e la sottopone a uno stato di assoggettamento con l’obiettivo di ricavare profitto dal suo sfruttamento. A volte di lavoro, come al sud, spesso per la prostituzione, al Nord, nella nostra città.
“Reggio Emilia – aggiunge Rosamaria Papaleo – non è un’isola felice. La tratta di esseri umani, su base regionale, nel 78,2% dei casi (Cittadini stranieri in Emilia-Romagna Tratta di esseri umani e grave sfruttamento: il fenomeno e gli interventi) si mimetizza da sfruttamento sessuale – pur risultando in calo lo sfruttamento lavorativo e anche di quello legato ad attività illegali -. Riguarda donne in misura principale, per l’83,5% (quasi il 4% le minorenni) E’ troppo facile pensare di non vederla. Soprattutto se questa, rispetto agli anni Ottanta e Novanta, evolve e la si pratica al chiuso”.
“La Giornata contro la violenza sulle donne – dichiara l’assessore alla cultura Annalisa Rabitti – è un’occasione imprescindibile per riflettere su questo fenomeno tragicamente diffuso. Una ragazza in strada è una donna alla quale è stata tolta ogni dignità. Le hanno rubato il rispetto per la sua anima prima ancora del rispetto del suo corpo. E spesso le hanno rubato i suoi sogni di bambina. Il Comune di Reggio, con i suoi diversi servizi e con l’aiuto di una eccezionale rete di volontariato, non può restituire quei sogni rubati, ma tende la mano perché la vita di queste donne ritrovi speranza”.
Tra i dati della “tratta delle schiave del sesso” quello significativo delle oltre 200 ragazze che ora hanno iniziato una nuova vita grazie al progetto Rosemary attivo a Reggio dal 1997. Un numero che potrebbe avere dimensioni cinque volte superiori se si considerano le ragazze che hanno chiesto aiuto ad altri enti.

LA PROPOSTA

Una rete contro lo sfruttamento

“Purtroppo meno della metà di persone vittime della tratta (il 56%) denuncia quanto accaduto una volta in contatto con Forze dell’ordine o servizi – spiega Rosamaria Papaleo, segretaria Cisl -. I diritti e la dignità della persona sono da opporre categoricamente a degrado e sfruttamento. Per questo auspichiamo il potenziamento delle Unità di strada, dell’accoglienza, della sicurezza ma, anche, di un cambio culturale nella società. Gli attori protagonisti che possono fare la loro parte – conclude la segretaria – sono molteplici: enti pubblici – con particolare riferimento al Fondo sociale europeo finalizzato all’inclusione sociale dei gruppi di popolazione maggiormente vulnerabili -, strutture sanitarie, cooperative, comitati dei cittadini, anche la scuola perché dobbiamo iniziare ad essere informati a come riconoscere la tratta. Come sindacato siamo pronti a fare la nostra parte”.
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Papaleo (Cisl): “Insieme contro la tratta: a Reggio si chiama prostituzione, ora al chiuso”2019-11-19T12:35:28+00:00

Reggio Emilia: una settimana di incontri internazionali. Il progetto di Iscos ospita in città una ricca delegazione di Bosnia e Serbia, nel segno della pace

Una settimana di nuove iniziative fino al 27 giugno 2019 per rafforzare i legami tra Reggio Emilia e la Bosnia-Erzegovina: prende il via una nuova tranche di appuntamenti e incontri del progetto “Pita e Pasta di Pace”, il percorso che vede protagoniste donne di associazioni e organizzazioni al femminile della Bosnia Erzegovina, promosso dall’Amministrazione comunale di Reggio Emilia e Iscos Emilia-Romagna in collaborazione con la cooperativa sociale Madre Teresa e la Fondazione Mondinsieme, con il patrocinio dell’Ambasciata d’Italia a Sarajevo. Un ponte di pace, dialogo e collaborazione in nome del dialogo interculturale, della coesione e della cooperazione internazionale, che in questi ultimi anni ha portato a realizzare diversi scambi e progetti tra il territorio reggiano e la nazione balcanica.
A partire da 19 giugno e per tutta la prossima settimana Reggio Emilia ospiterà una delegazione composta da diversi rappresentanti di fondazioni, associazioni e organizzazioni della società civile della Bosnia Erzegovina e della Serbia, di cui fanno parte: Selma Hadžihalilović, Denjia Hidić e Jadranka Miličević della Fondazione Cure (Sarajevo), Ifeta Mejremić e Tamara Cvetković,  dell’associazione Jadara (Konjević Polje), Ajna Jusić di ‘Forgotten Children of war’ (Sarajevo), Aiša Smailbegović Hadzihalilović dell’associazione Lotos (Zenica), Elvedina Alić dell’associazione Donne (Konjić) e Staša Zajović delle Donne in Nero (Belgrado).

