I giovani reggiani guadagnano meno della metà degli adulti. Il report Cisl sui redditi da lavoro a Reggio Emilia

«Negli ultimi anni la ricchezza prodotta in regione non si è tradotta in una corrispondente capacità redistributiva all’interno della società emiliano-romagnola. Mentre il Pil ha fatto registrare una variazione media annuale del 2,28% (annualità 2014-17), il reddito pro capite da lavoro dipendente privato dello stesso periodo segna una variazione media annuale dello 0,33%».  (altro…)

I giovani reggiani guadagnano meno della metà degli adulti. Il report Cisl sui redditi da lavoro a Reggio Emilia2019-10-16T09:46:14+00:00

“Via Turri e zona Stazione sono cuore caldo di Reggio: al Comune chiediamo un protocollo condiviso affinché torni a battere forte”

Giungere a un protocollo comune per avere nuovi obiettivi e creare una rete tra i diversi enti, associazioni, sindacati e associazioni che operano nella zona. Ne sono conviti i sindacati di Cisl Emilia Centrale, Cgil Reggio Emilia, Uil Modena e Reggio Emilia assieme a 13 associazioni, parrocchie e categorie che già operano in questo cuore caldo e multietnico della città “Via Turri e la Zona Stazione possono avere una nuova vita, rispettosa della comunità locale e dell’integrazione”.  E’ quanto sostengono, rivolgendosi al Sindaco di Reggio Emilia, Luca Vecchi, i tre sindacati reggiani assieme ad Acc.qua, Anolf, Anteas, Ceis, il Centro mediazione Culturale Reggio, Impossibile Cooperativa di Comunità, Coop la Quercia, Mondinsieme, la Parrocchia San Francesco da Paola-Unità Pastorale san Giovanni Paolo II, Unitre (Università delle Tre Età), Sicet, Sunia e Uniat. (altro…)

“Via Turri e zona Stazione sono cuore caldo di Reggio: al Comune chiediamo un protocollo condiviso affinché torni a battere forte”2019-08-12T06:35:46+00:00

Cooperative ispezionate: in Emilia-Romagna irregolari 61 su 70

Nel primo trimestre 2019, su 70 ispezioni mirate a cooperative, ben 61 hanno presentato irregolarità di varia natura. Molte di queste (45 su 71) stavano applicando contratti nazionali di lavoro “pirata”, ovvero non negoziati dalle associazioni imprenditoriali e sindacali maggiormente rappresentative. (altro…)

Cooperative ispezionate: in Emilia-Romagna irregolari 61 su 702019-06-21T12:36:49+00:00

Unione Terre di Castelli e Comuni aderenti: accordo sui bilanci di previsione 2019

Cgil Cisl Uil hanno firmato ieri a Marano sul Panaro un accordo di contrattazione sociale e territoriale che riguarda i bilanci di previsione 2019 dell’Unione Terre di Castelli e degli otto Comuni che ne fanno parte: Castelnuovo Rangone, Castelvetro di Modena, Guiglia, Marano sul Panaro, Savignano sul Panaro, Spilamberto, Vignola e Zocca. (altro…)

Unione Terre di Castelli e Comuni aderenti: accordo sui bilanci di previsione 20192019-04-05T14:07:32+00:00

Con l’orecchio fa il mestiere più bello del mondo e batte il Parmigiano Reggiano. Ecco perché serve anche il sindacato

Il mestiere più bello del mondo passa, anche, attraverso il sindacato. Davide Campana, 51 anni, Rsu Fai Cisl Emilia Centrale da 8 anni, per lavorare, deve usare l’udito. Suo, infatti, il compito di “battere” a mano 1.000 -1.500 forme ogni giorno del formaggio più buono del mondo, il Parmigiano Reggiano. Uno dei due formaggi (l’altro è l’Emmental) che, a livello planetario, richiedono appunto l’udito per essere valutati. Sono solo 20 in Italia i battitori come lui. E da alcune settimane hanno un nuovo contratto aziendale.

