CARO ENERGIA, PAPALEO: “LA CRISI NON DEVE SPEGNERE IL TERZO SETTORE”

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La Cisl modenese sostiene l’appello del Forum modenese

Modena, 7 ottobre 2026 – “L’allarme del Forum provinciale del Terzo Settore va preso molto seriamente e la Cisl è al fianco di questa straordinaria rete di solidarietà e welfare, fatta di volontariato, lavoro e competenze preziose per tutta la comunità. Difenderla significa tutelare chi vi lavora e le famiglie che ogni giorno contano sui suoi servizi. La crisi energetica rischia di colpire due volte le stesse persone: prima attraverso bollette che impoveriscono le famiglie, poi mettendo in difficoltà le associazioni che offrono loro servizi e assistenza. Se questa rete si indebolisce, il conto arriva ai Comuni e alle famiglie”.

Così Rosamaria Papaleo, segretaria generale della Cisl Emilia Centrale, interviene sull’appello accorato del Forum ai sindaci modenesi. “Pensiamo alle polisportive, ai centri di aggregazione, al trasporto sociale, ai doposcuola, alle attività rivolte ad anziani e persone con disabilità. Non sono servizi accessori: sono una parte concreta del welfare modenese, sostenuta da volontari e professionisti cui non è possibile chiedere di pagare un conto impossibile”, prosegue Papaleo.

UN CASO DA MANUALE
Un caso da manuale è quello, ad esempio, degli impianti natatori. I gestori italiani hanno chiesto al Governo un tavolo nazionale di crisi, i consumi non si possono tagliare a piacimento.

Una piscina non è soltanto un luogo dove si pratica sport: ospita corsi per bambini, attività per persone con disabilità, riabilitazione e progetti educativi. Se le bollette diventano insostenibili, le alternative sono aumentare le tariffe, tagliare le attività o chiudere. E a pagarne il prezzo sono soprattutto le famiglie.

I prezzi dell’energia dicono tutto: il 7 ottobre il prezzo all’ingrosso dell’elettricità ha raggiunto 220,27 euro per MWh, quasi il doppio rispetto a un anno fa. Le bollette non raddoppiano automaticamente, ma la pressione sulle gestioni è evidente.

“Cambia chi riceve la bolletta, non chi paga le conseguenze”, osserva Papaleo. “Se le utenze restano a carico del Comune, il rincaro grava sul bilancio pubblico. Se sono a carico dell’associazione, ne mette a rischio la sostenibilità. Se aumentano le rette, pagano le famiglie. Se si riducono i servizi, ancora una volta pagano le famiglie. È una spirale che dobbiamo interrompere prima dell’inverno”.

RISPOSTE SUBITO, UNA STRATEGIA PER IL FUTURO
Per la Cisl occorrono interventi nazionali immediati. “Abbiamo già chiesto ai parlamentari modenesi un fondo nazionale di ristoro per i Comuni,  quando i costi energetici raggiungono livelli incompatibili con i loro bilanci.  E’ inevitabile valutare anche sostegni specifici per gli enti del Terzo Settore, attraverso agevolazioni energetiche e contributi sugli extracosti. Sono strumenti che il Paese ha già utilizzato nella precedente crisi energetica e ci piacerebbe sapere se i parlamentari del territorio intendano assumersi questo impegno nella prossima legge di Bilancio”.

Ma non basta tamponare l’emergenza. Serve conoscere il problema oggi e capire dove potrebbe diventare più grave domani. Utile sarebbe una mappatura provinciale dei consumi, delle bollette e delle strutture più esposte/energivore, per determinare con una visione d’insieme dove intervenire e aiutare le associazioni a ridurre in modo duraturo la dipendenza energetica. Ad esempio, accompagnando le realtà sociali nell’accesso all’autoconsumo, all’installazione di impianti fotovoltaici e all’attivazione di comunità energetiche. “Non basta indicare queste soluzioni sulla carta. Servono procedure più semplici e veloci, fondi adeguati per realizzare gli investimenti e un supporto tecnico condiviso: molte associazioni non possono permettersi progettisti, consulenti e competenze specialistiche. Una regia provinciale potrebbe metterle a disposizione, evitando che ciascuna debba arrangiarsi da sola. Gli investimenti di domani, però, non devono diventare un alibi per lasciare senza aiuto chi deve pagare le bollette oggi. Difendere il Terzo Settore significa difendere i servizi e le famiglie”, conclude Papaleo.

 

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