La violenza, lo squallore di quanto è successo pochi giorni fa nello studio ovale della Casa Bianca hanno dimostrato che la libertà non si difende dando una delega in bianco ma, invece, stando con i piedi ben piantati dalla parte di un Paese aggredito, che lotta per la sua libertà.
Per questo oggi abbiamo voluto essere nelle piazze di #ReggioEmilia e di #Modena per abbracciare il popolo d’Ucraina e il suo incredibile coraggio.
Ci siamo stati insieme a tantissimi cittadini che non erano lì a rappresentare un interesse particolare ma a dire, con forza, che ora tocca a noi.
Tocca a noi difendere una libertà chiamata Europa, il più grande spazio di diritti mai conosciuto nella storia dell’uomo.
In Europa si gioca il nostro presente e il nostro futuro e non conta quanto siano forti i problemi, quanto siano incredibili le contraddizioni. Quanto siano spietati coloro che con una mano prendono l’aiuto europeo e con l’altra aprono le porte a forze che ci vedono come un pericolo mortale.
Combattere per la libertà e l’identità europee significa credere che insieme possiamo riuscire nella più grande delle sfide dal secondo dopoguerra ad oggi.
Cisl non ha mai fatto passi indietro, non ha mai usato mezze frasi di comodo, restando al fianco del popolo ucraino dal primo giorno dell’invasione di larga scala.
E con la stessa passione, Cisl il prossimo 15 marzo sarà nella grande piazza europeista di Roma perché “questo è il momento di capire di che pasta siamo fatti. Tutti. La Cisl ci sarà. Senza bandiere, se non quella stellata dell’Unione, ma con le proprie idee. Quella di un’integrazione sociale, politica, economica, anche militare, che non può più aspettare. Quella di una coesione che richiede una nuova governance con il superamento del vincolo dell’unanimità, politiche integrate su industria, energia, servizi, la riforma di un patto di stabilità asfittico e recessivo. Ma soprattutto con l’idea che bisogna dare voce a un popolo che è molto più avanti delle istituzioni che lo rappresentano”.
Sono le parole della nostra segretaria generale Daniela Fumarola. Sono le parole che dedichiamo a chi nel cuore, nel cervello e nelle gambe ha quel sogno lì. Quel sogno chiamato Europa.
Qui la lettera di Daniela Fumarola, inviata al Direttore di Repubblica:
