Si tratta di un’importante azienda del distretto biomedicale dell’Area Nord della provincia di Modena, con più di mille persone impiegate nel sito, di cui circa il 70% donne.
L’iniziativa nasce dal contratto integrativo sottoscritto nel 2021 da rsu, Filctem Cgil e Femca Cisl con l’azienda: nell’accordo le parti si sono impegnate a promuovere iniziative volte a prevenire e contrastare la violenza e le molestie contro le donne e la violenza di genere nei luoghi di lavoro, attraverso apposite assemblee, con l’obiettivo di informare e formare sul tema, recependo di fatto l’accordo quadro firmato il 25/1/2016 da Confindustria, Cgil, Cisl e Uil, nonché l’accordo regionale del 16 aprile 2018.
Lunedì scorso 4 marzo si è dato quindi il via al percorso fortemente voluto e sostenuto dalla rsu Livanova, dalle organizzazioni sindacali e dall’azienda, attraverso otto assemblee sindacali di due ore ciascuna, durante le quali le lavoratrici e i lavoratori hanno avuto l’opportunità di confrontarsi con avvocate e psicologhe volontarie dell’associazione “Donne e Giustizia” sulle molestie e discriminazioni nei luoghi di lavoro, temi che non riguardano solo le donne, ma in generale le parti più deboli nei rapporti di lavoro.
In aggiunta alle ore di assemblea, sono previste ore di formazione specifiche rivolte a dirigenti, quadri e preposti aziendali.
Durante le assemblee sono stati distribuiti questionari anonimi preparati da psicologhe specializzate in materia. Una volta rielaborati, permetteranno di valutare il clima presente in azienda e far emergere eventuali situazioni di difficoltà per mettere poi in campo progetti congiunti e concordati tra sindacati e azienda al fine di prevenire e risolvere le problematiche.

«Quella della Livanova non è solo una storia virtuosa, ma la dimostrazione dell’importanza della contrattazione aziendale – commentano Lisa Vincenzi (Filctem Cgil Modena) e Carlo Preti (Femca Cisl Emilia Centrale) –
Siamo convinti che la battaglia per contrastare e sradicare la violenza di genere sia prima di tutto culturale e anche i luoghi di lavoro possano aiutare a seminare una consapevolezza nuova tra tutte le persone.
Nel salutare con grande soddisfazione l’avvio di questo progetto, ci auguriamo che i lavoratori e le lavoratrici partecipino in forze all’iniziativa e che l’accordo sottoscritto in Livanova non resti un caso isolato, ma sia di esempio per tante importanti aziende del territorio».