L’analisi del segretario generale Fnp Cisl Pacchioni: “Centrale il tema dei collegamenti verso i poli”
“Investire nella sanità pubblica e ammodernare le strutture è positivo e davanti a un progetto annunciato come una rivoluzione per la sanità modenese, un grande sindacato riformista come la Fnp Cisl non resterà alla finestra: abbiamo il diritto e il dovere di capire e di proporre soluzioni per ottenere che gli anziani, i fragili, le persone sole abbiano servizi, cure accessibili e un’assistenza continua in tutta la provincia”.
Così Domenico Pacchioni, segretario generale Fnp Cisl Emilia Centrale, interviene sull’ipotesi del polo integrato con Baggiovara, ricordando che “il sindaco Mezzetti ha richiamato in modo forte l’invecchiamento della popolazione. Proprio per questo vogliamo capire il progetto d’insieme attorno al nuovo ospedale annunciato, perché non basta distribuire specialità, serve progettare la rete da Modena alla Bassa fino all’Appennino”.
LE PROIEZIONI
Le proiezioni al 2045 parlano chiaro: gli over 65 in provincia arriveranno a 213 mila, quasi un residente su tre; gli over 75 a 112 mila, il 15,4%. Le famiglie di una sola persona oggi rappresentano il 37,7% in provincia e il 42,1% a Modena. “Ecco che solitudine e distanze dai luoghi di cura sono già una questione sanitaria, la dimostrazione che aumenterà ovunque il bisogno di assistenza”, prosegue Pacchioni.
Per Fnp le parole chiave sono continuità assistenziale, prossimità e sostegno a chi affronta la malattia da solo. Specializzare i poli, quindi, richiede garanzie per gli ospedali distrettuali, chiarendo bene quali attività resteranno, con quanto personale e quali risorse.
C’è poi il rapporto tra ospedale e territorio. Il recente studio Fnp sulla rete sociosanitaria segnala una presa in carico dei cronici e fragili disomogenea tra i distretti, il ruolo cruciale dei medici di famiglia alle prese con difficoltà di reclutamento che accendono interrogativi sul loro turn over. Per chi vive lontano dai grandi centri, la parola territorio richiama il grande tema logistico della mobilità. “Non tutti hanno un’auto, possono guidare o contare su un familiare – ricorda Pacchioni –. Se le prestazioni si dovessero concentrare in pochi poli, occorrerebbe ripensare i collegamenti da tutti i distretti, rafforzando il trasporto pubblico e soprattutto quello sociale. Sapendo che quest’ultimo si regge sul volontariato ed è già incredibilmente sotto pressione. Vedete, ogni aspetto si collega agli altri. E ogni nodo potrà essere sciolto solo col confronto, anche duro e severo”.
La Fnp Cisl, quindi, non chiede di fermare il cambiamento, anzi. “Vogliamo contribuire a una sanità pubblica d’eccellenza ma attraverso un percorso che dimostri di ascoltare tutte le comunità. Solo così sapremo che nessuno dovrà rinunciare alle cure per distanza, età o solitudine”, conclude Pacchioni.










