STRAGI SUL LAVORO, SERVONO RIFORME CONDIVISE. LE PAROLE NON BASTANO PIU’

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Tutta la Cisl dell’Emilia Romagna oggi è arrivata a Bologna per un presidio davanti alla sede Enel, con il presidente della Regione, Stefano Bonaccini e i rappresentanti del Comune capoluogo. 

La strage di Suviana arriva a meno di due mesi dal disastro nel cantiere Esselunga di Firenze e si inserisce nel lungo bollettino di guerra – un altro nome non c’è – nel Paese che ha un infortunio mortale ogni tre giorni e un ferito al minuto. 

Le parole non servono o, almeno, servono solo quando sono spese bene.

Per scassare questo problema enorme e atavico c’è una sola strada: quella di unire le forze riformiste, come dice il nostro segretario Sbarra, per rendere la sicurezza sui luoghi di lavoro uno dei grandi pilastri su cui bisogna rifondare il Paese, insieme al sostegno alle famiglie; insieme alla capacità tutta politica di scegliere cosa è prioritario e cosa non lo è, concentrando i soldi dove servono. 

Per camminare ben dritti lungo questa strada occorre capire che facciamo tutti parte – Sindacati, lavoratori, imprese e Governo di turno – di un Paese in cui o il capitale e il lavoro imparano a fare insieme le riforme, o il destino è già  segnato.

Non ci sarà sciopero o iniziativa che tengano fino a quando il mondo delle imprese non deciderà di unirsi a noi in questa battaglia per la vita e per dare, finalmente, un senso compiuto a quelle belle parole che dicono che dovremmo – DOVREMMO – essere una Repubblica fondata sul lavoro.

Se si ci si infortuna e si muore con questa frequenza, significa che la sicurezza è considerata un costo e non un investimento. Da qui bisogna ripartire, volenti o nolenti e per questo lavora Cisl. Per questo Cisl oggi era a Bologna, per questo domattina avremo un dialogo importante con l’Ispettorato del Lavoro di Modena, con il Servizio Prevenzione e Sicurezza Ambienti di Lavoro di Ausl Modena, con Confapi e il Presidente della Provincia.

Per questo saremo sabato a Roma per la mobilitazione nazionale di Cisl #fermiamolasciadisangue.
Chiederemo al Governo parecchie cose, tra le quali:

  • l’estensione ai grandi appalti privati delle tutele previste nei cantieri pubblici;
  • più ispettori e vigilanza
  • l’incrocio perfetto delle banche dati.

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