“Per fare sindacato occorrono serietà e un rispetto grande così per chi lavora. Non si chiama sindacato ma presa in giro quella di usare persone, spesso migranti, come burattini per mettere in piedi fake news coreografiche e sceneggiate. Presa in giro che diventa tragedia quando impedisce alle persone di votare i loro rappresentanti sul luogo di lavoro”.
E’ durissima la presa di posizione di Clelia Alleri (Fp Cgil Reggio Emilia) e Gaetano Capozza (Fit Cisl Reggio Emilia), che respinge al mittente l’accusa Cobas di brogli alle elezioni delle Rsu dentro alla San Germano, azienda del gruppo Iren che si occupa della raccolta differenziata a Reggio e provincia.
“La vicenda è molto semplice: i Cobas vogliono fare sindacato ma non sono stati in grado di partecipare alle elezioni per le Rsu. Hanno presentato la domanda molto dopo la scadenza dei termini e sono pure riusciti a sbagliare la documentazione necessaria. Tutto è a verbale ed è stato segnalato con tanto di pec. Le elezioni sono una cosa seria, dove la forma è sostanza. Se un sindacato non è in grado di conoscere, capire e applicare le regole, si faccia due domande anziché spararla grossa e bullizzare un’azienda e chi ci lavora”.
Nonostante i Cobas non potessero partecipare alle elezioni, Fp Cgil e Fit Cisl denunciano che “il sindacato di base ha fatto di tutto per sabotarle”. Al primo turno elettorale del 3-4 dicembre i Cobas hanno organizzato picchetti davanti a San Germano, “riunendo il solito circo di persone estranee allo stabilimento e bloccando i lavoratori, storditi da una raffica di bugie. Show ripetuto anche alla terza e finale consultazione: molti lavoratori, specialmente di origine africana, sono stati chiamati uno a uno e poi riempiti di menzogne e intimiditi. Abbiano diversi riscontri di persone che, per evitare problemi, hanno scelto di non venire a votare”.
Finalmente il personale di San Germano ora ha i suoi rappresentanti, regolarmente eletti. “Ha vinto la democrazia, quella che i Cobas volevano piegare al loro marketing – proseguono Alleri e Capozza –, spaventando i lavoratori e togliendo loro un’importante occasione di partecipazione. Archiviata questa vicenda penosa, ora riprenderà il confronto con l’azienda sui grandi fronti della salute e sicurezza sul luogo di lavoro, del welfare e del contratto integrativo”.