730 precompilato: pochi reggiani lo scelgono… Troppe le complicazioni riscontrate

“La dichiarazione dei redditi precompilata doveva semplificare la vita dei cittadini. Sinora, però, ciò non è avvenuto e pochissimi reggiani lo hanno utilizzato”. Questo è quanto viene denunciato da Franco Saracino, responsabile del servizio Caf del sindacato di CIsl Emilia Centrale per la provincia di Reggio e Modena.

“Abbiamo riscontrato che i contribuenti hanno trovato difficoltà nell’utilizzo delle nuove modalità di compilazione”. Un fatto comune in tutt’Italia dove, secondo quanto riporta Lapet, Associazione Nazionale Tributitaristi, solo il 10% della popolazione ha scelto di usare questo strumento per dichiarare il proprio reddito.

Tante le problematiche riscontrate dal Caf Cisl. “Il nuovo modello dell’Agenzia delle Entrate – continua Saracino  –  non viene inviato a casa, ma va scaricato on-line tramite l’utilizzo di un codice Pin che in pochi hanno”.

Il modello precompilato doveva evitare i costi del servizio allo sportello e del commercialista a pensionati e dipendenti riducendo gli errori, ma i risutati sperati non sono stati ottenuti. “Per completare la dichiarazione  – coclude Saracino – occorre una preparazione molto qualificata in materia fiscale e informatica, che non tutti i cittadini possiedono, e alla quale come Caf Cisl Emilia Centrale, tra Modena e Reggio Emilia, dedichiamo annualmente quasi 500 ore di formazione per gli addetti alle dichiarazioni. Ecco perchè il flusso di persone che si è recata ai nostri sportelli è rimasta invariata, mentre in alcune sedi è anche aumentata”.  Trattandosi di una grossa novità, hanno rilevato esperti tributaristi, si sarebbe potuto testare il nuovo sistema su una piccola parte della popolazione e successivamente applicarlo a livello nazionale, dopo aver corretto gli errori riscontrati.

“Per tutti coloro che stanno riscontrando difficoltà con i modello 730 precompilato – conclude Saracino – il consiglio rimane quello di recarsi direttamente agli sportelli Caf Cisl Emilia Centrale per chiedere informazioni”.

730 precompilato: pochi reggiani lo scelgono… Troppe le complicazioni riscontrate 2018-05-21T10:20:04+00:00

Autobus in fiamme tra Modena e Campogalliano: il commento della Cisl

Era stato acquistato usato nel 2016 e aveva percorso tra i 500 e 700 mila km l’autobus di Seta andato in fiamme oggi alle 13 tra Modena e Campogalliano. Lo comunica la Fit (Federazione italiana trasporti) Cisl, esprimendo forte preoccupazione per il quarto incendio nel giro di poche settimane. (altro…)

Autobus in fiamme tra Modena e Campogalliano: il commento della Cisl 2018-05-17T14:11:53+00:00

Ausl, concorso come operatore socio sanitario per l’assunzione a tempo indeterminato

C’è tempo fino al 7 giugno. Entro questa data gli operatori socio sanitari interessati a lavorare nel servizio sanitario nazionale devono presentare la propria candidatura per il concorso bandito dall’azienda Ausl di Reggio insieme a quella Piacenza e alle due aziende sanitarie pubbliche di Modena, Policlinico e Ausl.

“Erano quasi 10 anni che non si organizzava una selezione a tempo indeterminato per operatori socio sanitari – dichiara Gennaro Ferrara, dirigente sindacale della Cisl Funzione Pubblica -. Per questo, considerato anche che l’operatore socio sanitario è una figura fondamentale nell’assistenza di base ai pazienti, ci si aspetta grande partecipazione. Infatti – prosegue Ferrara – se le domande saranno numerose l’azienda ha già individuato le possibili date per lo svolgimento di una prova pre selettiva, in programma a Piacenza il 27 e il 28 giugno”.

E proprio in vista di questo prima selezione la Cisl propone a tutti gli operatori socio sanitari un corso di preparazione. “Abbiamo organizzato un mini ciclo di lezioni per il 30 maggio, il 7 e il 19 giugno per aiutare i candidati nel lavoro di studio e di ripasso delle materie concorsuali. Inoltre, se qualcuno avesse difficoltà nella compilazione della domanda, i nostri delegati sono a disposizione previo contatto mail a concorso.reggioemilia@gmail.com o al numero di telefono 320 867 06 17”.

