Azienda speciale “I Millefiori” di Novellara, così non va: la nota di Cisl e Cgil

“Un altro tentativo di stravolgere i fatti da parte del Comune di Novellara”. È il commento dei segretari della Cisl Funzione Pubblica Fabio Bertoia e della Cgil Funzione Pubblica Maurizio Frigeri alle ultime esternazioni dell’Amministrazione sulla vertenza in atto riguardante l’Azienda Speciale per i servizi sociali, ente strumentale del Comune di Novellara, “I Millefiori”.
I fatti sono ben diversi da quelli descritti e rispediamo al mittente le accuse di non aver accettato il confronto”.
In primis il Comune ha deciso di fondare un’azienda speciale contro il parere delle organizzazioni sindacali e dei lavoratori. La proposta dei sindacati era invece di far confluire il servizio nell’Asp della Bassa reggiana.
“Di fronte a questa situazione – spiegano Frigeri e Bertoia – la nostra ‘conditio sine qua non’ era quella di applicare il contratto delle funzioni locali, fatto che ritenevamo scontato visto nella prima fase del confronto ci era sempre stato detto che l’applicazione del contratto di riferimento non sarebbe stato un problema. Ai dipendenti che continuano ad essere comunali si applica infatti il contratto funzioni locali e ci sembrava scontato che anche ai nuovi assunti sarebbe dovuto essere applicato il medesimo contratto”.
E invece no. “Trincerandosi dietro pareri tecnici, commissionati ovviamente dal Comune stesso – spiegano i delegati sindacali – l’Amministrazione ha deciso di applicare il contratto Sanità privata nonostante fosse pienamente legittimo applicare quello delle funzioni locali, come poi accade ormai da dieci anni dell’azienda speciale di Cavriago ed in altre realtà analoghe in Emilia Romagna.
Ci sembra davvero insostenibile perseverare nella scelta di applicare contratti diversi a dipendenti che nello stesso ente fanno lo stesso lavoro spalla a spalla quotidianamente. La parola d’ordine dello sciopero del 28 settembre sarà “rispetto”, rispetto per quei dipendenti che quotidianamente si occupano degli anziani, ma a questo punto anche rispetto anche per la verità.

Azienda speciale “I Millefiori” di Novellara, così non va: la nota di Cisl e Cgil2018-09-21T15:04:13+00:00

Natalia, sogno in maglia rosa della ballerina siberiana tetraplegica. Aiutata da Anteas #labuonanotizia

Dopo il dramma, la favola della campionessa che vince al Giro d’Italia grazie al supporto, agli allenamenti, e ai volontari di Anteas Servizi. E’ la storia dell’atleta, ora italiana ma di origini siberiane, Natalia Beliaeva, una mamma di 40 anni, ora scandianese, già insegnante di danza a Tomsk, emigrata in Italia 20 anni fa.

È nel 2007 il terribile incidente in autostrada a Bologna “di cui non ricordo nulla, per fortuna, se non che al risveglio non riuscivo a muovermi”, dice lei, rimasta tetraplegica, ma non senza la voglia di vivere, ritornare a fare pratica sportiva e, naturalmente, essere mamma di Aurora, che ora ha 17 anni e Edoardo, di 13.

“A Reggio Emilia – spiega lei – esiste la Società ciclistica Cooperatori che, nel 2016, ha aperto la sezione per le handbike, le particolari bici azionate dalle braccia. Ho deciso subito di partecipare. Non potevo stare ferma. I primi tempi non era facile, dato che dovevano legarmi le mani con scotch e non potevo frenare. Poi la società ha trovato le risorse per una hanbike personalizzata che, ad esempio, avendo il cambio elettronico, mi consente di cambiare le marce col mento. Inoltre, grazie all’impegno del meccanico Rino, possiede una impugnatura particolare adatta alle mie mani. Restava però l’inghippo degli allenamenti, non sapendo come potevo recarmi alla pista Cimurri a Reggio”.

