La Cisl: “Dopo la crisi Reggio è cambiata. Ecco come”. Dati e analisi

Quale città dopo la crisi? La Cisl Emilia Centrale affronta nei gangli della scuola e del sistema economico produttivo reggiano le criticità lasciate dalla crisi economica 2008 – 2014. Per questo il sindacato reggiano svolgerà il suo consiglio generale del prossimo 9 maggio presso l’aula Magna Istituto d’Istruzione Superiore “L. Nobili” (Via Makallè 10),

“L’alternanza di stagnazione e recessione di questi anni – spiega William Ballotta, segretario generale – e il perdurare della incertezza economica e politica attuale hanno modificato pesantemente il tessuto sociale reggiano che conoscevamo. La Cisl è chiamata a un nuovo ruolo che va oltre le rivendicazioni salariali: mettiamo al centro la persona con i suoi molteplici bisogni. Nell’ottica della coesione sociale riteniamo sia strategica per Reggio un’alleanza tra i diversi soggetti economici e istituzionali per giungere a un vero e proprio patto territoriale”.

Sul piano socioeconomico, allora, come è mutata negli ultimi anni la provincia?

Risponde Andrea Sirianni, segretario Cisl Emilia Centrale: “ad esempio nella vulnerabilità occupazionale che a Reggio Emilia vede la diminuzione del tasso di disoccupazione legata, però, all’aumento di lavori saltuari e all’aumento del 20% dei disoccupati tra i 25 e i 34 anni (tra il 2004 e il 2017, dati Osservatorio Economico). Oppure nell’indebitamento delle famiglie cresciuto da 120 milioni del 2009, ai 380 di due anni fa e, oggi, solo leggermente diminuito. Sul fronte giovani ci preoccupa, la dispersione scolastica (quanti studenti abbandonano la scuola superiore) del 34%  e, parimenti, ci interroghiamo sui nuovi welfare dato che sono in forte aumento le famiglie monopersonali (35% in provincia e 42,2% in città, +1,8% sul 2018): è in atto un cambio strutturale della vita che conoscevamo.”.

Quali le cause?

Risponde Gino Mazzoli, curatore del report sulla Coesione sociale per l’Osservatorio economico, coesione sociale e legalità della Camera di Commercio di Reggio: “La società è mutata. C’è una bulimia di prestazioni che ha messo in crisi la persona, come dimostra l’aumento dell’indebitamento familiare o l’impennata dei servizi sociosanitari (da 1000 del 2001 a 17.000 del 2019) e l’esplosione dei servizi sanitari psichiatrici (ventuplicati quelli pubblici in meno di 30 anni, da 500 del 1990 a 9000 nel 2018). Oggi la comunità deve ricostruire reti e forme di scambio: il welfare, e il nuovo ruolo dei sindacati ad esempio nell’intercettare i nuovi disagi, può essere decisivo, molto più di una mera distribuzione di soldi. Un esempio? Siamo la provincia che ha il miglior tasso di acquisizione di nuovi cittadini ‘stranieri’ divenuti italiani: si chiama integrazione e welfare”.

La Cisl: “Dopo la crisi Reggio è cambiata. Ecco come”. Dati e analisi2019-05-07T13:20:59+00:00

Del Fabbro (Cisl): “Reggio Emilia non sia la capitale delle morti bianche. Occorre l’impegno di tutti”

Morti sul lavoro. “Reggio Emilia non può essere la capitale delle morti bianche. Sono troppi, nella nostra provincia, 6 morti sul lavoro da inizio anno. Anche uno solo avrebbe dovuto interrogarci. Dobbiamo ripartire da una riflessione a più voci, tra tutti i soggetti coinvolti (datori di lavoro, sindacati, Inail, lavoratori)”, parole di Michele Del Fabbro, segretario Cisl Emilia Centrale, con delega alla sicurezza sul lavoro, che così commenta la relazione annuale del 2015 presentata dall’Inail. Da essa scaturisce un dato preoccupante : i morti per infortunio sul lavoro sono aumentati rispetto al 2014 del 2% raggiungendo, in Italia, la cifra di 1246 morti nel 2015. E Reggio Emilia, con 6 decessi al pari di Forlì Cesena, ha la maglia nera su base regionale; a Modena sono 3 gli infortuni mortali da inizio anno.

