«ABBIAMO PROTETTO CHI PROTEGGE LE FAMIGLIE». ECCO IL NUOVO CONTRATTO PER GLI 11.500 DELLA COOPERAZIONE SOCIALE

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«Abbiamo protetto chi protegge migliaia di famiglie modenesi e reggiane.

Parliamo di oltre 11.500 lavoratori in forza a 222 cooperative sociali attive sul territorio Modena e Reggio Emilia; per capirci gli uomini e le donne cui affidiamo i nostri figli nei nidi e nelle scuole d’infanzia, i nostri anziani nelle case protette.
Le persone cui chiediamo di curare al meglio chi ha una disabilità».

Alessandro Martignetti (Fisascat Cisl Emilia Centrale)

Lo annunciano Alessandro Martignetti (segretario generale Fisascat Cisl Emilia Centrale), Antonio Musella e Livio Lomartire (Fp Cisl Emilia Centrale), esponenti delle due categorie che con un ottimo gioco di squadra hanno contribuito a scrivere un pezzo di storia sindacale e della contrattazione.

Livio Lomartire (Cisl Fp Emilia Centrale)

LAVORATORI CHE NON SONO PIU’ FIGLI DI UN DIO MINORE
«Bene, dopo un anno e cinque mesi di trattativa serrata questi lavoratori non sono più figli di un dio minore. C’è ancora tanto da fare, ma la strada della dignità è stata imboccata in modo deciso. Il nuovo contratto per i dipendenti della cooperazione sociale introduce tre novità enormi: aumento dello stipendio (mediamente di 120 euro, con punte di 193 euro), per la prima volta ci sarà la quattordicesima e finalmente il trattamento per la maternità sarà degno di questo nome», spiegano Martignetti, Lomartire e Musella.

Antonio Musella (Cisl Fp Emilia Centrale)

L’INSEGNANTE E L’OSS: A REGIME 2.000 EURO IN PIU’ ALL’ANNO
I sindacalisti Cisl entrano nel dettaglio, spiegando cosa cambierà a regime (dall’ottobre 2025) per alcune figure che sono note ai reggiani e ai modenesi.
Ad esempio, un’educatrice di nido, classico servizio che i Comuni spesso affidano alla cooperazione sociale, guadagnerà 2.060 euro in più ogni anno, considerando l’aumento di stipendio (in questo caso 130 euro al mese) e la quattordicesima. Un’operatrice socio-sanitaria, quella che tutti chiamiamo Oss e che lavora nelle case protette, potrà contare su 2 mila euro in più all’anno, se consideriamo che la maggior parte delle Oss sono in categoria C2.

ESSERE MAMMA E LAVORATRICE SI PUO’: ORA MATERNITA’ PAGATA A STIPENDIO PIENO
«Siamo davvero contenti che questo nuovo contratto sia arrivato alla vigilia dell’8 marzo – proseguono Martignetti, Musella e Lomartire –, visto che la gran parte dei dipendenti della cooperazione sociale sono donne e, soprattutto, perché il contratto ora potrà proteggerle nel caso decidano di diventare madri: da oggi le mamme in forza alla cooperazione potranno avere la maternità pagata a stipendio pieno e non più solo all’80%. Calcolatrice alla mano, ciò significa che una neomamma potrà contare su mille euro in più all’anno per ogni figlio».
Una misura di welfare che si accompagna all’aumento del 100% della quota mensile versate dal datore di lavoro per l’assistenza sanitaria.

«LA RISPOSTA MIGLIORE A CHI NON CREDE AL SINDACATO»
Andrea Sirianni, segretario confederale Cisl Emilia Centrale, segue da vicino il mercato del lavoro nella cooperazione ed è sicuro che questo contratto sia un ottimo passo avanti perché «rappresenta un messaggio potente a chi chiede a cosa servono i sindacati. La risposta è: a migliorare, a cambiare in meglio la vita delle persone. Mai come oggi c’è stato bisogno di sindacato e mai come oggi le categorie di lavoratori che sono l’identikit della precarietà hanno bisogno di protezione.
Con la contrattazione abbiamo dato uno scudo a chi opera nella cooperazione sociale, vale a dire a migliaia di persone che sono essenziali per le comunità di Reggio Emilia e Modena».

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