“Abbiamo detto subito di sì – commenta Giuseppe Polichetti, presidente dell’Anteas servizi Emilia Centrale – soprattutto quando Corrado, ora nostro volontario, assieme all’infaticabile Arturo Bonaccorsi e Maurizio Rinaldi, ci hanno chiesto un mezzo speciale per poterla accompagnare a Reggio all’allenamento, una volta a settimana. La missione della nostra associazione, che vive con il 5 per mille, offerte e tessere dei volontari è di aiutare chi ha bisogno”.

“E’ una bella storia – commenta Adelmo Lasagni, presidente della Fnp Cisl Emilia Centrale, la categoria dei pensionati della Cisl attiva nella promozione di Anteas – che dimostra la grandezza della gratuità e dell’aiuto che il nostro mondo ha saputo mettere in campo”.

E’, quindi, anche la storia di Corrado Rossi, un omone di 62 anni dal cuore grande, di Viano, che ci ha messo del suo. Ottenuta la disponibilità del mezzo, non è mai mancato all’appuntamento per gli allenamenti: “ho trovato utile questo impegno in Anteas facendo il volontario. Ne traggo benefici che non avrei mai pensato…”

Sorride Natalia quando ricorda: “la faticosa riabilitazione nel centro di Montecatone a Imola, a San Raffaele di Sulmona, e nella sua Scandiano…” ma il tempo e la sua energia hanno fatto il resto.  La prima gara, ad aprile, ad Abano Terme (Padova) le è valsa la maglia rosa nella sua categoria (WH1, tetraplegici): 25 km di percorso (“e dire che ai primi allenamenti non riuscivo a farne 10”, ricorda la ex ballerina “temevo di non arrivare in fondo”). Poi Il bronzo ai campionati di Darfo Boario Terme, nel Bresciano. “Non si vince nulla, abbiamo un rimborso di 40-50 euro per i trasferimenti, ma per me andare in bicicletta è motivo di grande soddisfazione. Vorrei ringraziare chi mi aiuta, dai volontari di Anteas servizi, tra i quali Corrado, alla società cooperatori, ai meccanici e a tutto il personale, con il presidente della sezione Handbike William Bonvicini.”

Ora la attendono ancora 3 tappe del giro d’Italia e, nel mentre, si è rilassata con la maratona di Albinea.

* * *

“Sono tre i mezzi di Anteas Servizi disponibili sul territorio reggiano per i trasporti delle persone in  difficoltà e che abbiamo attrezzato grazie alle sponsorizzazioni delle aziende locali: si trovano a Reggiolo, Guastalla e Scandiano” spiega Giuseppe Polichetti presidente Anteas Servizi Emilia Centrale. “Ci stiamo impegnando per allargare il servizio, cercare nuovi volontari disponibili, nella gratuità, nel realizzare questi servizi, ovviamente con copertura assicurativa a nostro carico”.

Natalia, sogno in maglia rosa della ballerina siberiana tetraplegica. Aiutata da Anteas #labuonanotizia2018-09-20T12:19:03+00:00

Castelfrigo: accordo Cisl legittimo e non discriminatorio, respinto ricorso Cgil

La Fai Cisl non è un sindacato di comodo, l’accordo per l’assunzione dei dipendenti ex coop non è illegittimo, discriminatorio e neppure separato, perché firmato dalla rsu regolarmente eletta dai lavoratori. Nella vertenza Castelfrigo il giudice del lavoro del Tribunale di Modena dà ragione alla Cisl su tutta la linea, (altro…)

Castelfrigo: accordo Cisl legittimo e non discriminatorio, respinto ricorso Cgil2018-07-26T12:42:34+00:00

Nuovo contratto nazionale del settore turistico: dalle agenzie di viaggio ai ristoranti migliaia i dipendenti reggiani e modenesi coinvolti

«Esprimo grande soddisfazione per un accordo che aspettavamo dal 30 aprile 2013 e che da un lato riconosce un aumento salariale immediato ai lavoratori, per i quali viene definito un sistema di flessibilità contrattuale, e dall’altro valorizza la professionalità del lavoro stagionale». Con queste parole Enrico Gobbi, segretario generale di Fisascat Cisl Emilia Centrale, commenta l’accordo raggiunto tra Confesercenti e i sindacati per il rinnovo del contratto del settore turistico nazionale, che riguarda anche alcune migliaia di lavoratori della provincia.

