31 nuclei liberati dal sovraindebitamento, 230 in crisi per imprevisti che fanno saltare i conti
Il 30% dei casi è povertà energetica. Sono le storie dello sportello europeo Drin, attivo per Modena e Reggio Emilia
Modena e Reggio Emilia, 1 novembre 2026 – Ben 1,5 milioni di euro di debiti affrontati e gestiti, 31 famiglie modenesi e reggiane sovraindebitate che sono state aiutate a risalire la china e altre 230 seguite per evitare che precipitassero nella stessa spirale. È il bilancio dei primi dieci mesi del 2026 dello sportello Drin, progetto europeo portato avanti da Adiconsum, l’associazione dei consumatori della galassia Cisl, operativo a Reggio Emilia in via Turri per tutta la regione, al quale si stanno rivolgendo tante famiglie di entrambe le province, anche in queste ore. E c’è una notizia nella notizia: il debito di questi nuclei non nasce (più) da azzardo o sperpero. Travolge famiglie comuni quando perdono un reddito, quando una bolletta fa saltare i conti di casa. Dei 261 nuclei assistiti, 123 sono modenesi e 138 reggiani. In particolare, 31 sono arrivati allo sportello Drin già sovraindebitati, 13 a Modena (erano 10 nell’intero 2024) e 18 a Reggio Emilia (erano 27 nel 2024). Per dodici famiglie, cinque modenesi e sette reggiane, è stata presentata domanda al Fondo nazionale di prevenzione dell’usura, gestito da Adiconsum su incarico del Mef: l’importo medio richiesto è di 35mila euro. Ma come sono andate in crisi queste persone? In dodici casi, cinque a Modena e sette a Reggio Emilia, è venuto meno l’unico reddito familiare; in cinque, due modenesi e tre reggiani, è arrivata una malattia o un infortunio grave; in altri sei, tre per provincia, è stato dirompente il conto economico di una separazione. Otto famiglie, tre modenesi e cinque reggiane, sono state indirizzate allo sportello Drin, invece, dai servizi sociali comunali.
RADDOPPIANO I DEBITI
“Se solo due anni fa incontravamo esposizioni da 20-25 mila euro, oggi quasi sempre vediamo storie oltre i 50 mila euro. Questo volume rappresenta il 90% delle pratiche di sovraindebitamento modenesi e l’86% di quelle reggiane. Il filo rosso che lega le persone che intercettiamo è quello di un reddito che non riesce più ad assorbire gli urti della vita. E così si comincia a chiedere un prestito per vivere, spesso a una finanziaria, poi una rata ne chiama un’altra e ci si trova sommersi. Un fenomeno trasversale che tocca i lavoratori dipendenti come ex partite Iva andate in crisi. Il 66% delle persone assistite erano uomini, nella stragrande maggioranza dei casi over 45 anni”, spiega Massimo Rancati, responsabile Drin per Adiconsum Emilia-Romagna. Drin ricostruisce i debiti con banche, finanziarie, fisco e Comuni. “Trattiamo saldi e stralci e rottamazioni ammesse per ridurre sanzioni e interessi. Poi si possono attivare due vie – spiega Rancati –. La prima è il Fondo nazionale contro il sovraindebitamento e il rischio usura: se la domanda è approvata, una banca concede un prestito garantito per estinguere i vecchi debiti, rimborsabile fino a dieci anni, a tasso agevolato. Non è un condono, è una possibilità di ripartire”. L’altra via sono gli Organismi di composizione della crisi (Occ): Adiconsum accompagna le famiglie a proporre al Tribunale un piano su redditi e spese essenziali, con possibili rimborsi parziali o addirittura la cancellazione del debito. Complessivamente, 19 nuclei sono stati indirizzati agli Occ, otto a Modena e undici a Reggio Emilia.
ALLARME POVERTÀ GRIGIA
Ma il dato più inquietante sono le 230 famiglie non ancora sovraindebitate, eppure sul filo. Di queste, 110 sono modenesi e 120 reggiane. Nel 2024 erano rispettivamente 14 e 33, con un aumento del 685% a Modena e del 263% a Reggio Emilia. Si chiama povertà grigia e significa che basta una caldaia rotta, una multa o una bolletta per costringere immediatamente a scegliere tra spesa e pagamenti. E i primi a saltare sono tasse e tributi. “Nel 30% dei casi pesa la povertà energetica. C’è chi chiede di rateizzare bollette da 200-250 euro, chi ha sottoscritto contratti telefonici scorretti. A Reggio almeno dieci famiglie hanno affrontato maxibollette idriche per perdite occulte, una da 8.000 euro. Verifichiamo fatture, avviamo conciliazioni, otteniamo rate sostenibili e le seguiamo: evitare il primo prestito è già una vittoria”, dice Rancati.
L’APPELLO
“La povertà energetica è qui, nelle famiglie che temono di aprire una busta”, afferma Adele Chiara Cangini, coordinatrice Adiconsum per Modena e Reggio Emilia. “Chiediamo a sindaci, servizi sociali e a chi conosce queste storie di aiutarci subito. La dignità non può dipendere dal fatto che questo mese non si rompa niente. Non possiamo aspettare un pignoramento per capire che una famiglia sta affondando. Gli ultimi mesi sono stati terribili ed è dura restare calmi quando un giovane capofamiglia scrive che non ce la fa più, lasciando intendere una scelta disperata ed estrema. Cerchiamo ogni giorno di trasformare questa pressione in scialuppe di salvataggio per le persone, i numeri ci danno ragione, ma le istituzioni devono capire: la crisi sociale sta diventando una polveriera. Credetemi, non si tratta di piantare bandierine, non è una gara tra servizi. Qui si tratta di aiutare. E insieme a tutto il territorio possiamo farcela”, conclude Cangini.
Per contatti con lo sportello Drin:
Modena: 059 890897, modena@adiconsum.it.
Reggio Emilia: 0522 357485, reggioemilia@adiconsum.it.










