Modena-Reggio Emilia, 30 settembre 2026 – “Dal 1° ottobre arriva una mazzata sulle bollette elettriche dei clienti vulnerabili: +37,3% in un solo trimestre. Pesa ancora di più perché cade sulla platea che per legge dovrebbe essere maggiormente protetta. E non dimentichiamo le famiglie della classe media: con questi prezzi, tenere acceso e riscaldato un appartamento di 80 metri quadrati può costare in un inverno tra 1.900 e 2.100 euro”. Così Rosamaria Papaleo, leader della Cisl Emilia Centrale, schiera, ancora una volta, il suo sindacato a difesa delle persone e delle famiglie.
LO SHOCK È GIÀ NELLE BOLLETTE
Il 30 settembre il prezzo all’ingrosso dell’elettricità si collocava intorno a 202 euro/MWh, contro i 112,20 euro dello stesso giorno del 2025: circa +80% in dodici mesi. Ancora più marcato il gas: il 30 settembre siamo giunti a 72,11 euro/MWh, contro 33,75 euro dello stesso giorno di un anno fa: circa +114%.
La materia prima costa molto di più, insomma, e il +37,3% disposto per la Maggior Tutela dimostra che lo shock dei mercati sta già entrando nelle bollette delle famiglie e dei fragili.
IL PARADOSSO DEI VULNERABILI
L’aumento del 37,3% riguarda esclusivamente l’elettricità, non il gas. Dal 1° ottobre il prezzo di riferimento Arera sale a 43,43 centesimi per kWh, tasse comprese. Per il cliente tipo vulnerabile – 2.000 kWh l’anno e 3 kW di potenza – Arera stima nel 2026 una spesa di 665,38 euro, quasi 57 euro in più rispetto ai 608,72 euro del 2025.
Dal 1° luglio 2024 la Maggior Tutela elettrica era rimasta riservata ai clienti vulnerabili: over 75, famiglie con diritto al bonus sociale per disagio economico, persone con disabilità ai sensi della legge 104, nuclei nei quali vengono utilizzate apparecchiature elettromedicali salvavita e alcune categorie particolari.
Due anni dopo ci troviamo davanti a un aumento trimestrale del 37,3%. “E’ una gravissima contraddizione sociale sulla quale la politica deve interrogarsi – tuona Papaleo –. Se abbiamo deciso che gli utenti fragili meritano una protezione particolare, quella protezione non può esaurirsi nel dirgli chi determina il prezzo. Deve diventare anche capacità di assorbire gli shock più violenti”.
Il dato più importante non è soltanto quanti sono, ma chi sono gli utenti fragili. Nel settembre 2024, secondo Arera, Modena contava 345 mila utenze domestiche elettriche, delle quali il 7,2% (circa 24.800) in Maggior Tutela. Reggio Emilia ne aveva 246 mila, con il 9,5% tutelato (circa 23.400). In tutto oltre 48 mila utenze.
GLI SPOLPATI DELLA CLASSE MEDIA
La Cisl modenese ha simulato il caso di una coppia con due stipendi da circa 1.500 euro netti al mese, 38-39 mila euro annui complessivi, in un appartamento di 80 metri quadrati. Con circa 900 Smc di gas necessari per riscaldare nella stagione fredda, se i prezzi non scenderanno il solo riscaldamento può costare 1.350-1.500 euro. Aggiungendo 520-610 euro di elettricità tra ottobre e marzo, l’inverno energetico arriva a 1.900-2.100 euro e in una casa meno efficiente può superare i 2.200. Significa che per tenere accesa e scaldare una casa che non è una villa vanno in fumo uno stipendio e mezzo, circa il 6 per cento del reddito di quella famiglia.
QUATTRO MOSSE PER LE FAMIGLIE
Per Papaleo servono quattro azioni. Un Tavolo territoriale clima-energia che monitori prezzi, bollette e situazioni di maggiore fragilità. Più fotovoltaico sugli edifici pubblici e privati, accelerando allacciamenti e comunità energetiche. Una strategia territoriale unica di orientamento e tutela, che metta a valore la competenza delle associazioni dei consumatori e renda più semplice accedere a bonus, agevolazioni e strumenti di sostegno, evitando che i soldi pubblici finiscano sempre ai più ricchi. Infine, una protezione straordinaria per i vulnerabili nei periodi di shock, con bonus rafforzati, rateizzazioni sostenibili e interventi temporanei sulle componenti della bolletta.
Quattro punti, per un solo concetto: “Se abbiamo stabilito per legge che alcune persone sono vulnerabili, non possiamo limitarci a definirle tali. La tutela deve diventare concreta proprio quando il mercato colpisce più forte”, chiosa Papaleo.