«Proprio il settore del turismo – prosegue – è uno di quelli destinati a crescere nella nostra economia, e che comunque conta 280 mila arrivi, 550 mila presenze e 3.400 imprese turistiche. Osserviamo, nel corso degli anni, un lento e costante aumento del numero dei lavoratori (nel 92% dei casi nella ristorazione, con bar, ristoranti, catering, quindi per il 4,6% nell’alloggio e il restante 2,9% tra agenzie viaggi e tour operator) che vi operano e che meritavano più certezze dal punto di vista occupazionale».

Complessivamente si parla di un settore che nel reggiano contempla 680 unità locali, con sedi secondarie, filiali, succursali, negozi di imprese con sede in altre province che portano a 4.068 le localizzazioni nel settore turistico e che nella provincia di Modena vede 1300 addetti.

Con il nuovo accordo, operativo per circa 400 mila dipendenti in Italia, ci sarà un aumento salariale lordo differente, in base alle figure d’inquadramento. «Finalmente dopo una lunga e complessa trattativa – aggiunge il segretario – è arrivato questo rinnovo che va ad uniformare i livelli normativi ed economici già raggiunti nei mesi scorsi nel comparto. Per chi lavora nella ristorazione o nei pubblici servizi, ad esempio, ed è inquadrato nel IV livello, l’aumento salariale sarà suddiviso in cinque tranche da corrispondere entro dicembre 2021. Nonostante la crisi il settore turistico rimane uno dei settori più dinamici dell’economia con una spiccata caratteristica di stagionalità. Chi vi opera merita la giusta remunerazione e le giuste garanzie: in questo modo sarà possibile migliorare la qualità del servizio offerto partendo dai dipendenti delle agenzie di viaggio fino ad arrivare a chi lavora nella ristorazione. Ricordo, infine, che il 30% degli addetti è di sesso femminile, il 13% è under 35, e il 15% di stranieri fasce fragili che hanno bisogno di stabilizzazioni contrattuali. La nostra priorità – conclude Gobbi – è quella di contrastare il dumping contrattuale e la concorrenza sleale per l’interesse delle aziende e dei lavoratori».

Nuovo contratto nazionale del settore turistico: dalle agenzie di viaggio ai ristoranti migliaia i dipendenti reggiani e modenesi coinvolti2018-07-25T08:02:41+00:00

Housing sociale, un’agenda di lavoro e un protocollo d’intesa per il 2020: dal cosolidamento delle azioni a nuovi sviluppi

Un investimento, non solo economico, sui beni immobili pubblici e prima ancora sulle persone: il diritto alla casa, base della dignità della persona assieme al lavoro, permane al vertice delle politiche e delle scelte strategiche dell’Amministrazione comunale di Reggio Emilia e dei sindacati Cisl, CiglUil, Sunia e Sicet (sindacato inquilini Cisl)  che hanno messo a punto un Protocollo d’intesa per l’Agenda 2020 dell’Housing sociale.

Il documento – firmato giovedì 19 luglio dal sindaco Luca Vecchi e dai rappresentanti delle organizzazioni sindacali Chiara Lupi (Sicet), Carlo Veneroni (Sunia), Luca Chiesi (Cgil) e Andrea Sirianni (Cisl), alla presenza del vicesindaco con delega al Welfare Matteo Sassi – definisce alcune linee strategiche per i prossimi anni, muovendo da un’analisi socio-demografica, dell’offerta abitativa, del quadro degli investimenti programmati e delle condizioni del patrimonio edilizio di alloggi Erp ed Ers a Reggio Emilia.

