“Non tutti i supereroi portano un mantello. I miei eroi, i nostri eroi, sono gli educatori e i docenti che si preparano ad iniziare un nuovo anno scolastico girando come trottole da una provincia all’altra, nel segno della precarietà e dei gravi problemi organizzativi. Quali? Inizia un nuovo anno e per le lungaggini dei concorsi ancora non abbiamo i nuovi docenti di ruolo. Lacune colmate con un impiego di precari cui, fra qualche mese, diremo grazie tante, andate a casa”.
E’ questa la polaroid scattata da Antonietta Cozzo, segretaria generale di Cisl Scuola Emilia Centrale, una vita passata sui banchi di scuola e nel sindacato.
Lunedì si accenderà la macchina scolastica con oltre 35.900 studenti, più di 10 mila docenti a Modena e provincia, 5.200 classi, 411 sezioni di materna.
“Viviamo una condizione disastrata perché c’è un grosso problema di reclutamento, capace di dare stabilità operativa – spiega Cozzo –. Iniziamo l’anno con un 25% di supplenti (2.514 unità), vale a dire precari. Sono stati nominati solo il 5 settembre scorso e per alcuni di loro la certezza della cattedra di ruolo è arrivata solo l’11 settembre. Cinque giorni prima della partenza”.
COMBATTERE LA SUPPLENTITE
Chiarito che è impensabile guarire del tutto la “supplentite” che ammala la scuola italiana e modenese, Cozzo indica la strada per arrivare a ridurre supplenti (e quindi precari) al minimo fisiologico. Lo strumento c’è e si chiama “doppio canale”: “Sembra un termine sindacalese ma voglio rivolgermi alle mamme e ai papà, perché capiscano che un lavoro di qualità e stabile significa una scuola migliore per i loro figli – prosegue Cozzo –. Potremmo raggiungere l’obiettivo con un mix fatto da assunzioni attraverso i concorsi e assunzioni a tempo indeterminato dei docenti che affollano le graduatorie provinciali per le supplenze. Con questo sistema, con il doppio canale, avremmo potuto dare stabilità e dignità a 390 docenti che, invece, oggi ingrossano le fila dei 2.514 precari cui chiediamo di tenere in piedi la scuola modenese”.
190 DOCENTI IN RITARDO
La sindacalista Cisl accompagna la Gazzetta nei meandri, non semplici, dell’organizzazione scolastica. “Considerate i concorsi per le assunzioni di ruolo: erano stati banditi nel 2023 e, dopo un anno, lo stesso sistema è riuscito a sforare i tempi per un inizio ordinato dell’anno scolastico – argomenta la leader di Cisl Scuola Emilia Centrale –. A Modena solo una quota di docenti reclutati coi concorsi sarà in cattedra lunedì. Parliamo di 250 docenti. Altri 190 arriveranno, forse e dico forse, entro dicembre. Per ora è una speranza, perché potrebbero esserci ulteriori ritardi dei meccanismi concorsuali”.
Qui entrano in gioco le famiglie e gli studenti: “Questi 190 posti per ora saranno coperti con supplenze. Per tre mesi e mezzo i ragazzi avranno questi docenti precari e poi, improvvisamente, dovranno cambiare insegnante. Con un meccanismo barbaro: il precario verrà spedito a casa per fare spazio al collega diventato di ruolo”.
IL NODO DEI DOCENTI DI SOSTEGNO
Lunedì avremo in cattedra oltre 2.800 docenti di sostegno in tutta la provincia. Il 49.5% (1.399 docenti) sono precari e il 41% di essi lavoreranno alle elementari. “Capisco, e lo dico col cuore, il bisogno delle famiglie e degli alunni certificati di poter contare su un docente di sostegno che sia una figura stabile, al fianco del ragazzo per l’intero ciclo. Ecco, con l’assetto odierno questo è impossibile – evidenzia Cozzo –. Perché? Perché l’organico di diritto, cioè i docenti stabilizzati di ruolo, è troppo piccolo e andrebbe aumentato. Da un lato abbiamo il costante aumento di alunni certificati (saranno 4.214 in quest’anno scolastico), dall’altro gli organici sono al lumicino. E così, ancora una volta, si vanno a coprire le falle con i docenti precari”.
A tutti i docenti Cozzo desidera dire, così, “che la scuola è una Comunità straordinaria per la quale dobbiamo pretendere coraggio nella pianificazione della sua attività, dignità e stabilità del lavoro. A tutte e tutti voi dico che saremo al vostro fianco, sempre. I supereroi non sempre portano il mantello, ma sempre vanno protetti”