Ausl, concorso come operatore socio sanitario per l’assunzione a tempo indeterminato 2018-05-14T20:28:31+00:00

Il sindacato spiegato agli studenti del liceo Sigonio di Modena

Che cos’è e come funziona un sindacato, quali sono i valori, la storia e i servizi della Cisl, come sostiene progetti di solidarietà internazionale. Sono i temi affrontati nell’incontro tra un gruppo di sindacalisti della Cisl Emilia Centrale con due classi (una terza e una quarta) del liceo Carlo Sigonio – opzione economico-sociale – di Modena. (altro…)

Il sindacato spiegato agli studenti del liceo Sigonio di Modena 2018-05-08T12:16:13+00:00

1° Maggio: il programma delle manifestazioni a Modena e provincia

“Sicurezza: il cuore del lavoro”. È questo il tema scelto da Cgil Cisl Uil per la festa nazionale del 1° Maggio che quest’anno si tiene a Prato, città che rappresenta una realtà industriale dove il tema della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro è fortemente sentito. A Prato terranno il comizio i tre segretari nazionali di Cgil Susanna Camusso, Cisl Annamaria Furlan e Uil Carmelo Barbagallo. Anche a Modena (altro…)

1° Maggio: il programma delle manifestazioni a Modena e provincia 2018-04-27T11:47:05+00:00

#PrimoMaggio2018 a #ReggioEmilia: con Frah Quintale per parlare ai giovani. E al centro la #sicurezza sul #lavoro

 

Sarà un Primo Maggio dedicato al mondo giovanile quello che CGIL CISL UIL provinciali hanno organizzato per la Festa dei Lavoratori 2018 che porterà in città il cantautore e rapper italiano Frah Quintale, che si esibirà in Piazza Martiri del 7 luglio alle 21.30.

Un doppio appuntamento, quindi, quello che si svilupperà in città con la tradizionale iniziativa pomeridiana e la novità del concerto serale, oltre alle tante manifestazioni che si svolgeranno in provincia.

Il tema che quest’anno sarà portato nelle piazze dalle organizzazioni sindacali sarà quello della sicurezza nei luoghi di lavoro. Un tema delicato che denuncia uno stato di fatto nel nostro Paese che continua ad essere preoccupante e sul quale non si può arretrare. In questi anni si è registrato un calo significativo degli infortuni, sia di quelli denunciati sia di quelli riconosciuti dall’Inail e un trend positivo anche rispetto all’andamento delle malattie professionali, ma la situazione rimane assolutamente preoccupante nei numeri che confermano la misura inaccettabile del fenomeno. A Reggio Emilia nel 2017 sono stati 10.950 gli infortuni denunciati (140 in più rispetto al 2016),  circa 6.500 quelli riconosciuti, 1.212 le malattie professionali denunciate, oltre 900 quelle riconosciute. Di lavoro poi si continua a morire: a Reggio Emilia (dati Inail) tra il 2012 e il 2017 sono stati 94 gli infortuni mortali collegati a vario titolo al lavoro (11 nel solo 2017 mentre, a livello regionale, sono stai 115, quasi 10 al mese). Sono, invece, 26 gli incidenti mortali avvenuti propriamente sul luogo di lavoro nel periodo 2012-2017. Una strage inaccettabile.

In termini economici il costo degli infortuni (fonte Eu-Osha, Inail) vale tra il 2,5 e il 3,2% del Pil e c’è un rapporto di 1 a 10 sul costo medio per giornata tra costi di assicurazione e prevenzione e i costi per infortunio.

Ferdinando Guidetti, Uil, Domenico Chiatto, Cisl, Valerio Bondi, Cgil

Il tema della sicurezza sul lavoro e dell’integrità psicofisica collegata alla condizione di lavoro rimane centrale – sottolineano  Valerio Bondi, segretario Cgil Reggio Emilia, Domenico Chiatto, segretario Cisl Emilia Centrale, Luigi Tollari, segretario generale Uil Modena e Reggio –. Se negli ultimi anni ci sono stati dei miglioramenti dei dati assoluti ed è innegabile un aumento dell’attenzione in materia e delle misure di prevenzione, questo è anche frutto della intensa attività che i rappresentanti dei lavoratori stanno svolgendo a livello aziendale e territoriale. Purtroppo parimenti nella nostra regione, proprio mentre si registrano segnali di ripresa produttiva, si assiste ad una calo drastico del numero degli Ispettori della Medicina sul lavoro (344 nel 2014 mentre oggi sono 312) e delle visite effettuate (da 21.603 nel 2014 a 19.984 nel 2016), a cui si accompagna una carenza strutturale dei  controlli ispettivi.