Il Protocollo (allegato a questa nota e descritto più in basso) definisce e condivide infatti un’Agenda per le politiche dell’housing sociale a Reggio Emilia, “al fine di incrementare la sostenibilità economica, gestionale e patrimoniale dell’edilizia residenziale pubblica e sociale nel comune di Reggio Emilia”.

L’Agenda 2020 – Housing sociale, d’altra parte, intende consolidare obietti strategici quali:

– (Ri)generare nuove risorse

– Consolidare il governo dei diritti all’abitare

– Garantire una gestione sostenibile degli abitanti

– Realizzare una gestione sostenibile del costruito

– Programmi e progetti di riuso e innovazione.

HANNO DETTO – “Housing sociale significa per noi valore comune, conseguente scelta politica e quindi strategie ed azioni, che oggi sistematizziamo in un atto che significativamente chiamiamo ‘Agenda’ e che ha un duplice valore – ha detto il sindaco di Reggio Emilia Luca Vecchi – Il primo è quello di rendicontare scientificamente quanto fatto sino ad oggi nel corso del mandato amministrativo: abbiamo ad ora destinato 10 milioni di euro di investimenti al patrimonio di edilizia residenziale pubblica, con un forte impegno diretto del Comune, per quasi tre milioni, anche per le manutenzioni straordinarie e il recupero del patrimonio pubblico che hanno consentito il recupero di circa 450 alloggi poi consegnati a nuovi inquilini, innestandoci così su un cammino di uscita dalla grande crisi economica, affrontata con determinazione negli anni precedenti e che ha tuttavia lasciato segni non superficiali nelle fasce di maggiore fragilità sociale anche rispetto al tema Casa. Il secondo è quello di guardare ai prossimi tempi con una prospettiva chiara e programmabile, basata con consapevolezza e concretezza sulle forze in campo, sia economiche sia sociali, proporre nuove azioni e confermare azioni e progetti che hanno già avuto esiti positivi. Penso fra l’altro alle modalità di assegnazione degli alloggi che hanno consentito un eccezionale incremento degli appartamenti occupati, alla diminuzione delle morosità grazie anche al ruolo di mediazione sociale dell’Amministrazione comunale, ai Regolamenti per l’accesso e l’uso dell’edilizia residenziale pubblica e al coinvolgimento dei privati nel sistema Ers”.

Questo, ha evidenziato il sindaco, “avviene in maniera concertata con i ‘corpi intermedi’ e condivisa, e non potrebbe essere altrimenti, con le organizzazioni sindacali, in particolare quei settori del sindacato che si occupano del diritto alla casa. Perché la casa è un diritto e quindi è una responsabilità da condividere. Da qui la valenza politica, oltre che di buona prassi operativa, della sottoscrizione di questo Protocollo, nella consapevolezza che, al di là della crisi che pure ha avuto un peso eccezionale e drammatico, i diritti non sono ‘gratuiti’ e vanno difesi dopo essere stati conquistati”.

 

“Negli anni della crisi che ha avuto i suoi culmini nel 2008 e nel 2011 – ha detto il vicesindaco con delega al Welfare Matteo Sassi – il Comune di Reggio Emilia ha investito in via straordinaria per le politiche per la casa, con lungimiranza e con la consapevolezza che ogni euro investito in queste politiche è un euro investito in coesione sociale e dunque in contrasto alla povertà e all’esclusione. In particolare, assicurare il diritto alla casa significa combattere la povertà infantile e minorile, poiché non è possibile assicurare opportunità alle giovani generazioni, senza la certezza di un bene primario quale la casa. E i dati ci dicono che negli anni della crisi è cresciuto sensibilmente il numero di minori under 14 residenti in alloggi Ers. Questo approccio alle politiche per la casa in anni di crisi è stato determinante e credo resti un approccio necessario a fronte di fragilità sociali che rischiano di diventare progressivamente croniche”.

