10.200 EURO IN PIU’ E PRECARIATO DIMEZZATO: ECCO IL GRAN CONTRATTO DELL’INDUSTRIA ALIMENTARE

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Per i 13mila addetti modenesi e reggiani busta più pesante, riduzione dell’orario per i turnisti, maxi incentivo alla formazione e molto welfare per proteggere previdenza, donne e famiglie

Sette mesi di trattative a muso duro con l’industria alimentare, ma ora c’è il risultato. E che risultato. Per gli oltre 13mila addetti modenesi e reggiani del settore è arrivato il nuovo contratto che porta nelle loro tasche 10.236 euro in più, dimezza il precariato e introduce tanto welfare: per le mamme e i papà, per chi combatte la violenza e le discriminazioni sul posto di lavoro, per chi vuole la propria azienda formata e sicura contro gli infortuni.
«Un grande risultato che prende uno dei settori chiave dell’economia emiliana, il nostro biglietto da visita nel mondo, e lo porta coi piedi ben piantati dentro la modernità e l’equità. Ecco cosa significa fare sindacato: cambiare in meglio la vita delle persone», spiega Daniele Donnarumma, segretario generale della Fai Cisl Emilia Centrale.

STIPENDI MIGLIORI E MENO PRECARI
I lavoratori avranno 280 euro in più ogni mese, pagati con aumenti progressivi che arriveranno a regime nel 2027. Significa che, entro quella data, i dipendenti riceveranno 10.236 euro di maggiorazione salariale.
Una conquista che si accompagna alla rivoluzione del dimezzamento dei precari (tempi determinati e somministrati) cui le imprese potranno ricorrere e alla riduzione dell’orario di lavoro: salgono a 80 le ore di assenza retribuite per tutti, con un pacchetto extra per chi opera nei turni dei cicli continui (altre quattro ore nel 2026 e quattro ore nel 2027).

GENITORI E LAVORATORI, ORA SI PUO’ DAVVERO
Migliorano gli stipendi, fa un salto in avanti il welfare dell’industria alimentare.
Le aziende hanno accettato di pagare di più il fondo sanitario (4 euro al mese ulteriori) e il fondo pensionistico complementare dei dipendenti, arrivando all’1.5% delle quote versate ogni mese.
Per le famiglie in cui c’è un bimbo e un solo genitore, il congedo parentale ora sarà di undici mesi. Più in generale, arrivano otto ore di permessi per l’inserimento dei figli al nido e alla materna, due ore per i genitori di un bimbo con una disabilità certificata, un giorno pagato per seguire un figlio tra i tre e i dodici anni che è ammalato e a casa da scuola. Diventano tre le giornate pagate dalle aziende per permettere ai dipendenti di accompagnare i genitori anziani a visite, ricoveri o dimissioni ospedaliere.

STOP VIOLENZA CONTRO LE DONNE
Ora si fa sul serio per estirpare la violenza contro le donne e le discriminazioni: violenza e molestie saranno equiparate alla violazione dei diritti umani. Concretamente, le vittime di violenza da oggi potranno chiedere il trasferimento in altri stabilimenti aziendali, senza perdere diritti e stipendio, anche se dovessero cambiare mansione. Inoltre, le aziende verseranno una quota per ogni dipendente all’ente bilaterale nato nel 2022 cui spetta, ad esempio, pagare le misure di sostegno alle vittime di violenza. Parallelamente, il sindacato con la contrattazione porterà in ogni singola azienda iniziative di protezione tagliate su misura.

MAXI PACCHETTO DI 40 ORE PER LA FORMAZIONE
Una delle perle del nuovo contratto riguarda la formazione del personale: sono state introdotte 40 ore di permessi retribuiti per tutti i lavoratori che vorranno specializzarsi su competenze legate alle attività aziendali, a condizione che non lascino l’impresa per almeno due anni dopo la fine dei corsi. Inoltre, nelle aziende arriverà una sorta di coach per la formazione, una figura super esperta in materia scelta in modo unanime tra uno/una delle rsu (cioè i rappresentanti eletti dai lavoratori).

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