#PrimoMaggio2018 a #ReggioEmilia: con Frah Quintale per parlare ai giovani. E al centro la #sicurezza sul #lavoro

 

Sarà un Primo Maggio dedicato al mondo giovanile quello che CGIL CISL UIL provinciali hanno organizzato per la Festa dei Lavoratori 2018 che porterà in città il cantautore e rapper italiano Frah Quintale, che si esibirà in Piazza Martiri del 7 luglio alle 21.30.

Un doppio appuntamento, quindi, quello che si svilupperà in città con la tradizionale iniziativa pomeridiana e la novità del concerto serale, oltre alle tante manifestazioni che si svolgeranno in provincia.

Il tema che quest’anno sarà portato nelle piazze dalle organizzazioni sindacali sarà quello della sicurezza nei luoghi di lavoro. Un tema delicato che denuncia uno stato di fatto nel nostro Paese che continua ad essere preoccupante e sul quale non si può arretrare. In questi anni si è registrato un calo significativo degli infortuni, sia di quelli denunciati sia di quelli riconosciuti dall’Inail e un trend positivo anche rispetto all’andamento delle malattie professionali, ma la situazione rimane assolutamente preoccupante nei numeri che confermano la misura inaccettabile del fenomeno. A Reggio Emilia nel 2017 sono stati 10.950 gli infortuni denunciati (140 in più rispetto al 2016),  circa 6.500 quelli riconosciuti, 1.212 le malattie professionali denunciate, oltre 900 quelle riconosciute. Di lavoro poi si continua a morire: a Reggio Emilia (dati Inail) tra il 2012 e il 2017 sono stati 94 gli infortuni mortali collegati a vario titolo al lavoro (11 nel solo 2017 mentre, a livello regionale, sono stai 115, quasi 10 al mese). Sono, invece, 26 gli incidenti mortali avvenuti propriamente sul luogo di lavoro nel periodo 2012-2017. Una strage inaccettabile.

In termini economici il costo degli infortuni (fonte Eu-Osha, Inail) vale tra il 2,5 e il 3,2% del Pil e c’è un rapporto di 1 a 10 sul costo medio per giornata tra costi di assicurazione e prevenzione e i costi per infortunio.

Ferdinando Guidetti, Uil, Domenico Chiatto, Cisl, Valerio Bondi, Cgil

Il tema della sicurezza sul lavoro e dell’integrità psicofisica collegata alla condizione di lavoro rimane centrale – sottolineano  Valerio Bondi, segretario Cgil Reggio Emilia, Domenico Chiatto, segretario Cisl Emilia Centrale, Luigi Tollari, segretario generale Uil Modena e Reggio –. Se negli ultimi anni ci sono stati dei miglioramenti dei dati assoluti ed è innegabile un aumento dell’attenzione in materia e delle misure di prevenzione, questo è anche frutto della intensa attività che i rappresentanti dei lavoratori stanno svolgendo a livello aziendale e territoriale. Purtroppo parimenti nella nostra regione, proprio mentre si registrano segnali di ripresa produttiva, si assiste ad una calo drastico del numero degli Ispettori della Medicina sul lavoro (344 nel 2014 mentre oggi sono 312) e delle visite effettuate (da 21.603 nel 2014 a 19.984 nel 2016), a cui si accompagna una carenza strutturale dei  controlli ispettivi.

 Ad infortunarsi maggiormente sono i lavoratori precari e i giovani, frutto di una generale intensificazione dei ritmi di lavoro, del carattere temporaneo di molti lavori a termine, in affitto o negli appalti, della discontinuità delle carriere nelle quali manca una adeguata formazione professionale dei soggetti e, più in generale, di una crescente svalorizzazione del  lavoro – proseguono Bondi, Chiatto e Tollari – con un parallelo aumento dei rischi per i lavoratori più anziani che sono spesso vittime di infortuni più gravi e di patologie professionali legate alla  gravosità del lavoro, per le donne in cui l’incidenza degli infortuni sta aumentando costantemente. Non va trascurata infine – concludono i sindacalisti – l’attenzione sulla programmazione della manutenzione degli impianti sui quali spesso si interviene solo per le riparazioni al fermo produttivo”.

 Sono quindi questi i temi che Cgil Cisl e Uil porteranno all’attenzione del Paese. Ma il Primo Maggio è da sempre un giorno di festa che quest’anno, sul nostro territorio, vuole guardare anche ai più giovani, convinti che sia necessario aprire nuovi canali di comunicazione con le nuove generazioni e ribadire l’obiettivo strategico di rappresentarne  adeguatamente le istanze, a partire da quella di accedere ad un lavoro stabile e di  qualità. Da qui la scelta di chiamare in città uno tra gli artisti più in vista tra i ragazzi, ma capace di parlare e farsi apprezzare anche da un pubblico più vasto. Frah Quintale, rapper e cantautore, si esibirà nel pomeriggio sul palco del concertone romano di Piazza San Giovanni per fare poi tappa a Reggio alla sera.

 “Crediamo sia importante avvicinarci a quel mondo giovanile che spesso è più difficile da raggiungere attraverso i canali tradizionali. La trasformazione del linguaggio ci impone la ricerca di nuovi modi di comunicare – spiegano gli organizzatori -. Abbiamo voluto puntare su un artista di talento che si sta affermando sulla scena musicale attraverso testi e musica che raccontano la vita dei ragazzi di oggi. Offrirlo in gratuito a Reggio Emilia nella Festa dei Lavoratori è per noi un modo simbolico di ribadire la nostra volontà di raggiungere tutti quei segmenti che si affacciano al mondo del lavoro e che non si sentono rappresentati dal sindacato. Un modo, un po’ diverso, per dire che ci siamo. Siamo sul territorio e non vogliamo lasciarli soli”.

In città la giornata inizierà con il tradizionale corteo per le vie del centro, in partenza alle ore 15.00 da Viale Montegrappa, a cui seguiranno, dalle ore 16.00,  gli interventi in Piazza Martiri del 7 Luglio  con Manuel Masini di Libera, Guido Mora, segretario generale Cgil Reggio Emilia, William Ballotta, segretario generale Cisl Emilia centrale e Antonio Foccillo segretario nazionale Uil.

Dalle 17.00 musica con due gruppi reggiani: i Bassa padana Social Club e i multietnici Hakuna Matata. Infine dalle 21.30 il concerto di Frah Quintale, con in Rimuovi immagine in evidenzaapertura l’esibizione di un altra band reggiana, Gorbalove.

 

Manifesto 1 maggio 2018 100×140 low

 

IL PRIMO MAGGIO A REGGIO EMILIA

Il programma della giornata:

ore 15.00 CORTEO

da via Emilia San Pietro/viale Montegrappa a Piazza Martiri del 7 luglio

 

ore 16.00

Piazza Martiri del 7 luglio

Interventi di Manuel Masini di Libera, Guido Mora,  Segretario generale CGIL Reggio Emilia e William Ballotta  , Segretario Generale CISL Emilia centrale.

Il comizio conclusivo sarà di Antonio Foccillo Segretario nazionale UIL

 

ore 17.00

Piazza Martiri del 7 luglio

concerti di Bassa padana Social Club e a seguire Hakuna Matata

 

ore 21,30

Piazza Martiri del 7 Luglio

concerto di FRAH QUINTALE ( Regardez Moi Tour)

Frah Quintale è stato incluso nella prima tranche di artisti confermati per il prossimo Concerto del Primo Maggio di Piazza San Giovanni, a Roma. Breasciano, classe 1989 e già membro del duo rap dei Fratelli Quintale, fondato nel 2006 insieme a Merio, Frah muove i suoi primi passi come solista nel 2012, quando pubblica in free download il mixtape “Idiot savant”: l’EP rappresenta una sorta di anticipazione di un progetto solista “parallelo” ai Fratelli Quintale, che Frah riprende nel 2016 con un nuovo EP (dopo altri due dischi pubblicati insieme a Merio, “All you can eat” del 2013 e “Tra il bar e la favola” del 2015). “2004”, questo il titolo del mini album dello scorso anno (Rockol lo ha recensito), conteneva cinque pezzi dal sapore fortemente pop e da suoni che ammiccavano più mondo dell’indie-pop che al rap dei Fratelli Quintale: tra questi anche i singoli “Colpa del vino” e “Gravità”, che nelle settimane precedenti l’uscita dell’EP avevano riscosso un buon successo su YouTube e sulle piattaforme di streaming.

In apertura Gorbalove.

 


 

LE INIZIATIVE IN PROVINCIA

 

 

CASTELNOVO NE’ MONTI 

CGIL CISL UIL 1 maggio 2018 cmonti

ore 10.00 Piazza Gramsci concentramento

ore 10.30 Corteo per le vie cittadine

ore 11.00 Piazza Della Luna – Porteranno un saluto Silvia Dalla Porta, Coordinatrice CGIL della Zona, Giovanni Riatti della UIL e Luca Ferri responsabile della Cisl zona Montagna. Comizio conclusivo di Matteo Alberini della Segreteria SPI Cgil di Reggio Emilia Luca Ferri, Coordinatore CISL della zona montana.

Seguirà concerto della banda di Felina e intrattenimento Teatrale con Marzia Schenetti. Proiezione foto storiche del 1^ maggio in Montagna

 

 

SUCCISO

Per iniziativa della locale Comunità, alle ore 10.30 tradizionale corteo nel centro del paese accompagnato dalla banda. Saranno presenti le autorità dell’Unione Comuni dell’Alto Appennino Reggiano  con i Gonfaloni. Come consuetudine, intervento  di un sindacalista del settore agricoltura della Segreteria FLAI CGIL provinciale

 

CORREGGIO 

CGIL CISL UIL LOCANDINA FESTA 1° MAGGIO 2018 correggio

Iniziative sul tema: “(IN) SICUREZZA SUL LAVORO”

  • Dalle ore 9.00 Ritrovo e colazione presso il centro sociale Espansione Sud (Via Manzotti 20/a)
  • Ore 9,30 cerimonia presso “Parco Caduti sul Lavoro” (Via Manzotti)
  • ore 9:45 Cerimonia presso il parco “ Diritto alla Pace” (Via Don Minzoni)
  • ore 10:00 cerimonia presso “Monumento al Lavoro” (Viale Varsavia)

ore 10,15 presso il Monumento ai Caduti in Corso Mazzini “ Bianco Sporco” Spettacolo per la Sicurezza sul Lavoro di M. Antonietta Centoducati, Gianni Binelli e Ovidio Bigi.