E rispetto agli investimenti nel periodo 2015-2018, il vicesindaco ha sottolineato che “il patrimonio edilizio pubblico è stato destinatario di risorse per oltre 10 milioni di euro, finalizzate sia a nuovi interventi sia a manutenzioni straordinarie e ordinarie, con ricadute economiche positive anche nell’imprenditoria locale. Questo è stato possibile grazie alla collaborazione con Acer Reggio Emilia, che non solo ha sempre più assunto il ruolo di agenzia tecnica e operativa, ma ha confermato il ruolo strategico costituito dalla presenza di una azienda pubblica nella gestione del patrimonio di Edilizia residenziale sociale”.

Fra gli aspetti di innovazione sociale, ha concluso il vicesindaco Sassi, “ricordiamo i corsi di formazione per la mediazione sociale in particolare di condominio, promossi da Acer Reggio Emilia per una cinquantina di assegnatari di alloggi Erp. Si tratta per certi aspetti del recupero di una figura storica un tempo frequente nei grandi condomini, aggiornata nella formazione e nella sensibilità al nostro tempo”.

 

Presentando a loro volta il Protocollo e l’Agenda alla stampa, i rappresentanti sindacali hanno evidenziato l’importanza e l’efficacia delle azioni di recupero edilizio, con immobili finalmente rioccupati, da circa 800 nuovi abitanti, e delle azioni di mediazione sociale, con esiti positivi nel recupero delle morosità degli affitti ma soprattutto delle bollette delle utenze e nella convivenza negli edifici pubblici. Hanno ricordato infine che il Protocollo è ‘aperto’, cioè può accogliere nuove adesioni di soggetti titolati.

 

DOVE SIAMO: 9.000 UNITÀ ABITATIVE NON OCCUPATE – La grande crisi del 2008-2011, l’implosione della bolla immobiliare (2004-2007), la contrazione sostanziale dei flussi migratori interni ed internazionali, hanno determinato a Reggio Emilia, cioè anche in scala locale, sia la fine della crescita demografica (la popolazione al 2017 è stabilizzata a poco meno di 172.000 abitanti), sia la drastica contrazione della produzione edilizia residenziale. Nel 2017, gli alloggi non occupati sono stimabili pari a oltre 9.000 unità abitative (+1,12% rispetto al 2011), un valore che corrisponde al 10,8% del patrimonio residenziale complessivo disponibile.

 

DOMANDA E OFFERTA ABITATIVA – Negli ultimi 10 anni, la domanda abitativa di alloggi pubblici si è stabilizzata, ad eccezione dei bienni successivi agli anni-picchi di crisi (2008 e 2011), quando l’emergenza economica e la disoccupazione, quindi il reddito e i margini di sostentamento, flettevano verso il basso.

Negli altri ambiti temporali, appunto, un andamento più stabile, che ha portato a poco più di 800  le domande attive in graduatoria di Edilizia residenziale pubblica (Erp). L’assegnazione di alloggi pubblici vede la prevalenza di cittadini italiani: la composizione dei nuovi assegnatari, nel periodo 2004-2015, è principalmente favorevole a residenti con cittadinanza italiana (65%), rispetto ai residenti con cittadinanza europea (3%) ed extraeuropea (32%).

Fra le concause di questi effetti, la revisione degli strumenti di regolamentazione di accesso all’offerta Erp avvenuta nel 2006, ha consentito, nella media del periodo 2004-2015, di stabilizzare appunto il valore delle domande attive.

Il patrimonio di Edilizia residenziale pubblica e sociale (Erp ed Ers) disponibile a Reggio Emilia, è ad oggi di 2.725 unità immobiliari.

Dal 2011, il patrimonio Erp e Ers ha registrato un sensibile incremento (+5,25%), in particolare nell’ambito dell’offerta per l’emergenza abitativa (+8,77%), per la locazione permanente (+33,20%) ed infine per l’Agenzia per l’Affitto (+295,22%).

