BASSA REGGIANA, SECCO NO DI CGIL E CISL ALLA PRIVATIZZAZIONE AL BUIO DI ASP ‘PROGETTO PERSONA’ 

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Ci arrivano voci circa una forte accelerazione del processo di smobilitazione dell’Asp  ‘Progetto Persona’, dell’Unione Bassa Reggiana. Smobilitazione che significa rinunciare alla gestione diretta di ben quattro case protette sul territorio di Luzzara, Gualtieri, Brescello e Poviglio per un totale di 164 posti letto e 50 posti nei centri diurni. Diciamo un secco no a questo tentativo e chiediamo ai Sindaci dell’Unione un incontro urgente. In un momento di massimo bisogno sociale da parte delle Comunità è antistorico, nonché un suicidio politico, prendere questa decisione”.

Così i due segretari confederali di Cisl Emilia Centrale (Andrea Sirianni) e di Cgil Reggio Emilia (Elena Strozzi) insieme alle categorie della Funzione pubblica  e dei pensionati intervengono su una vicenda caldissima, definita dai sindacati “un progetto deleterio che rischia di smontare una eccellenza del lavoro pubblico, portato avanti da 160 operatori alle dipendenze di Asp, metà dei quali interinali”.

 

Dopo un primo incontro, nel giugno scorso, giudicato “molto superficiale” Cisl e Cgil avevano espresso la loro contrarietà alla privatizzazione, ottenendo di riprendere un confronto dopo le elezioni amministrative e con la piena operatività delle nuove amministrazioni che governano la Bassa Reggiana. Il confronto non è partito. In compenso ci giungono segnali di una immediata decisione di soppressione dell’ASP. 


LA RICHIESTA AI SINDACI

I sindacati chiedono, così, un faccia a faccia con i Sindaci “basato su numeri certi di Asp e su un’analisi capace di valutare non solo le difficoltà di gestione ma anche il grande patrimonio di professionalità e di competenze delle lavoratrici e dei lavoratori che sono un punto di riferimento per le famiglie, per gli anziani delle case di residenza. Personale che non merita di essere triturato da una privatizzazione al buio”.

NON CHIUDERE MA AMPLIARE CON NUOVI SERVIZI

Asp, lo dice il nome, significa Azienda Pubblica di Servizi alla persona. Cancellarla vorrebbe dire rinunciare alla mission dell’Azienda, quando, al contrario, “sono tanti i casi in regione ed anche a Reggio di Aziende che hanno risanato i conti, ampliando i servizi e stabilizzando il personale, grazie ad un confronto con noi ed in seno alla Conferenza territoriale socio sanitaria – proseguono Sirianni e Strozzi –. Quindi, i Sindaci devono fare una scelta: o regalare al mercato i posti accreditati lavandosene le mani o varare un piano di gestione che porti Asp ad occuparsi di nuovi progetti e servizi sociali. E’ una questione di volontà politica. Volontà peraltro espressa in modo chiaro da una deliberazione dell’Unione, assunta nel 2018”.

Inoltre, proprio in questi giorni è in atto con la Regione un confronto sul nuovo sistema di accreditamento delle strutture socio sanitarie, il che rende ancora più incomprensibile la forzatura della dirigenza dell’Asp. L’Azienda vuole privatizzare ma ancora non conosce quelle che saranno le nuove regole di ingaggio. Non male. 

 

 

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