Ore 11,15 Interventi di:

  • Rappresentanti dei Lavoratori alla Sicurezza
  • Renzo Giannoccolo Coordinatore Cgil Zona Correggio
  • Carlo Soricelli Osservatorio indipendente morti sul lavoro

Intervento Conclusivo a nome di CGIL CISL UIL Provinciali di Claudio Mattiello

Nel pomeriggio nel cortile di Palazzo Principi, ore 17.30, Concerto delle bande Luigi Asioli di Correggio e  Fabrizio Tavernelli Complesso presentano “Contaminazioni Musicali”

 

ALBINEA

Sindacati pensionati SPI CGIL  – FNP CISL – UIL Pensionati

con la partecipazione dell’Associazione di volontariato AUSER

ore 10.00 Piazza Cavicchioni

Saluto del Sindaco Nico Giberti  e intervento dell’on. Antonella Incerti. Comizio conclusivo di Marzia Dall’Aglio, Segreteria generale SPI CGIL Reggio Emilia.

 

 

 

SAN POLO D’ENZA

Sindacati pensionati SPI CGIL – FNP CISL – UIL PENSIONATI

e con la partecipazione dell’Associazione di volontariato AUSER

ore 10.00  Concentramento dei trattori a PONTENOVO e sfilata fino a Piazza 1° Maggio a San Polo, dove interverrà Barbara Vigilante, Segreteria provinciale SPI-CGIL. Porterà un saluto il Sindaco Mirca Carletti. Durante la sfilata suonerà la Banda Candian di Montechiarugolo

 

CAMPAGNOLA EMILIA

Sindacato pensionati SPI CGIL in collaborazione con AUSER

ore 10.00 Ritrovo davanti casa protetta Baccarini. Sfilata attraverso i quartieri del paese insieme al “Corpo filarmonico Primavera”. Ore 11.30 Intervento conclusivo di Sergio Guaitolini, Segretario generale FIOM-CGIL piazza Roma

 

#PrimoMaggio2018 a #ReggioEmilia: con Frah Quintale per parlare ai giovani. E al centro la #sicurezza sul #lavoro 2018-04-26T09:37:51+00:00

Incidenti sul lavoro in aumento soprattutto tra le donne. Nella provincia di Reggio Emilia registrati centoquaranta casi in più tra il 2016 e 2017

 

“La ripresa economica, palpabile anche nel nostro territorio, è un dato certamente positivo, ma non è altrettanto accettabile che siano in constante aumento gli infortuni sul lavoro”. E’ il commenta di Domenico Chiatto, segretario Cisl Emilia Centrale – dopo che la Cisl ha rielaborato i dati Inail riguardanti gli infortuni e le morti bianche negli ultimi anni appena trascorsi in tutta la provincia di Reggio Emilia.

Nel 2017 le denunce d’infortuni nel reggiano sono state in totale 10.950, di cui 11 mortali. Per quanto siano calati gli infortuni mortali – ma su questo c’è un forte fattore di casualità -, c’è un aumento tendenziale in negativo con 140 casi in più rispetto ai 10.810 registrati nel 2016 e di cui 18 mortali. La maggior parte di questi infortuni, inoltre, riguardano dipendenti maschi tra i trenta e cinquantanove anni. Nel 2016 erano rimasti coinvolti 7.472 lavoratori in questa fascia d’età e in 12 avevano perso la vita. Numero lievemente diminuito l’anno seguente con 7.438 persone coinvolte in incidenti, di cui 5 mortali.

In crescita gli infortuni che hanno riguardato donne lavoratrici: nel 2017 sono stati registrati ben 142 casi in più. A fronte dei 3.366 episodi denunciati nell’anno 2016, sono stati 3.508 quelli del 2017. Il dato degli infortuni delle lavoratrici è purtroppo un dato in aumento costante.

La maggior parte dei lavoratori infortunati sul territorio sono italiani. Nel 2017 sono stati 8.672 i connazionali protagonisti di incidenti e 2.278 gli stranieri. Nel 2016, invece, erano stati 8.492 gli italiani e 2.318 gli stranieri. Tra coloro che hanno meno di trent’anni gli infortuni denunciati sono stati 2.647 nel 2016 e 2.825 nel 2017. Diminuiti gli episodi che hanno riguardato gli over 60: nel 2017 sono stati 687 rispetto ai 691 del 2016. Sono in costante aumento le malattie professionali sugli ultrasessantenni e questo è legato al prolungamento  della permanenza sul posto di lavoro, determinato dalla riforma Fornero: con l’avanzamento della età dei lavoratori aumenta la possibilità di contrarre una malattia professionale.

