No, non è solo memoria. È la promessa che rinnoviamo per costruire giustizia e riforme, sconfiggendo la bestialità di chi ci voleva in ginocchio, di chi ci voleva divisi.
Stamane ero a Modena, alla cerimonia di deposizione delle corone in Largo Aldo Moro e in Largo Marco Biagi.
Ho guardato quei fiori, e ho pensato a quanto sia giusto che queste due targhe esistano, qui, in questa città.
Il 9 maggio 1978 Aldo Moro venne trovato morto nel bagagliaio di una Renault 4 rossa, in via Caetani a Roma. Le Brigate Rosse lo avevano sequestrato cinquantacinque giorni prima, avevano ucciso la sua scorta, avevano tenuto in ostaggio un’intera nazione. Quel giorno l’Italia capì fino in fondo cosa stava affrontando.
Per questo il 9 maggio è la Giornata nazionale della memoria per le vittime del terrorismo. Una data che porta sulle spalle il peso di quegli anni e racconta il coraggio di chi ha resistito.
Marco Biagi era modenese d’adozione nel senso più pieno: qui insegnava, qui pensava, qui costruiva le sue idee sul diritto del lavoro. Quando le Brigate Rosse lo hanno ucciso a Bologna, davanti casa, il 19 marzo 2002, hanno colpito ancora una volta un uomo di pensiero, un uomo di dialogo, con la stessa logica di sempre: il terrorismo non odia le persone, odia la possibilità che le persone si parlino, trovino un accordo, costruiscano insieme.
Oggi, 9 maggio, è anche la Festa dell’Europa.
Non è una coincidenza che queste due ricorrenze condividano la stessa data nel nostro calendario civile. E’ invece l’invito, potentissimo, a tenere insieme ciò che sembra distante.
Perché l’Europa è nata esattamente dall’impulso opposto al terrorismo: dalla convinzione che i popoli che si parlano non si fanno la guerra, che la cooperazione vale più della sopraffazione, che la pace non si eredita ma si costruisce ogni giorno, scegliendo da che parte stare, non voltando la faccia a chi resiste.
Chi ha immaginato l’Europa nel 1950 lo sapeva bene, perché aveva attraversato il buio. E chi ha sognato, lottato e lavorato senza abbassare la testa durante gli anni di piombo lo sapeva altrettanto bene.
Ecco perché Memoria ed Europa non sono due celebrazioni separate. Sono la scelta di chi ha capito che il futuro non arriva da solo. Va costruito. Va meritato. Ogni giorno, scegliendo da che parte stare.
Rosamaria Papaleo Segretaria Generale CISL Emilia Centrale