 Ad infortunarsi maggiormente sono i lavoratori precari e i giovani, frutto di una generale intensificazione dei ritmi di lavoro, del carattere temporaneo di molti lavori a termine, in affitto o negli appalti, della discontinuità delle carriere nelle quali manca una adeguata formazione professionale dei soggetti e, più in generale, di una crescente svalorizzazione del  lavoro – proseguono Bondi, Chiatto e Tollari – con un parallelo aumento dei rischi per i lavoratori più anziani che sono spesso vittime di infortuni più gravi e di patologie professionali legate alla  gravosità del lavoro, per le donne in cui l’incidenza degli infortuni sta aumentando costantemente. Non va trascurata infine – concludono i sindacalisti – l’attenzione sulla programmazione della manutenzione degli impianti sui quali spesso si interviene solo per le riparazioni al fermo produttivo”.

 Sono quindi questi i temi che Cgil Cisl e Uil porteranno all’attenzione del Paese. Ma il Primo Maggio è da sempre un giorno di festa che quest’anno, sul nostro territorio, vuole guardare anche ai più giovani, convinti che sia necessario aprire nuovi canali di comunicazione con le nuove generazioni e ribadire l’obiettivo strategico di rappresentarne  adeguatamente le istanze, a partire da quella di accedere ad un lavoro stabile e di  qualità. Da qui la scelta di chiamare in città uno tra gli artisti più in vista tra i ragazzi, ma capace di parlare e farsi apprezzare anche da un pubblico più vasto. Frah Quintale, rapper e cantautore, si esibirà nel pomeriggio sul palco del concertone romano di Piazza San Giovanni per fare poi tappa a Reggio alla sera.

 “Crediamo sia importante avvicinarci a quel mondo giovanile che spesso è più difficile da raggiungere attraverso i canali tradizionali. La trasformazione del linguaggio ci impone la ricerca di nuovi modi di comunicare – spiegano gli organizzatori -. Abbiamo voluto puntare su un artista di talento che si sta affermando sulla scena musicale attraverso testi e musica che raccontano la vita dei ragazzi di oggi. Offrirlo in gratuito a Reggio Emilia nella Festa dei Lavoratori è per noi un modo simbolico di ribadire la nostra volontà di raggiungere tutti quei segmenti che si affacciano al mondo del lavoro e che non si sentono rappresentati dal sindacato. Un modo, un po’ diverso, per dire che ci siamo. Siamo sul territorio e non vogliamo lasciarli soli”.

In città la giornata inizierà con il tradizionale corteo per le vie del centro, in partenza alle ore 15.00 da Viale Montegrappa, a cui seguiranno, dalle ore 16.00,  gli interventi in Piazza Martiri del 7 Luglio  con Manuel Masini di Libera, Guido Mora, segretario generale Cgil Reggio Emilia, William Ballotta, segretario generale Cisl Emilia centrale e Antonio Foccillo segretario nazionale Uil.

Dalle 17.00 musica con due gruppi reggiani: i Bassa padana Social Club e i multietnici Hakuna Matata. Infine dalle 21.30 il concerto di Frah Quintale, con in Rimuovi immagine in evidenzaapertura l’esibizione di un altra band reggiana, Gorbalove.

 

Manifesto 1 maggio 2018 100×140 low

 

IL PRIMO MAGGIO A REGGIO EMILIA

Il programma della giornata:

ore 15.00 CORTEO

da via Emilia San Pietro/viale Montegrappa a Piazza Martiri del 7 luglio

 

ore 16.00

Piazza Martiri del 7 luglio

Interventi di Manuel Masini di Libera, Guido Mora,  Segretario generale CGIL Reggio Emilia e William Ballotta  , Segretario Generale CISL Emilia centrale.

Il comizio conclusivo sarà di Antonio Foccillo Segretario nazionale UIL

 

ore 17.00

Piazza Martiri del 7 luglio

concerti di Bassa padana Social Club e a seguire Hakuna Matata

 

ore 21,30

Piazza Martiri del 7 Luglio

concerto di FRAH QUINTALE ( Regardez Moi Tour)

Frah Quintale è stato incluso nella prima tranche di artisti confermati per il prossimo Concerto del Primo Maggio di Piazza San Giovanni, a Roma. Breasciano, classe 1989 e già membro del duo rap dei Fratelli Quintale, fondato nel 2006 insieme a Merio, Frah muove i suoi primi passi come solista nel 2012, quando pubblica in free download il mixtape “Idiot savant”: l’EP rappresenta una sorta di anticipazione di un progetto solista “parallelo” ai Fratelli Quintale, che Frah riprende nel 2016 con un nuovo EP (dopo altri due dischi pubblicati insieme a Merio, “All you can eat” del 2013 e “Tra il bar e la favola” del 2015). “2004”, questo il titolo del mini album dello scorso anno (Rockol lo ha recensito), conteneva cinque pezzi dal sapore fortemente pop e da suoni che ammiccavano più mondo dell’indie-pop che al rap dei Fratelli Quintale: tra questi anche i singoli “Colpa del vino” e “Gravità”, che nelle settimane precedenti l’uscita dell’EP avevano riscosso un buon successo su YouTube e sulle piattaforme di streaming.

