Per affrontare il problema, Cgil Modena, Cisl Emilia Centrale e Uil Modena e Reggio, insieme alle rispettive categorie dei pensionati e del pubblico impiego, hanno incontrato l’assessorato alle politiche sociali del Comune di Modena e il direttore del distretto socio-sanitario.

«Pur apprezzando l’intenzione del Comune capoluogo di stanziare fondi per ammortizzare gli effetti degli aumenti delle rette, abbiamo confermato il nostro giudizio negativo sulla decisione assunta unilateralmente dalla Regione Emilia-Romagna», dichiara Andrea Sirianni (segreteria Cisl Emilia Centrale).
Un giudizio negativo rafforzato dalla consapevolezza che non tutti i Comuni modenesi hanno le risorse per contenere gli aumenti. Pavullo, per esempio, ha già comunicato ai sindacati che non potrà stanziare fondi per attenuare i rincari. Questo significa che l’aumento delle rette graverà indistintamente su tutti gli ospiti delle Cra e centri per disabili.
«Quanto emerso dai due incontri con i Comuni di Modena e Pavullo ci porta ad alcune considerazioni – dice Sirianni –
Innanzitutto la manovra della Regione è iniqua, perché scarica costi sui cittadini e sui Comuni, in totale assenza di una progressività che tenga conto del reddito degli utenti.
In secondo luogo nelle zone della nostra provincia con redditi medi più bassi, come il distretto di Pavullo, il rincaro delle rette impoverirà ulteriormente i cittadini e aumenterà le disuguaglianze.
Per questo occorre proseguire sulla strada di una forte mobilitazione che nei prossimi giorni – conclude Andrea Sirianni (segreteria Cisl Emilia Centrale) – culminerà con un presidio davanti alla sede della Regione Emilia Romagna».