Campana è esperto battitore da 17 anni, suo è il compito di individuare, per conto del Consorzio Parmigiano Reggiano, la presenza di eventuali difetti. Ogni forma viene “picchiata” con l’apposito martello: se passerà l’esame potrà essere immessa sul mercato col noto nome al pari delle altre 3.650.000 forme prodotte, per un valore della produzione complessivo di 1,3 miliardi di euro.

Come si arriva a praticare questo mestiere?

Affiancando un esperto per diversi mesi, carpendone esperienza e segreti. Ed, essendo giovani, pronti a rilevare i suoni del formaggio”.

Dove si svolge?

“In tutti gli stabilimenti dove si produce Parmigiano Reggiano nel comprensorio di produzione che fa da Bologna in sinistra Reno a Parma, da Reggio Emilia e Modena sino a Mantova in destra Po”.

Cosa ha di particolare?

“E’ un mestiere che in pochi al mondo fanno, risale ai tempi antichi ed è un privilegio svolgerlo”.

Come ci si allena?

“Quotidianamente sulle singole forme. Ma queste non sono sempre uguali dato che ogni casaro ha la sua ricetta e ogni magazzino è diverso e il prodotto risponde diversamente. Per questo ogni tanto – svela un segreto – tagliamo qualche forma per vedere se l’orecchio è allineato a quanto c’è effettivamente all’interno della forma”.

Il miglior mestiere del mondo?

“Non lo cambierei con nessun altro: ne traggo molte soddisfazioni, per me lo è”.

Quali le difficoltà?

“Convincere la persona a cui stiamo espertizzando il prodotto che noi stiamo facendo la cosa giusta. L’impegno sindacale, per altro, è a tutela del nostro lavoro”.

“Il settore agro-alimentare del nostro territorio – aggiunge Vittorio Daviddi, segretario Fai Cisl Emilia Centrale – ha nel Parmigiano Reggiano uno dei suoi punti di forza, capace di dare valore con la sua filiera ad un intero comprensorio. Il nuovo contratto per i dipendenti del Consorzio Parmigiano Reggiano, recentemente rinnovato unitariamente, riguarda una sessantina di dipendenti – una ventina i battitori – del Consorzio. Esso porta nuove tutele in fatto di flessibilità e welfare aziendale, più diritti e miglior trattamento economico. Credo sia anche a garanzia non solo dei produttori e della filiera (che coinvolge complessivamente circa 50 mila persone), ma anche dei milioni di consumatori nel mondo”.

“Infine – conclude Daviddi – proprio in questi giorni si sta discutendo con le controparti cooperative, il rinnovo dell’accordo integrativo del contratto dei dipendenti dei caseifici cooperativi operanti nella zona di produzione del formaggio Parmigiano-Reggiano: tutelare i lavoratori significa tutelare il prodotto stesso”.

Con l’orecchio fa il mestiere più bello del mondo e batte il Parmigiano Reggiano. Ecco perché serve anche il sindacato2019-03-24T12:54:04+00:00

Mirandola: incontro sindacati-Comune sul bilancio 2018/2019

Continuano gli incontri di contrattazione sociale territoriale tra il Comune di Mirandola e Cgil Cisl Uil (con le rispettive categorie del pubblico impiego e dei pensionati), in particolare sulle variazioni al bilancio 2018 e le previsioni 2019. «Dall’ultimo incontro emerge la volontà di investire nel rafforzamento delle politiche sociali, con l’obiettivo di migliorare la qualità della vita dei cittadini e tutelare le fasce più fragili della popolazione (altro…)

Mirandola: incontro sindacati-Comune sul bilancio 2018/20192018-11-07T13:09:03+00:00

Frignano, Cisl e Cgil: la politica faccia la sua parte per dare corso alla fusione Lama-Montecreto

«Non fare oggi quello che potresti fare domani: ecco la filosofia adottata dalle forze politiche nel Frignano. La politica del rinvio è purtroppo la linea guida prediletta dai sindaci e dai tecnici dell’Unione del Frignano». Lo affermano Vincenzo Tagliaferri (responsabile Cisl Frignano) (altro…)