 

ABITANTI E CASE ASSEGNATE: CRESCE FINO AL 91% IL TASSO DI ALLOGGI OCCUPATI – Aumenta la popolazione residente negli alloggi di Edilizia residenziale pubblica e sociale, cresce il tasso di occupazione degli alloggi, con un contestuale incremento della popolazione under 25.

Nel 2018 la popolazione residente nell’offerta abitativa pubblica e sociale è infatti di 5.317 persone (+16% rispetto al 2011), pari al 3,1% della popolazione residente a Reggio Emilia.

Nel periodo 2011-2018 la dotazione di alloggi di proprietà pubblica è sostanzialmente invariata. Tuttavia si registra un consistente incremento del numero complessivo di nuclei assegnatari (+6,3%), con un rilevante aumento della popolazione complessiva (+17,9%) e conseguente incremento della dimensione media dei nuclei familiari (2018: 2,51 persone/nucleo; +10,9% nel periodo 2011-2018), con valori rilevanti nelle famiglie in emergenza abitativa (3,5 persone/nucleo) esito congiunto di un potenziamento degli investimenti nel ripristino degli alloggi non assegnati, della revisione degli strumenti di regolamentazione nell’accesso e permanenza nel patrimonio residenziale pubblico, del potenziamento dell’offerta in emergenza abitativa.

Cresce sensibilmente il tasso di occupazione degli alloggi che, al primo gennaio 2018, è pari al 91,1%.

 

FRAGILITÀ GIOVANISSIME – L’analisi della composizione demografica della popolazione residente nel patrimonio residenziale pubblico evidenzia il rilevante incremento della fascia under 14 anni (+21,5%) e under 25 (+35%) ed una sostanziale stabilità della popolazione over 65 (-2,7%). Avere una casa significa avere, più che mai in questi casi, un futuro, una possibilità di vita normale. Anche la qualità delle abitazioni, in questo senso, è un elemento molto importante e perseguito sia dal Comune, sia da Acer Reggio Emilia, l’azienda per la casa che è ‘braccio operativo’ nell’attuazione delle politiche pubbliche.

 

MOROSITÀ MEDIA IN DIMINUZIONE – La morosità media, caratterizzata da una sostanziale prevalenza dell’incidenza delle spese accessorie (utenze e spese condominiali), si contrae sensibilmente, nel periodo 2011-2018, a fronte di un incremento dell’efficacia delle procedure di sensibilizzazione e responsabilizzazione, attivate da Acer e Comune, verso l’utenza assegnataria.

 

INVESTIMENTI GIÀ A QUOTA 10 MILIONI DI EURO – Sono rilevanti, ammontano complessivamente a oltre 10 milioni di euro, gli investimenti per il patrimonio abitativo di proprietà pubblica,  destinati a finanziare, nel periodo 2015-2018, interventi di nuova costruzione, ripristino, manutenzione straordinaria e riqualificazione energetica.

Fonti ed erogatori di finanziamento sono direttamente il Comune o sue partecipate (30.5%),  Regione Emilia-Romagna (39.1%), Gse – Gestione dei servizi energetici spa (8%) – Gse è una società per azioni del Ministero dell’Economia e delle Finanze -,  Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (17,3%) e da privati (5%).

Per quanto riguarda gli interventi di manutenzione straordinaria del patrimonio immobiliare pubblico, le azioni si concentrano anche sui quartieri storici.

In particolare:

– oltre 2,7 milioni di euro, di cui l’88,4% risorse dirette ed indirette dell’Amministrazione comunale di Reggio Emilia, hanno consentito, attraverso piani ordinari di ripristino e piani straordinari di manutenzione, di rendere disponibili 447 alloggi per nuove assegnazioni di edilizia residenziale pubblica;

– ulteriori risorse, per oltre 8,5 milioni di euro, esito di finanziamenti europei, statali, regionali, comunali e privati, consentiranno di attivare opere di costruzione di nuovi alloggi (40 alloggi nel quartiere Compagnoni) e riqualificazione energetica e funzionale delle parti comuni di edifici di edilizia residenziale pubblica in diversi quartieri della città.

