LAVORATORI COMMERCIO E TURISMO IN SCIOPERO IL 22 DICEMBRE PER I CONTRATTI NAZIONALI

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Scioperano venerdì prossimo 22 dicembre in tutta Italia per l’intero turno di lavoro gli oltre cinque milioni di addetti del terziario (distribuzione moderna organizzata e cooperativa, alberghi e pubblici esercizi, ristorazione collettiva e commerciale, agenzie di viaggi e aziende termali).
Alessandro Martignetti, segretario generale Fisascat Cisl Emilia Centrale

«Queste lavoratrici e lavoratori sono in attesa, da troppo tempo, dei rinnovi dei contratti nazionali», spiega Alessandro Martignetti, segretario generale della Fisascat Cisl Emilia Centrale, la sigla che a livello nazionale ha proclamato la giornata di stop insieme a Filcams Cgil e Uiltucs Uil. Sono previste tre manifestazioni interregionali; i lavoratori del Nord si raduneranno a Milano, con concentramento alle 9:30 in piazza Castello e arrivo del corteo in piazza Sempione-Arco della Pace.

A Modena sono circa 6 mila, in prevalenza donne, i lavoratori interessati dallo sciopero. Sono occupati in imprese di grandi dimensioni come Coop Alleanza 3.0, Conad, Pam Panorama, Esselunga, Eurospin, Lidl, MD, Cna, Confesercenti, Confcommercio, H&M, Zara, Cir, Salvarola Terne, ma anche in alberghi, bar e ristoranti.

«La giornata di mobilitazione è finalizzata a sollecitare un avanzamento dei negoziati e denunciare lo stallo delle trattative – dichiara Martignetti – Eppure commercio e turismo sono in ripresa e registrano un forte aumento dei fatturati».

Filcams Fisascat Uiltucs chiedono aumenti dei salari in linea con l’aumento generalizzato dei prezzi e una riforma della classificazione del personale in linea con le professionalità dei nuovi settori.

I sindacati confederali dicono no alla riduzione dei permessi retribuiti e degli scatti di anzianità avanzata dalle controparti, e anche al ricalcolo dell’importo della 13 esima (turismo) e al metodo di ricalcolo della 14 esima (commercio), oltre all’aumento delle flessibilità e dell’utilizzo dei contratti a tempo determinato.

Nessuna risposta positiva è arrivata finora alle richieste sindacali rispetto a regolazione degli appalti, smart working, ampliamento dei congedi, miglioramento del part time, riduzione della precarietà, normative sulle politiche di genere, diritto individuale alla formazione, contrasto al lavoro povero.

«Il messaggio rivolto alle associazioni imprenditoriali di settore è chiaro: non c’è più spazio e tempo per tattiche dilatorie o espedienti volti a eludere un’assunzione di responsabilità da parte delle imprese e delle loro associazioni di rappresentanza», conclude il segretario generale della Fisascat Cisl Emilia Centrale Alessandro Martignetti.

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