Dalla Cisl ricordano che con il nuovo regolamento Inail approvato nel 2016 sono state definite nuove norme per la conservazione del posto di lavoro per i lavoratori che, a seguito di una malattia professionale, presentino una riduzione della capacità lavorativa. In questo caso è previsto che l’azienda debba mettere in campo tutti gli accorgimenti possibili per la continuità occupazionale, attraverso un contributo Inail per l’adeguamento della postazione lavorativa che può arrivare sino a 150.000 euro. In caso contrario è possibile fare opposizione ad eventuali licenziamenti. In tutti i casi, pur dando un giudizio positivo sull’intervento dell’istituto, la priorità assoluta deve concentrarsi sulla “Prevenzione e attenzione alla sicurezza che devono essere al centro della vita lavorativa di ogni cittadino – continua Chiatto -. Lavorare è un diritto e lavorare in sicurezza deve essere sempre più considerato un investimento da parte delle aziende. Purtroppo i dati che ci consegna la Regione vedono, invece, un calo degli Ispettori Spsal che passano da 344 dl 2016 a 312 del 2017 ed un  conseguente calo  di visite effettuate dal 2014 al 2016 del -7,5%. A ciò si aggiunge un aumento dei ricorsi sul giudizio di inidoneità, legato appunto all’invecchiamento al lavoro”.

Un richiamo al problema era stato fatto anche dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella, in occasione della giornata per le vittime degli incidenti sul lavoro lo scorso ottobre. “Purtroppo – conclude il segretario Chiatto – l’aumento degli infortuni nel reggiano è tra i più consistenti di quelli capitati sia a livello regionale che nazionale, con un dato negativo che non si registrava da circa 5 anni. Dal 2012, infatti, le denunce per infortuni erano calate di quasi il 20%. I settori più colpiti restano quello dell’industria dei servizi e della fabbricazione di materiali. Sono numeri che ci devono far riflettere: occorre un intervento più capillare e sinergico tra i vari enti ispettivi; ad esso si aggiunge l’intervento che continuiamo a fare come parti sociali attraverso la rete dei rappresentanti alla sicurezza e per la consultazione sulla sicurezza, nei settori e nelle aziende più a rischio. Non è possibile abbassare la guardia perché l’obbiettivo del territorio è di far crescere l’occupazione, ma di pari passo deve crescere la cultura e la presenza della sicurezza delle persone”.

Incidenti sul lavoro in aumento soprattutto tra le donne. Nella provincia di Reggio Emilia registrati centoquaranta casi in più tra il 2016 e 2017 2018-03-03T11:38:23+00:00

La Cisl Fp: Tfr degli statali, incostituzionale il ritardo della liquidazione Il sindacato solleva la questione di legittimità al Tribunale del lavoro. “Anche nel reggiano, troppe le disparità tra pubblico e privato”. E intanto una raccolta firma on-line per cambiare la normativa

“Una disparità di trattamento inaccettabile e illogica”. Con queste parole Fabio Bertoia, segretario Cisl Fp Emilia Centrale commenta il diverso trattamento nei tempi di erogazione del Tfr tra dipendenti del settore pubblico e privato. Per i dipendenti pubblici, infatti,  il pagamento avviene in media dopo 27 mesi, mentre per i dipendenti con contratto di natura privata già da mese successivo. Si segnalano, purtroppo, anche diversi casi in cui il Tfr – che rimane comunque un bene destinato alla successione, secondo una specifica normativa – non viene riscosso dal lavoratore deceduto prematuramente.

In merito a ciò, Cisl Fp Nazionale ha aperto in questi giorni un contenzioso giudiziario contro un sistema che penalizza fortemente i dipendenti pubblici. “Queste disparità  – prosegue Bertoia – nascono dal Governo Monti e dal decreto “Salva Italia”. Anche nel nostro territorio decine di lavoratori, in particolar modo del mondo della scuola e della sanità, devono aspettare tempi lunghissimi prima di vedere il Tfr in busta paga”.

Per la Cisl Fp la norma viola il principio di eguaglianza dell’art. 2 e dell’art. 36 della Costituzione, secondo la quale allontanando nel tempo la liquidazione della somma, questa perde progressivamente di valore rispetto al lavoro svolto. “Vogliamo una normativa che equipari i tempi d’attesa tra comparto pubblico e privato. Oggi c’è un’evidente disparità, ma in momento di crisi come quello in cui stiamo vivendo  questo è del tutto inaccettabile”.

Per i lavoratori del pubblico impiego la legge attuale stabilisce un tempo d’attesa che va da un minimo di 105 giorni, ad un massimo di due anni. Nel privato i tempi sono molti più brevi: circa 30 giorni se si appartiene al settore del terziario, e di 45 giorni nel settore del commercio.

“Abbiamo lanciato anche una campagna di raccolta firme on-line (www.fp.cisl.it) per cambiare la normativa – conclude Bertoia – . Nei prossimi anni andranno in pensione più di mezzo milione di dipendenti pubblici. Queste persone si sono guadagnate il trattamento di fine lavoro lavorando ogni giorno ed è doveroso che riescano ad ottenerlo senza dover aspettare tempi biblici. Chiediamo al governo di prenderne atto”.

La Cisl Fp: Tfr degli statali, incostituzionale il ritardo della liquidazione Il sindacato solleva la questione di legittimità al Tribunale del lavoro. “Anche nel reggiano, troppe le disparità tra pubblico e privato”. E intanto una raccolta firma on-line per cambiare la normativa 2018-02-09T11:41:36+00:00

Fai Cisl, Al via la raccolta firme a sostegno dell’ambiente e del lavoro nell’agroalimentare

 

Una raccolta firme per richiedere a gran voce un accordo con il governo, affinché le riforme necessarie in campo di previdenza, occupazione e retribuzione vengano fatte al più presto”. Con queste parole il segretario Fai Cisl Emilia Centrale – Vittorio Daviddi – commenta la mobilitazione nazionale del sindacato Cisl che raccoglie a livello nazionale circa 200.000 lavoratori nel settore dell’alimentare, dell’agricoltura, della pesca, dell’ambiente e dei tabacchi.  

“Riforme – continua Daviddi – necessarie per rendere sostenibile un lavoro da sempre considerato usurante. Inoltre, chiediamo maggiori tutele per coloro che perdono l’impiego, per cui occorre rivedere il meccanismo retributivo della Naspi che ad oggi prevede una indennità a scalare durante il periodo di disoccupazione. Vogliamo creare un patto con le istituzioni per favorire l’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro e, dall’altra parte, ridurre l’età pensionabile per garantire una dignitosa qualità di vita a chi abbandona l’occupazione dopo anni di sacrifici: per questo siamo convinti che serva, come ormai sosteniamo da anni, la separazione tra assistenza e previdenza”.

Secondo il sindacato è necessario un innalzamento della retribuzione per i contratti agricoli di prestazione occasionale, che devono essere remunerati come  la media di quelli provinciali. “Il lavoro deve essere difeso e pagato con il giusto compenso. Il sindacato si batte per prevenire il lavoro nero e per la piena attuazione della legge contro il caporalato e lo sfruttamento: una piaga da debellare, che deve vedere attive tutte le parti sociali”.

Anche sul fronte ambientale devono essere fatte delle riforme: “E’ necessario, ad esempio, realizzare un piano contro il dissesto idro-geologico, di cui tanto necessita il nostro territorio sia regionale che nazionale. Se verrà rilanciato il patrimonio forestale e rinnovato il contratto nazionale dei forestali, già rimandato per cinque anni, avremo benefici che ricadranno su ambiente e lavoro. Ma per rilanciare i consumi – conclude Daviddi –  serve abbattere l’irpef e abbandonare il cuneo fiscale per i redditi medio-bassi. Anche nei nostri territori, il settore agro-ambientale è importantissimo per l’economia. Occorre perciò mantenere sempre alta l’attenzione su questo comparto, favorendo l’equità sociale, la dignità e la qualità del lavoro, prevedendo un maggior sostegno alla maternità e un nuovo assegno famigliare. Questo è il motivo della nostra mobilitazione di sabato dinnanzi alla prefettura di Bologna e in tutti i presidi e sit-in italiani dove la Fai Cisl porterà i suoi iscritti”.

Fai Cisl, Al via la raccolta firme a sostegno dell’ambiente e del lavoro nell’agroalimentare 2017-10-24T18:38:15+00:00

I Sindacati su disdetta integrativo coop sociali: “Ritiratela e apriamo un tavolo”

 

Contrariamente a quanto dichiarato da Confcooperative  e Legaccop, ribadiamo che di immotivato e pretestuoso c’è solo la disdetta del Contratto Integrativo”.

Tengono il punto le Organizzazioni sindacali di categoria di Cgil Cisl e Uil dopo che le centrali cooperative hanno rimandato al mittente le posizioni espresse dai sindacati negli ultimi giorni in merito alla disdetta unilaterale del contratto integrativo delle cooperative sociali.

Nell’ultimo quadriennio nessuna preoccupazione è stata manifestata circa la difficoltà delle cooperative reggiane di erogare annualmente il premio di produttività (il cosiddetto ERT) presente nella nostra provincia da ben 15 anni – spiegano – Il costo del lavoro per le cooperative a Reggio Emilia è proporzionale ai fatturati, il fatto che sia più alto rispetto ad altre province rappresenta un valore aggiunto a difesa del territorio ed una garanzia di alti standard qualitativi dei servizi erogati, ed è strettamente legato all’andamento positivo del settore”.

Infatti, nella determinazione dei requisiti per partecipare alle gare di appalto il costo del lavoro deve essere rispettato: questo consente di evitare l’ingresso di Cooperative spurie che non applicano le tutele garantite dai Contratti Collettivi e Integrativi sottoscritti dai sindacati maggiormente rappresentativi della nostra provincia.

 

Sulla base di ciò Fp Cgil, Fisascat Cisl, Cisl Fp e Uil Fpl ribadiscono la richiesta già inoltrata la scorsa settimana di ritirare la disdetta e di ricondurre la durata del Contratto Integrativo al rinnovo del Contratto Nazionale che si sta discutendo a Roma in questi ultimi mesi.

Chi opera in questi settori svolge un lavoro prezioso per dare servizi ai cittadini – continuano i sindacati –   deve pertanto essere garantito loro il potere di acquisto dei salari percepiti visto il mancato rinnovo contrattuale che ha paralizzato il settore dal punto di vista dei salari. La contrattazione sindacale ad ogni livello non è una concessione ma un diritto – concludono –  chiediamo perciò ancora una volta il  ritiro della disdetta auspicando la ripresa di relazioni sindacali che tengano dentro, proprio per il ruolo che il socio lavoratore ha all’interno delle cooperative,  anche il mantenimento di quanto ci si impegna a sottoscrivere”.

I Sindacati su disdetta integrativo coop sociali: “Ritiratela e apriamo un tavolo” 2017-10-10T06:06:07+00:00

I sindacati riuniti: migliore qualità ed equità per i lavoratori dell’Agenzia delle Entrate

Il personale della Direzione Provinciale dell’Agenzia delle Entrate di Reggio Emilia, aderendo alla vertenza nazionale attivata unitariamente dalle organizzazioni sindacali FP CGIL, CISL FP, UILPA, UNSA/SALFI e FLP, ieri, si è riunita in assemblea all’inizio dell’orario di apertura al pubblico per chiedere di ridare dignità al lavoro svolto quotidianamente e per contribuire ad una migliore qualità ed equità dell’azione dell’Agenzia.

L’assemblea, che ha registrato un’elevata partecipazione dei lavoratori, si è conclusa con l’approvazione, all’unanimità, di una mozione in cui accanto alla stigmatizzazione delle immotivate resistenze dell’Agenzia e del Ministero vigilante al riconoscimento professionale del personale, della totale indifferenza rispetto alle difficoltà operative e lavorative più volte denunciate, dell’assordante silenzio del vertice politico e Amministrativo rispetto alla forte campagna di delegittimazione esterna verso il personale,  rivendica un complessivo miglioramento dei servizi attraverso significativi investimenti sul personale e sulle strutture nonchè il rilancio della partecipazione e del confronto sui processi di riforma in atto. Le organizzazioni sindacali, infatti, ribadiscono l’importanza della ripresa delle relazioni industriali al fine di scongiurare l’ennesima deleteria “riforma a costo zero”, i cui noti effetti negativi finiscono per ricadere inevitabilmente sui lavoratori e sugli utenti che ogni giorno affollano le sedi territoriali delle Agenzie.

La mobilitazione culminerà con una manifestazione il prossimo 19 settembre presso la sede del MEF con l’auspicio che venga riaperto presto il confronto, altrimenti andremo avanti ad oltranza.

I sindacati riuniti: migliore qualità ed equità per i lavoratori dell’Agenzia delle Entrate 2017-10-02T09:25:48+00:00

Il sottosegretario Baretta: “la #crescita sia inclusiva per giovani, anziani e poveri”

Lotta alle povertà, sostegno agli anziani, ingresso agevolato dei giovani nel mondo del lavoro. Si è trasformato in un vero e proprio meeting l’incontro, avvenuto stamane sulla motonave Padus promosso da Anteas Guastalla, tra il mondo dei pensionati della Cisl e la Cisl Emilia Centrale e Pier Paolo Baretta, sottosegretario di Stato al Ministero di Economia e Finanze.

Il sottosegretario si è rivolto a una platea, quella reggiana e modenese intervenuta, che lo ha interrogato su futuro previdenziale, aumento della povertà, tensioni sociali generate dall’accoglienza. Aspetti sociali che dipartono dai temi economici della crisi di ieri e dai dati di oggi.

“L’aumento del Pil è reale e va oltre le previsioni del Governo – ha spiegato l’onorevole Baretta –. Significa che la ripresa, che fa leva su export, industria e turismo, è in atto. Per il prossimo anno si ipotizza addirittura un +1,5%. Ricordiamo che abbiamo perso, dal 2007 al 2016, 7 punti di Pil, il 22% della produzione industriale, la borsa è scesa del 51% e i consumi del 5%. Il sistema italiano ha comunque tenuto grazie anche a una struttura produttiva fatta di piccole e medie aziende, al sistema della pubblica amministrazione (che ha comunque garantito un reddito a più di 3 milioni di dipendenti e alle loro famiglie) e al risparmio degli italiani, per quanto eroso”.

Sono però tre gli elementi di criticità che, come dimostra anche il contesto reggiano, preoccupano. “In primis la povertà – ha spiegato Baretta – , sia assoluta (4,7 milioni di persone al di sotto del reddito minimo di riferimento) che relativa (8 milioni di persone). Da qui l’impegno del Governo, oltre a un primo impegno di 1,6 miliardi di euro, a reperire ulteriori risorse stimate in 6-7 miliardi. Quindi il tema della disoccupazione giovanile, una vera tragedia: i numeri attuali sono inaccettabili, ecco perché stiamo lavorando per abbassare il cuneo fiscale per le imprese che assumono giovani. E, non ultimo, il tema della spesa sociale, tra cui le pensioni, destinata a richiedere nuove risorse con l’aumento dell’aspettativa di vita prossima agli 85 anni”. E se la spesa sociale “non è contraibile, può e deve essere qualificata” ha spiegato il sottosegretario dal tavolo dei relatori nel quale sono intervenuti Angelo Sottili, coordinatore Anteas Guastalla, Loris Cavalletti, segretario Fnp Cisl Emilia Centrale, Adelmo Lasagni, segretario generale Cisl Emilia Centrale, Margherita Salvioli Mariani e Andrea Sirianni, segretari Cisl Emilia Centrale. Per tutti sono “troppe le pensioni al di sotto dei 1.000 euro, non sufficienti a garantire una vita dignitosa per l’anziano”. “Con la qualificazione della spesa sociale dovremo trovare il modo di liberare risorse in questa direzione. Come? Legando detrazioni e deducibilità dei redditi all’effettivo potere economico delle persone”.

Garanzie, infine, per il mondo sindacale sul fatto che il dibattito sulla crescita, oltre a vedere coinvolti Governo e parti sociali, sia incentrato proprio su povertà, anziani e giovani.

