“La rivoluzione è adesso: o la guidiamo noi, o la subiremo”. Rosamaria Papaleo, segretaria generale Cisl Emilia Centrale, non ha usato mezzi termini al talk del Polo Made di Scandiano, moderato dal direttore della Gazzetta di Reggio Davide Berti e aperto dai saluti del Sindaco Matteo Nasciuti.
“Lo strumento per governare l’AI già esiste: è la legge sulla partecipazione, che mette i lavoratori dentro l’algoritmo. Serve un protocollo per un’AI civica, che includa master gratuiti per delegati e RLS, e la creazione di un Osservatorio permanente AI & Lavoro con indicatori trimestrali sull’impatto tecnologico nella nostra Comunità”.
Un messaggio subito raccolto da Unindustria Reggio Emilia, rappresentata dal direttore Vanes Fontana – “Assolutamente sì, accettiamo la proposta della Cisl” –, per il quale “la legge sulla partecipazione è una grandissima opportunità, ben venga quando un imprenditore la utilizzerà per organizzare l’azienda coi lavoratori e per consultarli”.
CERAMICO, AUTOMOTIVE, BIOMEDICALE. L’AI E’ QUI
L’intelligenza artificiale è già realtà nelle filiere reggiane e modenesi – ceramica, biomedicale, automotive – dove ispeziona difetti, anima gemelli digitali, affianca i cobot che assistono operatori di camera bianca. Ma c’è un rovescio della medaglia: “Quando la tecnologia piove dall’alto – denuncia Papaleo – esplodono rischi psicosociali legati a stress da algoritmi e fatica cognitiva, con picchi di micro-infortuni nei magazzini e-commerce. Vogliamo una rivoluzione della produttività, della ripresa salariale, non solo sudore digitale”.
Lo scenario è raccontato con fatti dall’Ai strategist Lorenzo Ravazzini. Nel 2024 cittadini e imprese di Reggio Emilia hanno speso 95 milioni di euro in dati e servizi digitali made in USA, 113 a Modena. Nel 2029 si stimano 326 milioni, interamente esentasse, finiti alle big tech americane. “L’Ia porterà rivoluzioni positive ma il sindacato deve stare attento, dotandosi delle figure tecniche che sappiano trattare con le aziende che adottano la rivoluzione dell’intelligenza artificiale”.
Per questo la Cisl Emilia Centrale rilancia: servono investimenti pubblici in una AI civica, sostenuta dal supercomputer Leonardo di Bologna, oggi impiegato nelle analisi meteo.
“La legge sulla partecipazione, il piano Transizione 5.0 e la neonata IA Italia – continua Papaleo – aprono la via. Pretendiamo che almeno il 20% della potenza di calcolo del supercomputer Leonardo sia destinato a progetti che alzino salari, salute, sostenibilità”.
Un sogno o una realtà possibile? “Una scelta necessaria, non solo possibile. Leonardo è un’infrastruttura unica in Europa ed entro l’anno avrà un grandissimo investimento sul large language model. Avanti tutta”, nota Ravazzini.
Il cronometro intanto corre. Istat certifica che nel 2024 l’AI è già adottata dall’8,2% delle imprese con più di 10 addetti, percentuale che sale al 33% tra le aziende con oltre 250. Il 70% prevede di accelerare entro il 2026.
GOVERNARE L’AI, UNA QUESTIONE DI SICUREZZA (NAZIONALE ED EUROPEA)
Ne è certo il senatore Graziano Delrio, che avverte: “L’AI Act rischia di penalizzare le imprese europee. Senza un governo degli algoritmi, la democrazia è già finita. Serve una tassazione seria sulle big tech, ma l’abbiamo rinviata, spaventati dai dazi di Trump, dimostrando che siamo tigri di carta”. L’ex sindaco di Reggio è certo che partecipazione sia una parola chiave di questo tempo. E a proposito della legge voluta dalla Cisl, sulla quale il Pd si astenne in parlamento, Delrio spiega che “è uno strumento molto utile, firmai per la Cisl e non me ne vergogno. Può essere imperfetta ma è un passo importante”.
UNA LEGGE CHE CAMBIA IL SINDACATO
La posizione Cisl in materia di Ai è resa ancora più netta dal segretario regionale William Ballotta. Non è solo un match tecnologico, è una sfida sociale. Che va governata. “E questa partita la deve giocare il sindacato con gli strumenti della formazione, coi protocolli di gestione, con la contrattazione. Con la partecipazione, in nome della quale abbiamo ottenuto una legge con sacrificio, fatica e rimediando insulti. Un grande salto di qualità che chiede anche a noi di essere un sindacato nuovo”.