Nelle attività di consolidamento delle politiche per l’housing sociale a Reggio Emilia, nel 2015, è stato sottoscritto un Protocollo di intesa, tra Comune di Reggio Emilia e Cassa Depositi e Prestiti, finalizzato all’attivazione di una manifestazione di interesse per proposte di housing sociale, da parte di operatori privati del territorio, per una successiva valutazione ed inclusione nel Fondo immobiliare regionale per l’housing sociale, promosso da Cassa Depositi e Prestiti. Sono pervenute 13 proposte, per un potenziale complessivo di 226 unità immobiliari da destinare all’housing sociale.

 

DA OGGI IN POI – Il Protocollo d’intesa firmato oggi prevede, per raggiungere i cinque obiettivi da qui al 2020, le seguenti azioni e strumenti, in parte nuovi, in parte esistenti e confermati per il futuro:

  1. (Ri)generare nuove risorse. Dato atto che Acer Reggio Emilia è il principale soggetto strumentale e attuatore nel territorio delle politiche per l’Housing sociale, il Comune intende:

– adottare una nuova Concessione Quadro con Acer che, supportata dalle Convenzioni attuative, consenta di delineare e programmare la gestione e attuazione delle politiche abitative dei prossimi anni;

– semplificare le funzioni operative ordinarie del patrimonio e dell’utenza dell’edilizia residenziale pubblica e sociale attraverso l’adozione di regolamenti comunali equi, efficienti ed efficaci.

Inoltre, leggere il patrimonio immobiliare privato anche come risorsa sociale. Il consolidamento dell’obiettivo di identificare come risorsa sociale il patrimonio immobiliare residenziale privato, si raggiungerà attraverso:

– l’attuazione degli esiti della manifestazione di interesse promossa dal Comune con Cassa Depositi e Prestiti, e finalizzata alla realizzazione, attraverso il supporto finanziario del Fia, di 74 unità abitative per la locazione e vendita calmierata;

– la ridefinizione degli obiettivi strategici dell’Agenzia per l’Affitto, nel quadro organico dell’offerta della filiera abitativa pubblica, quale hub per il mercato privato della locazione calmierata e convenzionata, in particolare a favore di nuovi utenti, quali: giovani generazioni, studenti, city users).

L’Agenda 2020 intende inoltre:

– potenziare le azioni del Tavolo territoriale di Concertazione, in funzione di un conseguente contributo politico-strategico allo sviluppo della programmazione regionale;

– presidiare le attività del Tavolo tecnico regionale, nel quadro di prima applicazione e monitoraggio del nuovo Regolamento per l’accesso e la permanenza in alloggi Erp e calcolo e applicazione del nuovo canone Erp.

  1. Il governo dei diritti

L’Agenda 2020, per garantire la qualità e l’equità nel governo dei diritti dei beneficiari e assegnatari di alloggi di edilizia residenziale pubblica, intende:

– confermare i bandi pubblici di accesso all’offerta abitativa pubblica per l’assegnazione di alloggi Erp e l’assegnazione di alloggi per anziani presso la Residenza Gerra;

– confermare il bando pubblico per contributi destinati alla morosità incolpevole;

– consolidare l’attività di manutenzione, revisione e ottimizzazione degli strumenti ordinari di regolamentazione e gestione, quali: il Regolamento per l’accesso e la permanenza in alloggi Erp; il Regolamento d’uso dell’alloggio Erp; il Regolamento per il calcolo del canone Erp.

  1. Verso una gestione sostenibile degli abitanti

Le persone sono il fine dell’Agenda 2020 sull’Housing sociale. Il Protocollo indica infatti fra le linee guida “più risorse per sostenere le fragilità consolidate ed emergenti”.

L’Agenda nel periodo 2015-2018 ha consolidato differenti strumenti e processi integrati a supporto delle fragilità emergenti, con particolare riferimento alla popolazione residente nel patrimonio residenziale pubblico e privato.