 

Il sottosegretario Baretta: “la #crescita sia inclusiva per giovani, anziani e poveri” 2017-10-02T09:26:54+00:00

Cisl: “I giovani entrati nel lavoro dopo il 1996 rischiano pensioni sotto i 500 euro”

“Vogliamo dare più risposte ai giovani entrati nel mondo del lavoro dopo il 1° gennaio 1996. Se non interveniamo correggendo le attuali norme sulle pensioni, infatti, saranno fortemente penalizzati, mettendo a rischio la coesione sociale dei nostri territori”. Con queste parole il segretario di Cisl Emilia Centrale, Andrea Sirianni, commenta uno degli obbiettivi del sindacato dopo il lavoro fatto all’assemblea nazionale dei quadri e delegati di Cgil Cisl Uil, riunitisi a Roma per dialogare sulla cosiddetta “fase 2” del confronto con il governo sulla previdenza.

Il problema relativo alla pensione è molto sentito anche a Reggio. L’importo medio delle pensioni da lavoro, nel nostro territorio, è attualmente di 1.144 euro. Il 75% dei pensionati che sono poco più di 100.000 persone, percepisce meno di mille euro al mese e con il sistema contributivo attuale la cifra in futuro potrebbe addirittura dimezzarsi al di sotto dei 500 euro. Un fatto inaccettabile e pericoloso secondo la Cisl.

“Nella “fase 1” del confronto con il governo – continua Sirianni –  abbiamo fatto un buon accordo che ha dato risposte concrete ai lavoratori precoci, che fanno lavori gravosi, che hanno avuto gravi difficoltà che gli hanno reso difficile proseguire il lavoro. L’accordo ha attenuato le rigidità della legge Fornero, ha dato ai giovani la possibilità di miglioramenti sui riscatti dei contributi, ha aumentato le quattordicesime per i pensionati a basso reddito. Ora, però, vogliamo correggere ulteriormente la legge Fornero e rendere più equo il nostro sistema pensionistico, facendo proposte che tengano insieme giovani e anziani in un’ottica di solidarietà tra le generazioni”.

In particolare i sindacati chiedono il congelamento e la correzione dell’aumento automatico dell’età di pensione legato all’aspettativa di vita, di rivedere i coefficienti di calcolo, di liberare e creare posti di lavoro aggiuntivi per i giovani, di fare chiarezza sulla spesa per le pensioni depurandola dai costi per assistenza e Tfr.

“Chiediamo la rivalutazione dell’importo delle pensioni, ormai fermo da anni, e un potenziamento della previdenza complementare – aggiunge il segretario generale della Fnp Cisl Emilia Centrale, Adelmo Lasagni – Deve essere riconosciuto, anche, il grande valore sociale del lavoro che tanti pensionati reggiani (in grande parte donne) fanno prendendosi cura di familiari non autosufficienti. Bisogna prevedere forme di premialità per queste persone le quali, con il loro lavoro, consentono allo Stato di risparmiare miliardi di euro che, altrimenti, – conclude il segretario dei pensionati Cisl di Modena e Reggio – dovrebbero essere spesi per assistere e curare i non autosufficienti”.

Cisl: “I giovani entrati nel lavoro dopo il 1996 rischiano pensioni sotto i 500 euro” 2017-07-15T07:16:43+00:00

Occupazione: firmato il “Patto dell’Area Nord di Reggio Emilia”. Sottoscritto dai sindacati, imprenditori, comuni e istituzioni l’accordo vuole rilanciare lavoro e imprese

Corsi di formazione mirati per chi ha perso il lavoro, assistenza e supporto per coloro che vogliono intraprendere una nuova attività imprenditoriale sul territorio. Questi sono alcuni degli obbiettivi del “Patto territoriale per l’occupazione dell’Area Nord di Reggio Emilia” sottoscritto oggi nella Sala del Consiglio provinciale, in corso Garibaldi 59, dai sindacati Cisl, Cgil, Uil, Regione Emilia-Romagna, Provincia di Reggio Emilia, Legacoop Emilia Ovest, Cna, Confcooperative, Confartigianato, Confcommercio, Confesercenti e Unindustria, assieme ai sindaci di 20 comuni del territorio della Val d’Enza e della bassa reggiana: Bagnolo in Piano, Boretto, Brescello, Cadelbosco di Sopra, Campagnola, Campegine, Castelnovo di Sotto, Correggio, Fabbrico, Gattatico, Gualtieri, Guastalla, Luzzara, Novellara, Poviglio, Reggiolo, Rio Saliceto, Rolo, San Martino in Rio, Sant’Ilario d’Enza.

L’accordo, che ha l’obbiettivo di riportare lavoro in un’area dalle grosse potenzialità, ma in forte difficoltà soprattutto nel settore dell’edilizia e delle costruzioni, sarà uno strumento per creare occupazione con il contributo di tutti i soggetti operanti, garantendo la riconversione professionale dei lavoratori in un territorio che, negli ultimi anni, ha avuto forti tensioni sociali ed economiche.