L’APPUNTAMENTO – Incontri, visite, laboratori e scambi culturali che riguarderanno ambiti diversi, e in particolare il welfare, cultura e diritti umani e che si concluderanno con un momento di restituzione pubblica durante il Mercoledì Rosa del 26 giugno. Incontri, laboratorio gastronomici, street-food, mostre, musica e burattini: saranno questi gli ingredienti delle diverse iniziative in programma lungo via Roma tra piazza Scapinelli e la bio osteria la Gabella di via Roma. Le iniziative delle serata saranno l’occasione per ricordare anche una delle giovani donne protagoniste del progetto di scambio con la Bosnia, Joy, venuta a mancare nel corso degli ultimi mesi. Ad aprire la serata sarà, alle ore 18 e alle 19 in piazza Scapinelli, il Laboratorio di preparazione della Pita aperto al pubblico: un modo divertente per conoscere una delle pietanze bosniache più gustose e mettersi alla prova con la cucina balcanica, apprendendo i segreti di questo piatto direttamente dalle donne delle associazioni bosniache. Sempre in piazza, alle 19.30, prenderà il via lo street food con piatti della tradizione reggiana e bosniaca a supporto dei progetti di cooperazione promossi da Iscos Emilia-Romagna.
Alle 18, alla Ghirba biosteria della Gabella, è invece in programma l’incontro “Balcani: 20 anni di Pace Fredda”, dialogo con Luca Leone (giornalista) e Staša Zajović (Donne in Nero Belgrado). A seguire, alle 19.30, sempre presso la Gabella e nello Spazio Quarantanove di via Roma, inaugurerà la mostra “Uno scorcio di Bosnia” realizzata da Agesci gruppo 4 tra immagini e esperienze.

In serata sono infine in programma due diverse iniziative. Alle 21, al Labart/parco Santa maria, va in scena “Sandrone soldato”, spettacolo di burattini e marionette da tavolo rivolto ad un pubblico di giovani ed adulti sui temi dell’atrocità della guerra, grande affare per pochi e grande tragedia per tutti, e sulla necessità della fratellanza. Alle 22, infe, in piazza Scapinelli, si svolgerà il concerto “Le chemin des femmes e Le core, voci indisciplinate – In memoria di Joy” a cura del coro Le Chemin des Femmes, fondato a Modena nel 2008, composto da donne di diversa provenienza geografica e culturale unite dalla comune passione per il canto e dal desiderio di promuovere la ricerca musicale e la resistenza civile attraverso la voce. La serata sarà introdotta da
Andrea Cortesi, direttore Iscos Emilia-Romagna, e da Lisa Vezzani, vice-presidente  Cooperativa Madre Teresa.
Per iscriversi alle diverse iniziative è possibile contattare iscos.emiliaromagna@cisl.it

GLI INCONTRI – A dare il via al programma degli incontri è stato, oggi pomeriggio, l’incontro di formazione “Attraversare e condividere i percorsi del trauma. Approcci e esperienze in dialogo tra i Balcani e Reggio Emilia”, promosso dai servizi Sociali e Intercultura del Comune, sull’elaborazione di traumi con donne e uomini dei Balcani e di altre parti del mondo, con la partecipazione gli operatori dei Poli Sociali, l’associazione Nondasola, gli operatori dei servizi comunali e gli psicologi dell’accoglienza del sistema Sprar.
Sempre sul tema del welfare e dei servizi, in questi giorni la delegazione proveniente dalla Bosnia-Erzegovina ha in programma diverse visite e incontri con i servizi gestiti dal Comune e con le realtà che operano sul territorio, tra cui il Polo sociale Est, la Polveriera, la Casa delle Donne di Reggio Emilia, il centro famiglie straniere, Casa Sara e la Buona Terra gestiti dalla cooperativa Sociale Madre Teresa, la Filef e la cooperativa sociale Rigenera.
Venerdì 21 giugno la delegazione incontrerà la segreteria della Cisl Emilia Centrale che da diversi anni supporta i progetti promossi dalle associazioni bosniache, mentre sabato 22 giugno, alle ore 9.45, nella Sala Rossa del comune di Reggio Emilia è infine in programma un incontro con le associazioni del Coordinamento per i Diritti Umani, che vedrà tra i relatori esponenti delle associazioni bosniache coinvolte. Nuovo appuntamento infine lunedì 24 giugno, alle ore 18, nello spazio Via Cassoli Uno dove si confronteranno le associazioni giovanili del territorio.