In apertura Gorbalove.

 


 

LE INIZIATIVE IN PROVINCIA

 

 

CASTELNOVO NE’ MONTI 

CGIL CISL UIL 1 maggio 2018 cmonti

ore 10.00 Piazza Gramsci concentramento

ore 10.30 Corteo per le vie cittadine

ore 11.00 Piazza Della Luna – Porteranno un saluto Silvia Dalla Porta, Coordinatrice CGIL della Zona, Giovanni Riatti della UIL e Luca Ferri responsabile della Cisl zona Montagna. Comizio conclusivo di Matteo Alberini della Segreteria SPI Cgil di Reggio Emilia Luca Ferri, Coordinatore CISL della zona montana.

Seguirà concerto della banda di Felina e intrattenimento Teatrale con Marzia Schenetti. Proiezione foto storiche del 1^ maggio in Montagna

 

 

SUCCISO

Per iniziativa della locale Comunità, alle ore 10.30 tradizionale corteo nel centro del paese accompagnato dalla banda. Saranno presenti le autorità dell’Unione Comuni dell’Alto Appennino Reggiano  con i Gonfaloni. Come consuetudine, intervento  di un sindacalista del settore agricoltura della Segreteria FLAI CGIL provinciale

 

CORREGGIO 

CGIL CISL UIL LOCANDINA FESTA 1° MAGGIO 2018 correggio

Iniziative sul tema: “(IN) SICUREZZA SUL LAVORO”

  • Dalle ore 9.00 Ritrovo e colazione presso il centro sociale Espansione Sud (Via Manzotti 20/a)
  • Ore 9,30 cerimonia presso “Parco Caduti sul Lavoro” (Via Manzotti)
  • ore 9:45 Cerimonia presso il parco “ Diritto alla Pace” (Via Don Minzoni)
  • ore 10:00 cerimonia presso “Monumento al Lavoro” (Viale Varsavia)

ore 10,15 presso il Monumento ai Caduti in Corso Mazzini “ Bianco Sporco” Spettacolo per la Sicurezza sul Lavoro di M. Antonietta Centoducati, Gianni Binelli e Ovidio Bigi.

Ore 11,15 Interventi di:

  • Rappresentanti dei Lavoratori alla Sicurezza
  • Renzo Giannoccolo Coordinatore Cgil Zona Correggio
  • Carlo Soricelli Osservatorio indipendente morti sul lavoro

Intervento Conclusivo a nome di CGIL CISL UIL Provinciali di Claudio Mattiello

Nel pomeriggio nel cortile di Palazzo Principi, ore 17.30, Concerto delle bande Luigi Asioli di Correggio e  Fabrizio Tavernelli Complesso presentano “Contaminazioni Musicali”

 

ALBINEA

Sindacati pensionati SPI CGIL  – FNP CISL – UIL Pensionati

con la partecipazione dell’Associazione di volontariato AUSER

ore 10.00 Piazza Cavicchioni

Saluto del Sindaco Nico Giberti  e intervento dell’on. Antonella Incerti. Comizio conclusivo di Marzia Dall’Aglio, Segreteria generale SPI CGIL Reggio Emilia.

 

 

 

SAN POLO D’ENZA

Sindacati pensionati SPI CGIL – FNP CISL – UIL PENSIONATI

e con la partecipazione dell’Associazione di volontariato AUSER

ore 10.00  Concentramento dei trattori a PONTENOVO e sfilata fino a Piazza 1° Maggio a San Polo, dove interverrà Barbara Vigilante, Segreteria provinciale SPI-CGIL. Porterà un saluto il Sindaco Mirca Carletti. Durante la sfilata suonerà la Banda Candian di Montechiarugolo

 

CAMPAGNOLA EMILIA

Sindacato pensionati SPI CGIL in collaborazione con AUSER

ore 10.00 Ritrovo davanti casa protetta Baccarini. Sfilata attraverso i quartieri del paese insieme al “Corpo filarmonico Primavera”. Ore 11.30 Intervento conclusivo di Sergio Guaitolini, Segretario generale FIOM-CGIL piazza Roma

 

#PrimoMaggio2018 a #ReggioEmilia: con Frah Quintale per parlare ai giovani. E al centro la #sicurezza sul #lavoro 2018-04-26T09:37:51+00:00

La Fim Emilia Centrale vince in Rubiera Special Steel. Con oltre il 50% dei consensi la Fim Cisl elegge due dei tre rappresentanti sindacali

 

Il risultato elettorale è stato amplificato dall’ottima partecipazione al voto superiore all’80% degli aventi diritto.