“Il Patto territoriale per l’occupazione è un segnale positivo e in controtendenza per uscire dall’emergenza della crisi attraverso politiche attive per il lavoro”. Ha dichiarato il segretario generale aggiunto della Cisl Emila Centrale, Margherita Salvioli Mariani”. “Di fronte a crisi strutturali di alcuni comparti come l’edilizia – commenta l’assessore regionale alle attività produttive, Palma Costi – bisogna mettere in campo azioni mirate. Le funzioni svolte dai centri per l’impiego del territorio supporteranno le persone in cerca di lavoro attraverso servizi personalizzati per creare occupazione”.

“E’ importante che un intero sistema dia un segnale concreto d’impegno per provare a reagire in un periodo così difficile e costruire soluzioni positive”. Sostiene il presidente della Provincia di Reggio Emilia, Giammaria Manghi. E concludono parlando della necessità “di orientare le scuole perché sfornino figure professionali che servono al territorio”, il presidente di Confartigianato Lapam Reggio Emilia, Ivo Biagini e di “incrociare le esigenze delle imprese con la formazione di chi ha perso il lavoro” il presidente di Confcommercio, Donatella Prampolini.

Dal punto di vista demografico il bacino territoriale individuato dal patto conta 180.179 residenti con un incremento di ben 7.658 unità rispetto al 2008.  Il sistema imprenditoriale dell’area, però, ha notevolmente sofferto la crisi economica, soprattutto nei settori delle costruzioni e del manifatturiero. Circa 2.500, infatti, sono le imprese sparite a causa della crisi nella provincia, una flessione pari circa al -4,3%. Nei 20 comuni firmatari il calo percentuale è stato ancora più evidente. Alla fine dell’anno scorso, infatti, il numero delle imprese era sceso a 17.463 unità dalle 19.062 del 2009: circa 1.599 aziende in meno pari ad una flessione dell’8,4%. Soffrono, infine, anche le imprese artigiane: in otto anni sono calate dalle 7.173 del 2009 alle 6.011 del 2016. Una flessione del 16,2% decisamente maggiore rispetto al totale degli altri comuni reggiani.

Occupazione: firmato il “Patto dell’Area Nord di Reggio Emilia”. Sottoscritto dai sindacati, imprenditori, comuni e istituzioni l’accordo vuole rilanciare lavoro e imprese 2017-06-22T15:25:00+00:00

Prefettura di Reggio: situazione personale critica

Ancora una volta le organizzazioni sindacali confederali del Pubblico impiego riportano all’attenzione dei cittadini le criticità che interessano la Prefettura di Reggio Emilia e constatano che nonostante la situazione sia stata più volte denunciata attraverso diversi canali, ad oggi, nulla è stato fatto per porvi rimedio.

La dotazione di personale attualmente in servizio presso la Prefettura di Reggio Emilia è assolutamente insufficiente a garantire la regolarità e la tempestività delle attività Ministeriali che potrebbero essere ormai prossime alla paralisi funzionale.  Il blocco del turn over, comune denominatore di tutte le pubbliche amministrazioni, unitamente alla mancata sostituzione del personale collocato in quiescenza, trasferito o distaccato ha comportato che le poche risorse umane assegnate ai servizi debbono farsi carico degli ulteriori adempimenti garantendo a fatica la regolarità e la tempestività delle importanti e delicate attività svolte da questo Ufficio territoriale del Ministero dell’Interno.

Che la carenza di organico della Prefettura di Reggio Emilia fosse conosciuta anche ai vertici del Ministero lo dimostra la presenza di tutto il personale a tempo determinato impiegato ormai da anni, finalizzata a tamponare esigenze temporanee ed eccezionali e divenuta indispensabile per il funzionamento degli uffici.

Tra il personale a tempo determinato che attualmente presta servizio in Prefettura ci sono quattro unità assegnate per la ricostruzione post-sisma dalla Regione Emilia-Romagna e un’unità che a tutt’oggi non è stata stabilizzata, addetta all’ufficio immigrazione.

Qualora queste risorse non venissero confermate a scadenza di contratto si creerebbe un ulteriore aggravio di lavoro.

Anche sul fronte della dirigenza la Prefettura sconta da tempo un inesorabile depauperamento delle risorse. Sulla carta dovrebbero essere presenti cinque dirigenti, ma effettivamente in servizio ve ne sono solo due.

Tale situazione comporta la difficoltà di affrontare e risolvere le innumerevoli problematiche che sorgono quotidianamente nei vari ambiti lavorativi e favorisce una confusione di ruoli e competenze alimentando il malessere del e tra il personale.

Inoltre, dato che la Dirigenza non è tenuta al rispetto di un orario prestabilito, sono sempre più frequenti, nei confronti del personale contrattualizzato, le richieste di presenza oltre l’orario ordinario di servizio senza alcun tipo di riconoscimento, né in termini di merito, né economico.

I segretari Salvatore Coda (Cgil Fp), Rosamaria Papaleo (Cisl FP) e Luigi Raffaele Nacca (Uilpa) esprimono grande preoccupazione per il malessere diffuso tra il personale e  per la conseguente tenuta delle funzioni e dei servizi e hanno, pertanto, chiesto al Prefetto pro tempore il compimento di un passo forte in questo senso nei confronti dell’Amministrazione centrale che non può più ignorare un tale stato di cose.

Prefettura di Reggio: situazione personale critica 2017-06-15T09:58:15+00:00