In particolare si segnalano:

– promozione e coordinamento del Protocollo di intesa con Iren Mercato spa e le associazioni degli amministratori condominiali per la gestione dei crediti relativi a forniture energetiche centralizzate e l’individualizzazione delle utenze centralizzate;

– attivazione e gestione del Fondo regionale per il contributo alla locazione;

– attivazione e gestione del Fondo nazionale per la Morosità incolpevole.

Per garantire il diritto all’abitare ed il conseguente monitoraggio della permanenza dei requisiti di assegnazione è stato approvato dal Consiglio comunale di Reggio Emilia il Regolamento per l’accesso e la permanenza negli alloggi Erp con la definizione dei nuovi criteri di calcolo del canone. Contestualmente, per garantire un ulteriore incremento dell’efficienza ed efficacia del processo gestionale delle morosità attive nel patrimonio di edilizia residenziale pubblica, sono in corso di elaborazione le Linee guida per la gestione integrata delle morosità attive da parte di Acer Reggio Emilia ed il Comune di Reggio Emilia, con coinvolgimento del Servizio Servizi sociali e del Servizio Housing sociale.

Per promuovere gestioni condominiali sostenibili e solidali, sin dalla fase di accesso all’abitazione è stato attivato, nel 2017, nell’ambito del programma europeo Fami, il progetto Casper/Er.

A supporto del processo di integrazione ed inclusione sociale dei nuovi abitanti nel patrimonio residenziale pubblico, Acer Reggio Emilia ha attivato il Servizio di mediazione sociale, per promuovere e potenziare prassi di inclusione interculturale e di abitare solidale nelle comunità locali.

  1. Verso una gestione sostenibile del costruito

I sottoscrittori del Protocollo concordano sul completare l’attuazione dei programmi complessi urbani di iniziativa pubblica, in corso di attuazione, con particolare riferimento al Contratto di Quartiere II – Compagnoni Fenulli, che prevede la realizzazione di 40 alloggi di edilizia residenziale pubblica; e sull’avviare azioni di verifica e sensibilizzazione funzionali alla composizione di nuovi strumenti progettuali, gestionali ed attuativi, anche attraverso l’attivazione di manifestazioni di interesse per l’avvio di interventi di edilizia residenziale sociale su aree di proprietà comunale.

  1. Programmi e progetti

In tema di Riuso e Innovazione, si vogliono implementare progetti pilota di riuso abitativo e riattivazione del patrimonio pubblico e privato non locato, attraverso la promozione di strumenti innovativi quali:

– il consolidamento dell’Agenzia urbana Abitare solidale come strumento di incremento dell’incontro domanda/offerta nel mercato privato della locazione sostenibile, attraverso garanzie economiche complementari e attività di accompagnamento all’abitare;

– la sottoscrizione di un Protocollo di intesa tra il Comune di Reggio Emilia e l’Istituto di Vendite giudiziarie di Reggio Emilia, funzionale a destinare all’incremento dell’offerta abitativa, a canone sostenibile, il patrimonio immobiliare in vendita giudiziaria, situato in aree urbane socialmente sensibili.

Housing sociale, un’agenda di lavoro e un protocollo d’intesa per il 2020: dal cosolidamento delle azioni a nuovi sviluppi2018-07-20T08:13:37+00:00

Diamanti: oggi assemblea con i risparmiatori assistiti da Adiconsum Emilia Centrale

C’è chi ha investito “solo” 6.300 euro, ma qualcuno ci ha messo tutti i risparmi di una vita (267 mila euro). Ammontano in media a 40 mila euro i soldi investiti in diamanti dai 52 risparmiatori (la metà modenesi) che si sono rivolti all’Adiconsum, l’associazione consumatori della Cisl Emilia Centrale. (altro…)

Diamanti: oggi assemblea con i risparmiatori assistiti da Adiconsum Emilia Centrale2018-07-19T09:16:24+00:00