L’azienda Rubiera Special Steel, (già Acciaieri di Rubiera Spa) che opera da decenni sul territorio, si caratterizza per la produzione di acciai speciali.

Negli ultimi anni l’acciaieria è passata attraverso un concordato ed ora è un’azienda in forte ripresa produttiva e che sta modificando, anche attraverso investimenti dedicati, l’organizzazione industriale e la produzione

La Fim Cisl avrà dunque modo di misurarsi con queste trasformazioni, cercando di portare ai lavoratori e alle lavoratrici di Rubiera Special Steel una visione innovativa e responsabile, con particolare attenzione a salute e sicurezza su lavoro, problematica determinante in qualsiasi tipo di acciaieria.

La Fim Emilia Centrale vince in Rubiera Special Steel. Con oltre il 50% dei consensi la Fim Cisl elegge due dei tre rappresentanti sindacali 2018-04-24T08:45:41+00:00

Pensionati Cisl: ‘Tina Ansemi, il suo contributo per le nuove generazioni’. Con Liliana Ocmini, l’on. Castagnetti e il sindaco Vecchi venerdì 20 aprile in Sala del Tricolore

I Pensionati Cisl (Fnp) Emilia-Romagna insieme a Cisl Emilia Romagna, Cisl Emilia Centrale, Cisl Scuola e Comune di Reggio Emilia organizzano per
venerdì 20 aprile 2018 ore 9,30, presso la Sala del Tricolore del Comune a Reggio Emilia, in piazza Prampolini 1 un CONVEGNO su: TINA ANSELMI, il contributo delle donne alla costruzione del bene pubblico.

All’iniziativa partecipano: il sindaco di Reggio Emilia Luca vecchi, la biografa di Tina Ansemi Anna Vinci, l’ex parlamentare Pierluigi Castagnetti, la presidente Anteas Ferrara Marisa Baroni che ricorda Alessandra Codazzi (sindacalista e parlamentare reggiana); la responsabile Nazionale Donne Cisl Liliana Ocmin che rimarca le conquiste delle donne attraverso il sindacato; il segretario generale Fnp Emilia Romagna Loris Cavalletti; gli studenti delle ultime classi del Liceo Matilde di Canossa di Reggio Emilia che presentano l’opera di Photocontest ‘Guardiamo il lavoro con occhi di donna’.

Per Cavalletti la giornata celebrativa di due Donne quali Anselmi e Codazzi, “assume anche una valenza intergenerazionale per l’esempio che il loro impegno trasmette alle giovani donne”. Infatti, ‘Si può fare’ è il messaggio testimonianza di Ansemi e Codazzi del loro operato profuso nel sindacato ed in politica per tutta la vita”.

In mostra sono tredici opere fotografiche degli studenti delle ultime classi del liceo reggiano Matilde di Canossa, prossimi a confrontarsi con la ricerca o l’invenzione del loro futuro lavorativo. “La traccia creativa su cui hanno lavorato – spiega Simonetta Sambiase, responsabile Coordinamento Donne Cisl Emilia Centrale- è tratta da una parte dell’eredità della legge sulle Pari Opportunità che Tina Anselmi contribuì a realizzare (legge 125/91) e di cui diresse i lavori. E’stato loro chiesto di ragionare sul lavoro delle donne in toto, puntando le proprie attenzioni (e sguardi) sulle ambizioni e speranze (vorrei fare, farò così) così come sui rifiuti e le negazioni (non vorrei mai fare, non potrei mai fare)”.

Pensionati Cisl: ‘Tina Ansemi, il suo contributo per le nuove generazioni’. Con Liliana Ocmini, l’on. Castagnetti e il sindaco Vecchi venerdì 20 aprile in Sala del Tricolore 2018-04-23T05:46:16+00:00

Le donne di Sebrenica, quelle di Sarajevo e le rezdore reggiane: nel segno della #convivenza c’è un nuovo modo di creare relazioni. Cronaca di un viaggio diverso

Si è concluso il progetto “Pasta e Pita di Pace”, il viaggio nei Balcani di Mani in Pasta ed Iscos Emilia Romagna, dal 3 all’8 aprile, che ha visto diverse tappe d’incontro, laboratori gastronomici e testimonianze.

L’iniziativa, che è stata presentata ufficialmente in Comune a Reggio Emilia il 29 marzo, alla presenza dell’assessore alla Città internazionale del Comune di Reggio Emilia Serena Foracchia, si inserisce nel quadro di un più ampio percorso di memoria e ricostruzione storica del conflitto che, negli anni Novanta, ha colpito il Paese balcanico.

Il gruppo era formato da: Andrea Cortesi (Direttore ISCOS E.R.), Francesco Bini (CISL Emilia Centrale), Ann Osaremien, Elena Stefana, Joy Francisca e Francesco D’Orsa per Cooperativa Sciale Madre Teresa (Laboratorio Mani in Pasta), Debora Malaponti (Associazione Bosnia oltre i confini – Piacenza).

