“Il Sindaco di Modena l’ha detto in modo chiaro: i prezzi pazzi delle case sono ‘una vergognosa bolla speculativa’. Perché di questo stiamo parlando quando un affitto divora il 36% di uno stipendio, le famiglie sono allo stremo e le culle restano vuote. Prende forma una strategia cittadina, a lungo richiesta da Cisl e Sicet, che può caratterizzare Modena come riferimento per spazzare il vento dell’emergenza casa che soffia in tutt’Italia. Siamo in campo e continueremo a farlo mettendo al centro quel concetto di partecipazione che per noi è fondamentale”.
Così Rosamaria Papaleo (leader di Cisl Emilia Centrale) ed Eugenia Cella (segretaria generale del Sicet, il sindacato degli inquilini) commentano positivamente la decisione del Comune di lanciare in un biennio 1.000 nuovi alloggi recuperati dalla gigantesca mole di immobili sfitti sul mercato privato, che ora saranno messi a disposizione delle famiglie a prezzo calmierato.
“Da tempo avevamo chiesto un cambio di passo, un piano casa comunale che rispondesse ai bisogni nuovi delle famiglie della classe media, troppo ricche per avere un aiuto pubblico e troppo povere per sopravvivere sul mercato privato. Specie quando ci sono dei figli. Quel piano casa era uno dei cardini del programma presentato anche ai candidati durante le scorse elezioni amministrative e l’operazione lanciata dal Sindaco Mezzetti e dalla vicesindaca Maletti va nella giusta direzione – proseguono Cisl e Sicet –. Per due motivi. Il primo parla del metodo. L’Amministrazione di Modena ha messo al centro, citiamo, ‘un rinnovato dialogo’ con i sindacati degli inquilini e le altre parti in causa. Solo lavorando insieme potremo invertire la rotta”.
Il secondo buon motivo evidenziato da Cisl e Sicet riguarda la vision a 360° sul tema della casa accessibile: l’operazione dei 1.000 alloggi in due anni si integra con il piano appena partito per la rigenerazione delle case popolari sfitte. Alloggi che dalla prossima estate saranno per 12 anni a disposizione anch’essi delle famiglie, sotto forma di edilizia residenziale sociale, con un canone d’affitto (comprensivo di bollette e spese condominiali) non superiore al 30% del reddito netto di un nucleo. Per Papaleo e Cella è “una misura sulla quale chiediamo di continuare ad investire, dal momento che in questa prima fase sono 50 gli appartamenti candidati tra Modena, Sassuolo e Carpi su 200 unità in disuso che necessitano di essere rimesse a servizio delle famiglie. La Regione può e deve crederci di più e il dialogo con Cassa Depositi e Prestiti, che finanzia i mutui necessari, deve proseguire”.
Inoltre, al conto bisogna aggiungere l’Imu molto agevolata (al 7.6%) che solo il Comune di Modena offre per chi affitta a canone concordato (misura che sta mettendo le ali, + 24.7% rispetto al 2018, dice il Sole 24 Ore). Canone in versione 4.0 grazie ai nuovi accordi territoriali cui ha contribuito anche il Sicet. Poi ci sono gli 80 appartamenti del Fondo Scoiattolo in via Montefiorino (65 in arrivo) e i 500 alloggi Ers di Agenzia Casa già in mano al Comune