Frignano, Cisl e Cgil: la politica faccia la sua parte per dare corso alla fusione Lama-Montecreto2018-10-31T16:03:39+00:00

“Aldo Moro, un gigante politico, giovane”. Così l’hanno celebrato Fnp Pensionati Cisl e Cisl Emilia-Romagna

 

MORO / IN 300 ALLA GIORNATA CISL CON ANNAMARIA FURLAN ALL’UNIVERSITA’ DI MODENA E REGGIO

 

Quanto è attuale la figura di Aldo Moro lo si desume anche dalla presenza silenziosa e attenta di trecento persone che, a inizio estate, affollano l’aula Magna dell’Università degli studi di Modena e Reggio. L’occasione è la giornata di incontro sulla sua figura voluta da Fnp Cisl Pensionati Emilia-Romagna e Cisl Emilia-Romagna. Intervengono esponenti del mondo istituzionale, sindacale e giornalisti.

“I giovani possono trarre giovamento dagli insegnamenti di Aldo Moro, che fu un apprezzato docente universitario, un politico illuminato ed un grande statista – ha affermato la segretaria generale della Cisl Annamaria Furlan. Bisogna ripartire dal futuro dei giovani, dalla scuola e dalla formazione proprio come predicava Aldo Moro. Ripartire dalla dignità del lavoro, dalla centralità dell’Europa, dalla necessità di una maggiore giustizia sociale. In questo gli insegnamenti di Moro sono assolutamente attuali soprattutto su come costruiamo la comunità attraverso legami forti tra giovani e anziani, tra chi ha il lavoro e chi non ce l’ha, tra le diverse provenienze territoriali, tra il nord ed il sud, tra italiani ed immigrati”.  Per la leader Cisl, Moro “fu ucciso perché aveva una visione del futuro democratico del paese. Era un convinto europeista ed un assertore del dialogo sociale. La sua linea del compromesso significava non accontentarsi, era un idea coraggiosa di mettersi insieme finalizzato al bene comune del paese. Ben altra cosa rispetto  ad un contratto di governo che ha bisogno di essere siglato davanti ad un notaio”.

Inevitabile l’accenno al tema del giorno, l’immigrazione. “Sul caso dei disperati che arrivano sui gommoni e che abbiamo dirottato dai nostri porti è bene ricordare che non sono in crociera, ma cercano di salvare o migliorare la propria vita. Dove sono tutte le voci di sdegno che avremmo voluto ascoltare assieme alla nostra? Come possiamo caricaturizzare tutto questo?. Esprimo apprezzamento per chi, nel governo, ha portato la discussione sulla retta via”. Sui salari: “Dobbiamo chiederci come allargare quel minimo di salari contrattuali a tutti lavoratori? E’ questo il tema centrale in un mercato del lavoro che, invece, all’85% paga i lavoratori con salari minimi”.

Nella giornata, alla presenza di William Ballotta, segretario generale presente assieme alla segreteria della Cisl Emilia Centrale, hanno fatto le veci di padroni di casa Loris Cavalletti, segretario Fnp Cisl Emilia Centrale: “Abbiamo realizzato questa iniziativa perché i più anziani hanno a cuore il futuro che, per noi sono i figli e nipoti. E il farlo all’Università significa dire ai giovani che la deve essere rimessa al centro e deve vedere i giovani impegnati. Oggi c’è bisogno di leggere i segni dei tempi capire l’importanza di essere capaci di lottare per la giustizia per costruire l’Europa come prodotti a di convivenza superando le divisioni”. Con lui Giorgio Graziani, segretario generale Cisl Emilia-Romagna: “Soprattutto in questi giorni la figura di Moro è attuale, un gigante della politica da cui ripartire per progettare un futuro migliore. E’ una figura civica, che promosse l’educazione civica nelle scuole, e che riconosceva il sindacato e i lavoratori”.