Michele Del Fabbro

Michele Del Fabbro

“Questo e un numero drammatico perché nella nostra regione troppe persone muoiono ogni giorno a causa di incidenti sul lavoro – commenta Del Fabbro – , a vent’ anni dall’introduzione in Italia delle direttive europee in materia di sicurezza e prevenzione sul lavoro. E’ ormai inaccettabile che ogni anno alla presentazione dei dati da parte dell’Inail si ripresentino sempre situazioni inalterate”.

Preoccupazione della Cisl Emilia Centrale anche per i dati sui morti a seguito di malattie professionali “che a Reggio Emilia e Modena in un passato più lontano avevano il nome di silicosi, oggi sono mesoteliomi e carcinomi. Nel 2015 su base nazionale si è raggiunta la cifra di 1462 decessi, con un’incidenza dei morti vittime dell’amianto pari al 33% della cifra complessiva”.

Ancora: “L’aumento delle denunce di malattia professionale (tra cui anche le nuove patologie osteo-articolari tipiche di lavori sedentari o le malattia di natura psico-sociale come depressione e burnout), mettono la regione Emilia–Romagna al primo posto in questa non invidiabile classifica. E’ del tuto evidente che vi siano ancora molte azioni da mettere in campo sul piano della sicurezza e sulla prevenzione da attuarsi sui luoghi di lavoro. Il sindacato e la Cisl – afferma il sindacalista – in primis deve ridefinire il proprio ruolo di rappresentanza del lavoro su queste materie”.

“Sollecitiamo – conclude Del Fabbro – anche l’Inail ad attuare strategie di promozione della partecipazione dei lavoratori e il miglioramento delle relazioni industriali sui temi della salute e sicurezza sui posti di lavoro in attuazione del diritto al lavoro e alla salute che deve essere garantito in applicazione della Costituzione Italiana e delle normative europee”.

Del Fabbro (Cisl): “Reggio Emilia non sia la capitale delle morti bianche. Occorre l’impegno di tutti”2016-06-29T07:57:24+00:00

Ballotta (Cisl): con il patto provinciale per il lavoro Reggio Emilia può tornare a crescere

Un patto territoriale per il lavoro è quanto propone la Cisl Emilia Centrale. “Lottiamo tutti insieme per creare nuovi posti di lavoro a Reggio Emilia, le potenzialità ci sono” è quanto dichiara William Ballotta segretario generale della Cisl Emilia Centrale che, anche per questo, invita la collettività reggiana a valutare questa proposta.

“A quasi un anno dall’approvazione del Patto per il lavoro in Regione Emilia Romagna – afferma il segretario dei cislini – è giunto il momento della sua declinazione sul territorio reggiano per conseguire gli obiettivi che ci siamo dati con l’ente regionale. Proprio per perseguire questa finalità anche a Reggio chiediamo in primis alla Provincia ed al Comune di attivarsi come ‘registi’ e convocare un ‘Tavolo provinciale per il lavoro’ che coinvolga tutta la società reggiana in uno sforzo di condivisione di idee e responsabilità. A disposizione per i prossimi 5 anni ci sono 15 miliardi di euro”. William Ballotta (Custom)

Per definire cosa?

“Le prossime dinamiche in fatto di territorio – risponde il segretario – diritti, competenze, innovazione, legalità, welfare. Il Patto regionale è sottoscritto tra istituzioni locali, Università, le parti sociali datoriali e sindacali e il forum del terzo settore. Esso prevede l’impegno a collaborare per realizzare le linee strategiche capaci di generare sviluppo e una nuova coesione sociale. Su base regionale parliamo di 120 mila posti di lavoro e portare la disoccupazione al 4,5% dimezzandola”.

Da quali settori ripartire?

“Certamente dal manifatturiero, aggiunge Andrea Sirianni, segretario con delega alle politiche per l’industria, innovazione e welfare – perché continua a dare uno straordinario contributo al Pil (il 25%), perché vale sino all’80% dell’export (al pari dei lander tedeschi) e perché il tasso di occupazione in questo settore è di 10 punti sopra il dato medio del 55%. Se dopo la crisi una serie di imprese leader ha innovato e cambiato gli stessi distretti, ora resta il problema delle dimensioni troppo contenute delle aziende. La crisi ha picchiato duro, ma abbiamo retto e confermato i ruoli leader dei distretti a specializzazione meccanica di Guastalla e di Reggio del distretto lattiero caseario assieme a quello dei salumi, oltre che dell’industria ceramica”.

