Papaleo: “Ha costruito il futuro unendo istituzioni, lavoro, impresa e società civile.
Doti che mancano drammaticamente nel governo della cosa pubblica”
Reggio Emilia, 27 settembre 2026 – “Reggio ha perso un gigante. Carlo Baldi deve essere ricordato, giustamente, come uno degli uomini che hanno reso possibile l’arrivo dell’Università in città. Ma l’Università non fu un’intuizione isolata: fu il risultato naturale di una visione molto più grande, di un saper unire e fare insieme che oggi manca drammaticamente nel governo della cosa pubblica”.
Così Rosamaria Papaleo, leader di Cisl Emilia Centrale, ricorda la figura di “un reggiano straordinariamente consapevole del potenziale di questa terra, cui mise a disposizione una qualità rara: saper leggere il territorio mentre cambiava. Capiva la complessità, vedeva prima degli altri le trasformazioni sociali ed economiche e diede a Reggio un posto preciso dentro quel futuro che stava arrivando. Baldi non si limitò a immaginare: ha costruito per una vita intera relazioni, mettendo insieme forze diverse, cercando punti di incontro tra istituzioni, lavoro, impresa, cultura e società civile – prosegue Papaleo –. È questa, forse, la sua eredità più forte: averci insegnato che una comunità cresce quando riesce a tenere insieme le sue energie e a trasformare le differenze in un progetto comune. Una lezione modernissima che ora parla a tutti, soprattutto a chi ha responsabilità pubbliche: governare la Reggio non significa dividerla in buoni e cattivi, ma darle una direzione. Alla famiglia di Carlo Baldi va l’abbraccio della Cisl di Reggio Emilia. Alla nostra città resta il compito più difficile: non limitarsi a ricordare ciò che ha fatto, ma custodire il suo modo di guardare avanti”.