 

 

 

SALUTI E INTERVENTI

“Moro, quell’Italia che non vide”

 

All’Università di Modena e Reggio Luca Vecchi, sindaco di Reggio ha legato la figura di Moro a quella del padre costituente Giuseppe Dossetti: “giusto ricordare Aldo Moro nell’Università, perché è una figura che parla ai giovani. Era un uomo di progresso capace di intercettare, con un pensiero innovativo, le energie fresche della società”.

E a Reggio Emilia il primo applauso che interrompe il relatore è quello a Giuseppe Fioroni, ex Dc e Ministro dell’istruzione, ha guidato la terza relazione della Commissione parlamentare d’inchiesta sul rapimento e la morte di Aldo Moro: “Certo è che Moro lo hanno rapito e ucciso le Br: ma la domanda è come mai nel condominio nessuno vide? Questo è uno dei motivi per cui non lo si riuscì trovare. Per troppi anni ci siamo affidati al memoriale Morucci Faranda, ma questa non è la verità storica sul caso Moro, ma lascia fuori moltissimi protagonisti di quel tempo. Da Reggio Emilia partì l’avventura brigatista che, poi, riuscì a stringere legami a livello internazionale, dai Palestinesi dell’Olp ai Tedeschi ai giapponesi. Oggi è inaccettabile che terroristi che hanno fatto solo 10 anni di carcere vadano a fare interviste. Non basta chiedere il perdono occorre, oltre al perdono, il ravvedimento operoso”. E qui scoppia l’applauso della vasta platea.

Stefano Bonaccini, governatore della Regione Emilia-Romagna ha portato ricordi personali: “quando rapirono Moro e a scuola ci mandarono a casa. Quando ne ritrovarono il corpo eravamo in gita e ci inviarono a casa. E Firenze trovammo persone che, assieme con bandiere del Pci e dello Scudocrociato, andavano in centro a manifestare. E i miei genitori, militanti comunisti, mio padre camionista, mia madre operaia, di Moro dicevano. ‘Lè na brava persoina’ è una ‘brava persona’. Voleva dire tutto”.

Per l’onorevole Pierluigi Castagnetti: “Moro non era paragonabile a molti altri. Ora occorre un passaggio per emancipare Moro dai suoi ultimi 55 giorni e capire chi era effettivamente. Non era un uomo di intelligenza politica e autorevolezza come gli altri, era un uomo che ha costruito la fase più lunga di completamento della democrazia nel nostro Paese. Viveva la politica come arte di costruire la convivenza tra diversi, alla dialettica, al riconoscimento del diverso. Ha anticipato sul piano pratico i documenti del Concilio realizzando l’autonomia del cattolico impegnato in politica, è stato l’ideatore e il costruttore del passaggio dal centrismo al centrosinistra (concretizzare la possibilità dell’alternanza, era per lui un limite alla democrazia il monopolio di governo del centro). Subì l’opposizione della Chiesa, per lui credente un’opposizione durissima. Era un progettatore e realizzatore dei disegni politici. Ero assistente parlamentare di Giuseppe Dossetti nel 1967 quando si rivolse a Moro per comunicargli il suo desiderio di non ricandidarsi “abbiamo fatto troppo poco’. E Moro replicò: ‘Io sono convinto che abbiamo fatto troppo’, perché erano anni di forte cambiamento tra solidarietà nazionale e compromesso storico, cui non tanto la Chiesa, ma soprattutto il mondo Occidentale era contro, compresa la Nato. Possiamo mettere i comunisti al governo ci si chiedeva in quegli anni? Per lui più del potere era importante il disegno e, per questo, spiegò a Berlinguer che era Andreotti, e non lui stesso, la figura più autorevole per guidare il paese: di Andreotti gli americani si fidavano, di Moro no”.

