“Dopo 20 mesi di trattativa aumenti di 250 euro per un farmacista neoassunto.
Maggiorati straordinari e festivi. “Il settore cresce, messaggio potente per le farmacie private”
Reggio Emilia, 17 settembre 2026 – “Venti mesi di trattativa, una lunga mobilitazione e lotta per riportare nelle farmacie comunali la dignità dove merita di stare. Alla fine il contratto lo abbiamo conquistato: oltre 9mila euro lordi in più nel triennio per un farmacista di primo livello, fino a sfiorare i 10 mila euro per chi svolge anche attività vaccinale. È un risultato enorme per chi lavora in Fcr e mette con le spalle al muro anche le farmacie private: Federfarma ora non ha più alibi. Se si può riconoscere salario, professionalità e nuove responsabilità nelle comunali, si può e si deve fare anche nel privato. Basta rinvii”.
Simone Zannoni, segretario reggiano di Fisascat Cisl Emilia Centrale, commenta così l’intesa con Assofarm sul rinnovo del contratto nazionale delle farmacie comunali, che sarà vigente fino al 31 dicembre 2029. A Reggio riguarda i 250 dipendenti di Fcr e le 31 farmacie comunali. Ora l’accordo passerà al voto dei lavoratori.
PIÙ SALARIO, PIÙ VALORE AL LAVORO
Per un farmacista di primo livello l’aumento dei minimi arriverà a 220 euro lordi mensili: 120 euro da ottobre 2026, altri 40 da luglio 2027, 30 da luglio 2028 e gli ultimi 30 da luglio 2029. Si aggiungono 30 euro mensili di indennità professionale in quanto farmacisti iscritti all’Ordine e 20 euro per chi svolge attività vaccinale. Significa 150 euro lordi in più al mese già da ottobre e 250 euro a regime da luglio 2029, fino a 270 euro per i vaccinatori. Sul triennio 2027-2029 fanno oltre 9mila euro lordi in più per un primo livello, fino a poco meno di 10mila per chi vaccina.
COME CAMBIA LA BUSTA PAGA
Il part-time minimo passa da 12 a 16 ore settimanali; dal 2027 tutti avranno 104 ore annue tra riduzione d’orario e permessi retribuiti. Rafforzate maternità, genitorialità, misure contro violenze e molestie e copertura assicurativa per colpa grave. La differenza si vede subito: un primo livello iscritto all’Ordine passa da poco più di 2.100 euro lordi contrattuali a circa 2.260 già da ottobre 2026 e arriva a circa 2.360 da luglio 2029; per un vaccinatore si sale a circa 2.380 euro. A ogni domenica o festivo lavorato si aggiunge poi una maggiorazione del 40%, che diventa del 60% superate le prime 96 ore annue.
LA FARMACIA È UN PRESIDIO
Il rinnovo riconosce un cambiamento ormai strutturale: la farmacia non è più soltanto il luogo dove si dispensano farmaci, ma un presidio sanitario e sociosanitario di prossimità. Screening, vaccinazioni, telemedicina e orientamento ai servizi significano più competenze e responsabilità, sottolinea Zannoni.
ORA TOCCA ALLE PRIVATE
In provincia di Reggio Emilia le farmacie private sono 92 e coinvolgono circa 490 lavoratrici e lavoratori. Il loro contratto è fermo da oltre due anni. “Chiediamo a Federfarma di riaprire subito un confronto vero. Il settore cresce, la farmacia dei servizi è parte della rete di prossimità e il lavoro è sempre più qualificato. Non si può chiedere professionalità, responsabilità, turni e disponibilità e poi fermarsi quando arriva il momento di riconoscerli nel contratto. Le comunali hanno dimostrato che l’accordo si può fare. Adesso tocca alle private”, chiosa Zannoni.