Riportiamo di seguito il racconto del viaggio di Francesco D’Orsa e Andrea Cortesi:

È ancora primavera in Bosnia-Erzegovina. È grazie al coinvolgimento di Iscos Emilia Romagna che il progetto Mani in Pasta, dopo alcune esperienze sul territorio nazionale, è andato oltre i confini, in particolare in Bosnia Erzegovina.

Ad attenderci al nostro arrivo a Konjević Polje, abbiamo trovato le donne dell’Associazione Jadar con i loro sorrisi e le braccia aperte per un abbraccio di benvenuto. La tavola imbandita di abbondanti portate ha reso conviviale da subito la conoscenza fra le delegazioni internazionali. Nei giorni trascorsi a Konjević Polje siamo stati ospitati da una famiglia musulmana composta da padre, madre e 5 figli. In particolare, il padre ci ha intrattenuto, la sera, di rientro dalle attività con i suoi racconti da reduce, da sopravvissuto del genocidio di Srebrenica (1995), di come è sopravvissuto scappando e trascorrendo diverse settimane nascosto nei boschi e sulle montagne in fuga dai militari e paramilitari (e dai cani) serbo-bosniaci di Mladić.

Per meglio comprendere, vedere, ascoltare e, quindi, capire le ragioni di ciò che al mattino si svelava ai nostri occhi, abbiamo trascorso il primo giorno recandoci in alcuni luoghi della Memoria come il Memoriale di Bratunać dove abbiamo incontrato i sopravvissuti ai campi di prigionia del 1992 testimoni delle atrocità commesse durante la guerra, rimanendo in silenzio davanti a tanta inspiegabile vergogna e odio taciuti per troppo tempo. Le steli cimiteriali cercano luce e giustizia ovunque. Le immagini nei luoghi della memoria ci trasmettono in modo immediato una vertigine profonda oltre ogni considerazione.

Il 5 aprile è stata una giornata davvero speciale: il progetto è entrato nel vivo del laboratorio di gastronomia interculturale con le donne dei villaggi vicini a Srebrenica come Konjević Polje, Skelane, Kravica, ma anche donne di Sarajevo, Zenica, Vareš e Konjić rendendo la giornata gioiosa e… gustosa! Il primo laboratorio tenuto dalle ragazze del Laboratorio Mani in Pasta è stato entusiasmante nelle mani e negli occhi sia di chi insegnava, sia di chi imparava a fare i tortelli di zucca e i tortelli dolci al forno. Proprio i dolci tipici reggiani sono stati il risultato dell’incontro di Pasta e pita di pace perché i tortelli sono stati riempiti con la marmellata di lamponi e more tanto rinomata tra le produzioni agricole locali e di eccellente qualità!

La mattina del 6 aprile l’abbiamo dedicata alla visita al Memoriale del genocidio di Srebrenica a Potočari, una visita difficile e dura, tanto più se accompagnati dalla nostra Ifeta di Jadar che ci ha raccontato la sua particolare storia, quella della sua famiglia sfollata a Srebrenica e vittima del genocidio. Ci ha raccontato, ancora con le lacrime agli occhi dopo oltre 20 anni, di quando si è trovata di fronte a Mladić che distribuiva le caramelle ai bambini che cercavano protezione nel compound dei caschi blu dell’ONU a Potočari, prima di iniziare la mattanza indiscriminata.

Dopo la visita, siamo tornati al laboratorio con il secondo scambio: impariamo a preparare insieme la pita. Mani in pasta che si uniscono, insieme impastano, stendono, riempiono e parlano nei piccoli gesti della cucina, che è cultura, tradizione, quotidianità, vita. Anche in questa seconda esperienza si è percepita la bellezza del fare insieme, del contaminarsi per offrire il meglio e trasmettere i segreti della cucina tipica.

Ad omaggiare la nostra presenza ma ancor più lo slancio e la capacità d’inclusione e dialogo delle donne delle associazioni promotrici, capaci di aggregare donne dai villaggi limitrofi e non solo, è stata la visita delle istituzioni locali del Comune di Bratunac e Srebrenica, e soprattutto del Vicepresidente della Repubblica Serba di Bosnia.