“L’Italia – ha concluso Castagnetti – si è salvata all’omicidio di Moro perché non ha ceduto alla tentazione di cambiare la Costituzione in quelle ore. Non ha introdotto la pena di morte. Non ha ridotto la libertà di stampa. Oggi viviamo momenti difficili per altre ragioni: dobbiamo essere molto vigilanti”.

“Non mi aspettavo una platea così numerosa – ha detto il direttore de l’Espresso, Marco Damilano, autore di Un atomo di verità, sulla figura dello statista. Un libro che sente suo dato che da piccino recandosi a scuola passava da via Fani ogni giorno -. La generazione di Moro, Berlinguer, Dossetti aveva per la politica una dimensione assoluta. Oggi invece la politica è ridotta alla dimensione di pura gestione dell’esistente, con dimensioni temporali di qualche ora o dello spazio di un Tweet”.

“Piccolo borghesi rivoluzionari di professione”, definisce i terroristi Damilano e ancora: “’Datemi un milione di voti e toglietemi un atomo di verità e sarò comunque un perdente”, scriveva Aldo Moro dalla sua prigionia. Dopo abbiamo conosciuto politici che pur avendo milioni di voti non avevano un atomo di verità e si sono rivelati perdenti”. E presenta la copertina del prossimo numero dell’Espresso, in edicola domenica, in maiuscolo porta la scritta “Partigiani”. Anche se non c’è un partito per cui schierarsi, c’è la necessità di schierarsi contro una idea di politica che scatena la rabbia e, sulla frustrazione, lavora per costruire il futuro consenso. Siate indipendenti, diceva Moro, non guardate all’oggi ma al domani e al dopodomani”.

“Aldo Moro, un gigante politico, giovane”. Così l’hanno celebrato Fnp Pensionati Cisl e Cisl Emilia-Romagna2018-06-22T17:46:41+00:00

“Carniti, con Reggio Emilia l’incontro con Morelli. E la sua forza dalla parte dei lavoratori”

 

“Pierre Carniti ha segnato la storia della Cisl, ed è stato un esempio per varie generazioni di sindacalisti Cisl, a Reggio come nel resto del Paese” . Con queste parole il segretario generale della Cisl Emilia Centrale, William Ballotta, commenta la scomparsa di Pierre Carniti, segretario nazionale della Cisl dal 1979 al 1985, avvenuta ieri a Roma. “Con il mondo della Cisl di Reggio Emilia – aggiunge Ballotta – ebbe contatti importanti, come con Giuseppe “Pippo” Morelli, figura simbolo per il rinnovamento sindacale a favore della crescita del sindacato in Italia”.

Giuseppe “Pippo” Morelli

“Carniti – lo ricorda Margherita Salvioli Mariani, segretaria generale aggiunta della Cisl Emilia Centrale – ha fatto della dialettica il perno della democrazia all’interno del sindacato stesso. Per lui  la Cisl doveva costantemente innovarsi, ‘non per fare una Cisl diversa, ma per una Cisl che mettesse in pratica realmente quanto ha sempre predicato: sul ruolo della categorie, sugli aumenti salariali legati alla produttività, sull’autonomia, sulla contrattazione aziendale’. Guardando anche alla situazione del mercato del lavoro e delle relazioni sindacali nel nostro territorio di Reggio Emilia ci si accorge di quanto tutto ciò sia attuale”.

Pierre Carniti

“L’esperienza sindacale di Carniti – continua la Salvioli Mariani –  travalica il momento storico in cui l’ha agita. È stato un uomo capace di leggere il tempo presente , e pertanto di individuare nuove strade da percorrere per poter tutelare al meglio lavoratori e pensionati. Ne è una prova concreta il suo libro “ La risacca”, edito nel 2013, e che costituisce quasi un manuale per chi  vuole fare il sindacalista”.

I funerali di Pierre Carniti avranno luogo a Roma giovedì 7 alle ore 10 presso la Chiesa di Santa Teresa d’Avila.

“Carniti, con Reggio Emilia l’incontro con Morelli. E la sua forza dalla parte dei lavoratori”2018-06-06T13:44:59+00:00