VIA ROMA – Sabato 22 giugno dalle ore 15.30 la delegazione bosniaca sarà ospite del Comitato dei cittadini di Via Roma e della Compagnia Pietribiasi/Tedeschi per Memorie dal Suolo un percorso di visita e incontri tra i luoghi e le residenze di via Roma e dintorni. Il percorso si aprirà dalla Gargotta del Popol Giost, visiterà gli appartamenti di Giuliana e Betta, effettuerà incontri presso l’Ortoparco di Santa Maria, Ghirba biosteria della Gabella, la casa famiglia di via Ferrari Bonini e lo spazio 49.

IL PROGETTO ‘PASTA E PITA DI PACE’ – L’inclusione sociale parte dalla conoscenza dell’altro e dallo scambio culturale di competenze umane e professionali. Mani in Pasta, il progetto femminile di formazione al lavoro per persone in difficoltà promosso dalla cooperativa sociale Madre Teresa, ha risposto all’invito fatto alcuni mesi fa durante una visita a Reggio Emilia dall’associazione Jadar, formata da donne sopravvissute al genocidio di Srebrenica, facendosi portavoce dell’esperienza gastronomica reggiana e aprendosi al territorio bosniaco, per favorire uno sviluppo formativo che parta dall’acquisizione delle principali tecniche di produzione di pasta fresca. Il progetto, unico nel suo genere, vede come partner di azione Iscos Emilia-Romagna, la realtà di cooperazione internazionale promossa dalla Cisl regionale, che da più di quindici anni lavora in Bosnia Erzegovina con organizzazioni della società civile per favorire i diritti umani e sostenere i gruppi marginali e più deboli.
L’obiettivo di questo incontro è quello di coniugare due aspetti differenti ma ugualmente importanti. Il primo è segnato da una visione culturale delle attività, caratterizzata dallo scambio di esperienze, conoscenze e capacità femminili presenti nelle rispettive realtà territoriali. Il secondo aspetto è di carattere più umanitario e riguarda il difficile passato di entrambi i gruppi di donne che si conosceranno personalmente.

Reggio Emilia: una settimana di incontri internazionali. Il progetto di Iscos ospita in città una ricca delegazione di Bosnia e Serbia, nel segno della pace2019-06-21T13:19:59+00:00

(Al)meno il salario delle donne: l’iniziativa promossa da Cisl Emilia Centrale si terrà venerdì 10 marzo a Reggio alle ore 15

“Il tempo di fermarsi e riflettere, con protagoniste le donne, sul tema della parità dei diritti, anche nei salari”. E’ quanto dichiara William Ballotta, segretario generale della Cisl Emilia Centrale nell’annunciare l’incontro dal titolo “(Al) meno il salario delle donne”, che si terrà il prossimo 10 marzo, dalle ore 15 alle ore 17.30 , nella sala Europa in via Turri 55 di Reggio Emilia. L’iniziativa rientra tra le attività della Cisl Emilia Centrale per l’8 marzo ed è in collaborazione con Trecentosessantacinque Donna.

“Ad oggi sono ancora troppe le diseguaglianze tra le donne e gli uomini nel mondo del lavoro. Il nostro impegno come sindacato è quello di riuscire ad arrivare alla completa parità dei diritti tra i sessi sin dal primo impiego”, aggiunge Margherita Salvioli Mariani – segretaria generale aggiunta di Cisl Emilia Centrale.

La conferenza spiegherà che cosa si intende per Equal Pay e  cercherà di fare il punto sulla situazione e sui rimedi possibili contro le diseguaglianze economiche di genere dal lavoro alla pensione.

Interverranno Margherita Salvioli Mariani, segretaria aggiunta Cisl Emilia Centrale, Matteo Sassi, vicesindaco del Comune di Reggio Emilia, Simona Caselli, assessore all’agricoltura della Regione Emilia Romagna e William Ballotta, segretario generale Cisl Emilia Centrale.

 

(Al)meno il salario delle donne: l’iniziativa promossa da Cisl Emilia Centrale si terrà venerdì 10 marzo a Reggio alle ore 152017-03-09T15:21:17+00:00