Dopo i saluti, emozionanti e sorridenti, partiamo per Sarajevo, la meraviglia dei Balcani, la città dell’assedio più lungo della storia moderna, che proprio quel giorno festeggiava la sua giornata, la sua liberazione dal controllo nazifascista della Seconda Guerra Mondiale inaugurando la storica funivia che porta al monte Trebević. Sabato mattina abbiamo incontrato Nicola Minasi l’Ambasciatore italiano in Bosnia-Erzegovina al quale abbiamo raccontato la nostra esperienza e tratteggiato ipotesi future per rafforzare questi interscambi tra Bosnia e Italia. Nel pomeriggio a  Zenica, per il secondo laboratorio con le donne del Centro dei diritti delle donne, nel ristorante del centro commerciale del centro, anche qui splendida accoglienza e grande partecipazione per vedere come si preparano i tortelli di zucca e con le erbe.

Oltre alle tante persone sorridenti sono le hajr, le fontane della vita e della Memoria, costruite dalle singole famiglie in ricordo dei cari scomparsi e uccisi durante la guerra, ad averci accompagnato lungo le strade, anche quelle più inerpicate, e a ricordarci che la primavera sta cercando di fiorire in Bosnia-Erzegovina, ancora una volta”.

Francesco D’Orsa
Responsabile Ufficio Progettazione Sociale Coop. Madre Teresa


Andrea Cortesi
Direttore ISCOS Emilia Romagna

Le donne di Sebrenica, quelle di Sarajevo e le rezdore reggiane: nel segno della #convivenza c’è un nuovo modo di creare relazioni. Cronaca di un viaggio diverso 2018-04-13T14:46:13+00:00

Da Reggio Emilia alla Bosnia Erzegovina: al via l’attività di cooperazione sociale tra cui cui cultura e gastronomia

Un ponte di pace tra Reggio Emilia e la Bosnia Erzegovina in nome del dialogo interculturale, della coesione e della cooperazione internazionale: un ponte che si può costruire anche attraverso la conoscenza, lo scambio e il confronto della cultura del cibo e della buona cucina.

Da questa base, prende il via il prossimo 3 aprile l’attività ‘Pasta e Pita di Pace’ promossa dal Comune di Reggio Emilia e Iscos Emilia-Romagna, con il patrocinio dell’ambasciata italiana in Bosnia-Erzegovina e la collaborazione di cooperativa Madre Teresa e Cisl Emilia centrale insieme a diverse associazioni del territorio.

L’iniziativa si inserisce nel quadro di un più ampio percorso di memoria e ricostruzione storica del conflitto che, negli anni Novanta, ha colpito il Paese balcanico; fa inoltre parte delle iniziative promosse dal Comune di Reggio Emilia in collaborazione con Mondinsieme, nell’ambito del progetto europeo Liaise 2 di cui l’Amministrazione comunale è partner, per confrontarsi su come prevenire e contrastare i radicalismi come fenomeni sociali che rischiano di attecchire in diversi contesti sociali, politici o religiosi.

Un dialogo tra culture gastronomiche diverse, che farà da sfondo a un percorso di conoscenza tra le realtà coinvolte: protagoniste le redzore dellaboratorio gastronomico Mani in Pasta e alcune donne bosniache dell’associazione Jadar di Konjevic Polje, che per alcuni giorni lavoreranno insieme scambiandosi conoscenze e competenze in ambito culinario.

L’iniziativa, che si svolgerà dal 3 all’8 aprile, segue l’incontro promosso dal Comune di Reggio Emilia nell’ambito di Primavera senza razzismo, con due importanti testimoni della guerra di Bosnia-Erzegovina come Bakira Hašečić, presidente dell‘associazione Donne vittime di guerra, e l‘architetta e traduttrice Kanita-Ita Fočak che, incalzate dallo scrittore Luca Leone, hanno raccontato le loro terribili esperienze legate al genocidio e all’assedio di Sarajevo. Dopo questa tappa, il percorso prevede l’arrivo a Reggio Emilia di altre delegazioni da Sarajevo, con SelmaHadžihalilović e le responsabili del Centro dei Diritti delle Donne di Zenica in maggio e il gruppo Spid Club per le para-olimpiadi dei giochi del Tricolore in luglio.

“Questa iniziativa, promossa grazie alla collaborazione con Iscos Emilia-Romagna, è parte di un percorso di dialogo e approfondimento che vede il coinvolgimento della Fondazione Mondinsieme e di alcune associazioni giovanili per ragionare di come i radicalismi e gli identitarismi hanno portato al conflitto nei Balcani producendo una frattura non soltanto tra Paesi ma tra persone che erano abituate a convivere assieme – ha detto l’assessore alla Città Internazionale Serena Foracchia nel corso della conferenza stampa di presentazione dell’iniziativa – Poter incontrare parte dell’associazionismo che è impegnato in una difficile opera di ricostruzione del tessuto sociale rappresenta un momento rilevante che vogliamo aprire alle nuove generazioni che sono nate durante il conflitto. Questo percorso di cooperazione internazionale non è soltanto un viaggio all’interno di una ferita ancora aperta nel cuore d’Europa ma rappresenta un momento di scambio in grado di lasciare un segno, grazie anche all’incontro con figure della società civile che – prima e dopo la guerra – hanno scelto di impegnarsi direttamente per ricostruire coesione e convivenza”.

