La leader Cisl Papaleo: “Il distretto occupa 14.800 persone, difenderlo è una priorità sociale.
Alla portata risultato che può liberare risorse per ricerca, sviluppo, occupazione e salari”
Modena, 23 ottobre 2026 – “Il voto del Parlamento europeo dimostra che quando il territorio si compatta su un obiettivo vitale si può aprire una breccia: ora c’è la concreta possibilità di alleggerire la cura da cavallo degli Ets e far rifiatare il nostro distretto. È importantissimo che siano stati proposti criteri specifici per il ceramico, con piastrelle e materiali refrattari fra le priorità”.
Così Rosamaria Papaleo, leader della Cisl Emilia Centrale, accoglie il primo via libera dell’Eurocamera alla proposta di aumentare le quote gratuite di emissione assegnate alle industrie: quasi cento milioni di quote aggiuntive per l’insieme dei settori interessati. L’obiettivo è alleggerire il costo degli Ets, il sistema che impone alle imprese di coprire le emissioni di CO₂ con quote, in parte gratuite e in parte da acquistare. I nuovi parametri Ets rischiano, infatti, di far salire i costi diretti per le imprese italiane delle piastrelle da circa 70 a 120 milioni di euro l’anno.
“Il punto decisivo sono i criteri ad hoc per il ceramico. Il settore deve essere valutato tenendo conto di come si producono le piastrelle e delle possibilità effettive di ridurre le emissioni. Come abbiamo detto allo sfinimento, la transizione è necessaria, ma dobbiamo evitare la tentazione di piegare la realtà alla teoria – prosegue Papaleo –. Applicare lo stesso metro a produzioni diverse penalizza chi, come il ceramico, non può abbandonare subito il gas per passare ad altre fonti e tecnologie. In questo scenario, sommare al caro energia il peso di Ets fuori scala significa far pagare un prezzo salatissimo anche ai lavoratori. L’alleggerimento, se confermato nel negoziato finale, potrà correggere, invece, questa distorsione e liberare risorse per innovazione, sviluppo, occupazione e salari”.
Papaleo sottolinea la pressione esercitata dal sindacato con imprese, istituzioni e opinione pubblica. “Il destino di un distretto che occupa 14.800 persone è un gigantesco tema industriale e sociale: riguarda redditi, famiglie, tenuta delle comunità. Per questo siamo intervenuti più volte e sosteniamo convintamente la Femca Cisl, titolare dell’iniziativa di categoria, e il lavoro appassionato di chi opera ogni giorno nelle fabbriche”.
In questo 2026 durissimo, segnato dal caro energia e dalla guerra in Medio Oriente, la Cisl modenese ha esortato amministratori, parlamentari e imprese a non gettare la spugna, anche nei momenti più duri. L’obiettivo: liberare il potenziale del territorio. Dati, analisi e dialogo, fino al confronto del 9 ottobre a Modena fra la Segretaria generale Daniela Fumarola e il Presidente di Confindustria, Emanuele Orsini. In quella sede la riflessione sull’emergenza Ets è stata portata ai massimi livelli, mandando al Governo un messaggio chiarissimo. Pochi giorni dopo l’esecutivo ha ribadito la necessità di correggere il sistema per proteggere la manifattura.
COSA SUCCEDE ADESSO
La Cisl ringrazia i 38 europarlamentari italiani di diversi schieramenti che hanno votato a favore – in particolar modo quelli eletti sul territorio – e seguirà passo passo il negoziato fra Parlamento, Consiglio dell’Unione europea, che rappresenta i governi nazionali, e Commissione. Servono l’accordo e l’approvazione del testo finale, poi i nuovi parametri e l’aggiornamento delle quote assegnate alle imprese.
“In questo ultimo miglio il territorio sia unito più che mai incalzando Governo e istituzioni europee affinché siano difesi l’aumento delle quote gratuite e i criteri specifici per la ceramica, con tempi rapidi e verifiche sull’effettivo beneficio per il distretto. La breccia è aperta. Ora portiamo a casa il risultato”, conclude Papaleo.