“Reggio Emilia è un territorio di grandi potenzialità – continua Sirianni – e deve ora fare proprio il documento regionale per lo sviluppo, forte delle proprie specificità. L’invito è al confronto e a declinare i primi tavoli di lavoro, anche sul tema del welfare che è uno straordinario investimento sulla coesione sociale della comunità, ma anche economico perché genera posti di lavoro. E’ il caso, ad esempio, del welfare generativo o di comunità che attiva tutte le forze presenti sul territorio per creare un nuovo benessere collettivo. L’opportunità è anche quella di mettere a valore i 20 distretti reggiano-modenesi che, da soli, valgono oltre il 55% del Pil regionale, pari a 11 miliardi di euro”. Andrea Sirianni

“Per la Cisl Emilia Centrale – riprende Ballotta – è obbligatorio aggredire il blocco della disoccupazione presente su Reggio: eccessiva la presenza di quasi oltre 30.000 disoccupati, pari al 5,4% della forza lavoro, con punte del 33% tra i giovani. Le possibilità ci sono se si osserva la trasformazione nel mondo del lavoro che richiede nuove professionalità della nuova industria. Il tema della formazione, dell’individuazione di nuovi tecnopoli e distretti, della contrattazione aziendale”. Fondamentale è poi il rinnovo dei contratti scaduti che darebbero respiro alla domanda interna e ai consumi.

Quindi l’appello della Cisl è anche ai Comuni “ai quali chiediamo – conclude il segretario generale – di allargare la contrattazione sociale per poterci confrontare insieme in maniera costruttiva  sul futuro del nostro territorio e della nostra comunità.

Ballotta (Cisl): con il patto provinciale per il lavoro Reggio Emilia può tornare a crescere2016-06-03T13:28:47+00:00

#CislEmiliaCentrale: un Patto territoriale per sostenere la nuova coesione sociale a Reggio Emilia

REGGIO EMILIA – “Le mutate condizioni del lavoro a Reggio Emilia dovranno portare a una rinnovata coesione sociale. Per questo proponiamo un Patto territoriale, sul fronte del lavoro e della coesione sociale, per far fronte a esigenze di persone e famiglie fortemente mutate (in consistenza e bisogni) durante i 7 anni della crisi. Anni nei quali abbiamo assistito alla perdita di 7.000 posti di lavoro, pari alla forza occupazionale di un intero Comune reggiano di media-grande dimensione”. E’ quanto ha dichiarato la segreteria della Cisl Emilia Centrale svolta a Reggio presentando il “1° Report Lavoro & Coesione sociale 2016”.

Cisl Emilia Centrale

William Ballotta e Margherita Salvioli Mariani

Diversi gli strumenti funzionali a occupazione e coesione sociale proposti da William Ballotta, segretario generale della Cisl Emilia Centrale, Margherita Salvioli Mariani, segretaria generale aggiunta, assieme ai segretari Domenico Chiatto, Andrea Sirianni e Michele Del Fabbro. Per i segretari per tenere assieme la crescita complessiva del territorio (sviluppo economico e coesione sociale) “prioritario è il rilancio del ruolo del manifatturiero, lo sviluppo della contrattazione di secondo livello (aziendale e/o territoriale). Anche per Reggio Emilia è possibile tradurre sul territorio reggiano il Patto regionale per il Lavoro, con particolare attenzione alle caratteristiche dei singoli distretti produttivi”.
Anche nel reggiano la Cisl Emilia Centrale richiede la programmare interventi per la riqualificazione del patrimonio edilizio, di “potenziare la formazione professionale e riconversione dei lavoratori, ma anche un piano infrastrutturale per mettere a valore l’Alta Velocità ferroviaria”.
Tutto questo, secondo i segretari, deve scaturire da un percorso partecipato verso un Patto sociale per Reggio Emilia. In esso potranno trovare risposta la riorganizzazione della pubblica amministrazione, la riduzione degli sprechi, la semplificazione delle procedure amministrative. All’orizzonte anche il tema della fusione tra Comuni (così come avviato dal Comune del Ventasso da inizio anno), oltre al welfare dei servizi rilanciare del welfare di relazione con tavoli di co-progettazione (es: portierato sociale, infermiere di comunità). Sì anche a un piano per edilizia residenziale sociale, a una politica per il trasporto pubblico ecocompatibile, concorrenziale e alternativo ai mezzi privati. Attuale e da rafforzare la cultura della legalità e anche il controllo degli appalti pubblici”.

#CislEmiliaCentrale: un Patto territoriale per sostenere la nuova coesione sociale a Reggio Emilia2016-02-09T11:10:46+00:00