Quanta bellezza, quanta forza delle idee, quanti destini sono raccontati dal 9 maggio, data che attraversa la storia e il futuro d’Italia e d’Europa.
Il 9 maggio 1950, dopo due guerre mondiali, iniziava il cammino dell’Europa unita, con la dichiarazione di Schuman. Cooperazione al posto del conflitto, solidarietà al posto della divisione.
Si chiama pace e l’Europa è da allora il più grande progetto di pace mai costruito.
Chi lo nega, mente. Chi lo piega alla propaganda chiedendo la pace ma offrendo la resa lo offende.
Chi sente che la risposta ai tempi bui che stiamo vivendo sia l’Europa, invece, sa che quella pace va meritata e difesa, la sua sola invocazione non basta.
C’è una bellissima frase di Schuman che chiarisce quale sia l’idea di pace del progetto europeo: “La pace mondiale non potrà essere salvaguardata senza sforzi creativi proporzionati ai pericoli che la minacciano”.

Il 9 maggio 1978 gli assassini delle Brigate Rosse restituivano il cadavero di Aldo Moro, nel baule della R4 in via Caetani.
55 giorni di prigionia ammazzarono un leader straordinariamente europeista e sequestrarono il futuro riformista di questo Paese, bloccando il cambiamento. Allora, oggi ce le portiamo nel cuore le parole di Moro: “Si tratta di continuare a costruire con intelligenza, costanza e coraggio una Europa unita nella libertà e nella democrazia”.
Schuman e Moro, l’Italia e l’Europa.
Ecco che il 9 maggio non è solo memoria ma è lotta per i sogni senza tempo che possiamo trasformare in realtà. Definitivamente. Purché lottando.
Contro la propaganda, contro la resa della libertà di fronte alla violenza. Contro la pretesa di chi ci vuole con la testa bassa e divisi.
Con questi sentimenti stamane Cisl Emilia Centrale era insieme alla Comunità di cittadini, lavoratori e Istituzioni riunita grazie alla Fondazione Sias e al suo Presidente Gaetano De Vinco dinanzi a Palazzo Europa per celebrare il 9 maggio, Giornata dell’Europa. Con noi il Sindaco Massimo Mezzetti, autore di un intervento che riassumiamo in tre parole: Pace, Difesa, Libertà.

Palazzo Europa ha una storia pazzesca: costruito con una sottoscrizione popolare promossa da lavoratori, cooperative e artigiani, venne inaugurato nel 1970 con l’obiettivo di creare un moderno centro sociale e democratico. Una visione ancora una volta non contro ma per.
Qui a Palazzo Europa la nostra Cisl ha il suo headquarter, insieme a Confcooperative, al centro culturale Ferrari e alla Fondazione dedicata ad Ermanno Gorrieri.
E qui diciamolo bene: Ermanno Gorrieri insieme a Luigi Paganelli furono protagonisti della Cisl e di quella stagione che ricostruiva Modena, pensando europeo.
Qui a Palazzo Europa il Presidente David Sassoli, nel gennaio 2020, annunciò l’avvio della Conferenza sul futuro dell’Ue per scassare le zavorre che bloccavano e bloccano l’Unione. Saper parlare con una voce unica all’estero, eliminare il diritto di veto che è diventato diritto di ricatto. “Capire che da soli siamo più deboli e che da soli saremmo in mano ad interessi stranieri”.
Capire che “non siamo un incidente della Storia”.
W l’Europa, Amici.