Il progetto – L’inclusione sociale parte dalla conoscenza dell’altro e dallo scambio culturale di competenze umane e professionali. Mani in Pasta, il progetto femminile di formazione al lavoro per persone in difficoltà promosso dalla cooperativa sociale Madre Teresa, ha risposto all’invito fatto alcuni mesi fa durante una visita a Reggio Emilia dall’associazione Jadar, formata da donne sopravvissute al genocidio di Srebrenica, facendosi portavoce dell’esperienza gastronomica reggiana e aprendosi al territorio bosniaco, per favorire uno sviluppo formativo che parta dall’acquisizione delle principali tecniche di produzione di pasta fresca. Il progetto, unico nel suo genere, vede come partner di azione Iscos Emilia-Romagna, la realtà di cooperazione internazionale promossa dalla Cisl regionale, che da più di quindici anni lavora in Bosnia Erzegovina con organizzazioni della società civile per favorire i diritti umani e sostenere i gruppi marginali e più deboli.

L’obiettivo di questo incontro è quello di coniugare due aspetti differenti ma ugualmente importanti. Il primo è segnato da una visione culturale delle attività, caratterizzata dallo scambio di esperienze, conoscenze e capacità femminili presenti nelle rispettive realtà territoriali. Il secondo aspetto è di carattere più umanitario e riguarda il difficile passato di entrambi i gruppi di donne che si conosceranno personalmente.

Il 3 aprile da Reggio Emilia partirà dunque alla volta di Konjevic Polje, nel nord est della Bosnia, vicino a Srebrenica, una delegazione formata da Ann Osariemen e Stefana Elena Rozalia del Laboratorio gastronomico Mani in Pasta, Francesco D’Orsa (cooperativa Madre Teresa), Joy Francisca (tirocinante), Francesco Bini (Cisl Emilia Centrale), Andrea Cortesi (Iscos Emilia-Romagna) e Debora Malaponti (associazione Bosnia Oltre i Confini di Piacenza).

Oltre al laboratorio con l’associazione Jadar, il gruppo visiterà anche le città di Sarajevo e Zenica e incontrerà i referenti delle diverse associazioni per i diritti civili impegnate sul territorio, nonché l’ambasciatore italiano in Bosnia Erzegovina Nicola Minasi.

“Il viaggio in Bosnia rappresenta prima di tutto un incontro umano finalizzato alla condivisione di esperienze di vita, soprattutto se mettiamo al centro le storie difficili delle donne coinvolte – ha affermato Barbara Cabassi, responsabile del laboratorio Mani in Pasta – Poter vedere le nostre mamme rivestire il ruolo di formatrici, tramandando i segreti della tipica cucina emiliana, ci riempie il cuore di gioia perché rappresenta il risultato di un percorso cooperativo che stiamo intraprendendo con tanta passione e determinazione. Sarà prezioso anche per noi, grazie alla collaborazione dell’associazione Jadar, poter conoscere da vicino le tradizioni culinarie di un popolo che ha sofferto così tanto e che necessita di un incontro di amicizia fraterna”.

“Vivremo delle giornate davvero emozionanti – ha spiegato Andrea Cortesi di Iscos Emilia-Romagna – Sarà un laboratorio per la Pace straordinario, con tante donne di diverse comunità e culture che condivideranno con noi, attraverso il pretesto della cucina, le loro storie, vite, culture e tradizioni, dai Balcani all’Italia passando per l’Africa, che fa parte del vissuto di alcune delle donne in viaggio con la delegazione. Saremo ospitati da donne musulmane, cattoliche e laiche, attiviste dei diritti umani e contadine. Sarà un laboratorio multi-culturale sotto tanti punti di vista. Troveremo donne che hanno perso le loro famiglie, i loro figli, mariti e fratelli durante il genocidio, altre che hanno vissuto per anni in campi di prigionia e concentramento. È molto difficile ricostruirsi una vita dopo questo tipo di violenze e umiliazioni: molte di loro lo stanno facendo, recuperando fiducia in sé stesse, a volte cercando di costruirsi una nuova famiglia, nuove amicizie, recuperando le proprie terre con l’attività agricola e con il lavoro. Non a caso in questi anni, come Iscos e Cisl, abbiamo cercato di accompagnare queste ‘rinascite’, che rappresentano dei veri e propri ritorni alla vita”.

Da Reggio Emilia alla Bosnia Erzegovina: al via l’attività di cooperazione sociale tra cui cui cultura e gastronomia 2018-04-09T11:02:48+00:00