Taglio del salario accessorio ai dipendenti della sanità: oltre 2500 firme al direttore generale Marchesi e al presidente della Provincia Zanni

Consegnate oltre 2500  firme in mano al direttore generale dell’Ausl di Reggio Cristina Marchesi e al presidente della Conferenza territoriale sociale e sanitaria (Ctss) Giorgio Zanni. Questo l’epilogo, per il momento, della mobilitazione lanciata da Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl e dalla Rsu dell’azienda Ausl contro il taglio dello stipendio – tramite la non erogazione del salario accessorio – ai dipendenti della sanità.

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Taglio del salario accessorio ai dipendenti della sanità: oltre 2500 firme al direttore generale Marchesi e al presidente della Provincia Zanni2021-04-09T16:31:48+00:00

Sanità, al via raccolta firme tra i dipendenti, per seimila persone rischio decurtazione media dello stipendio compresa tra i 100 e i 300 euro

Nel pieno dell’emergenza Covid che dura da ormai più di un anno i lavoratori del servizio sanitario nazionale, circa seimila in provincia di Reggio Emilia, rischiano una decurtazione media dello stipendio compresa tra i 100 e i 300 euro. È a rischio infatti tutto ciò che concerne il salario accessorio come produttività, straordinario e indennità di turno. (altro…)

Sanità, al via raccolta firme tra i dipendenti, per seimila persone rischio decurtazione media dello stipendio compresa tra i 100 e i 300 euro2021-03-31T12:39:21+00:00

La Cisl fa il punto sulla Sanità reggiana: “Investimenti, confronto, tenuta dei punti nascita per un sistema più efficiente”

 

 

“Un confronto continuo e approfondito sulla sanità per rendere il sistema  sanitario  più efficiente, attraverso la collaborazione dei cittadini, degli operatori, delle istituzioni, dei sindacati. L’efficienza si può coniugare con la vivibilità dei territori, soprattutto quelli marginali”. Questa è la richiesta che muove il sindacato Cisl Emilia Centrale sul tema del riordino ospedaliero e dei punti nascita.

Dopo un confronto interno, infatti, il segretario Cisl Emilia Centrale, Andrea Sirianni ha affermato: “Abbiamo salutato con favore la nascita della nuova azienda unica Usl. Essa rappresenta un’occasione per qualificare ulteriormente la sanità reggiana, offrire servizi sempre più elevati ai cittadini. Evita un’eccessiva centralizzazione, anzi mantiene un’equilibrata distribuzione dei servizi socio sanitari su tutti i territori. Sono, del resto, le condizioni che hanno permesso alla nostra sanità di raggiungere i livelli di eccellenza e che intendiamo mantenere e rafforzare. Durante il percorso di consultazione, inoltre, abbiamo sempre dato il nostro contributo in termini di proposte e idee, molte delle quali sono state recepite e introdotte nel testo soprattutto in merito alla qualità del lavoro”.

Per Cisl Emilia Centrale è necessario ragionare sulle vocazioni distintive, degli ambiti in cui ogni presidio ospedaliero si deve specializzare. “Occorre partire da un confronto serrato – aggiunge Rosamaria Papaleo, segretaria Cisl Emilia Centrale – e, ora, si tratta di dare piena operatività ai servizi e alle forme di cooperazione per innalzare proprio il livello qualitativo, valorizzare le risorse umane e professionali. Questo porterà a migliorare il lavoro, con una particolare attenzione al territorio ed alle famiglie che lo abitano mantenendo per questo i presidi essenziali e necessari in ogni distretto ”.

Il sindacato si è espresso inoltre contrario alla turnazione estiva dei reparti maternità di Montecchio, Castelnovo Monti e Scandiano: “E’ un episodio allarmante di una programmazione che evidentemente a diversi livelli mostra tutti i suoi limiti – dicono i segretari – Abbiamo più volte domandato un confronto preventivo con l’azienda, peraltro previsto dalla legge regionale. Siamo comunque pronti a prenderci le nostre responsabilità e vogliamo al più presto affrontare l’annosa questione sull’adeguatezza degli organici nella sanità (in particolare sui punti d’emergenza e pronto soccorso). Non possiamo permetterci reparti a corto di personale!”.

Cisl Emilia Centrale appoggia con forza la deroga, presentata al Ministero, in merito alla chiusura del reparto di ginecologia ed ostetricia dell’Ospedale S. Anna di Castelnovo ne’ Monti: “In montagna il fattore identitario dei servizi è amplificato – dichiarano i segretari -. E’ necessario investire per rendere sicuro il parto in montagna e per rafforzare tutto l’Ospedale. Del resto questi investimenti sono stati già annunciati: 2 milioni per le infrastrutture ed circa un milione per l’assunzione di 16 tra medici ed infermieri come previsto nel piano presentato ai sindaci quasi sei mesi fa”.  Di giudizio positivo anche la deroga richiesta per l’ospedale di Scandiano visto l’alto numero di parti che si svolgono ogni anno: “Appoggiamo la deroga, ma vogliamo avere informazioni in merito all’ambizioso progetto Mire – concludono i segretari assieme al gruppo Cisl Emilia Centrale Coordinamento donne e alla categoria dei pensionati Cisl, la Fnp, e a quella della funzione pubblica – Le future mamme devono essere messe in condizione di partorire in luoghi sicuri e raggiungibili”.

 

“L’Italia è il Paese con il più basso tasso di mortalità materne: si stimano 10 decessi ogni 100 mila nati vivi. – conclude, infine, la segretaria Rosamaria Papaleo –. I dati sono stati elaborati attraverso un sistema di sorveglianza attiva che monitora il fenomeno in 8 regioni italiane tra cui l’Emilia Romagna. Questo non è forse un indicatore di sicurezza e di buon funzionamento delle cure specialistiche prima, durante e dopo il parto nella nostra regione? Allora tutti si collabori per mantenere e migliorare tali risultati mantenendo una forte presenza sui territori in particolare quelli più disagiati”.

La Cisl fa il punto sulla Sanità reggiana: “Investimenti, confronto, tenuta dei punti nascita per un sistema più efficiente”2017-07-26T10:13:10+00:00

Fusione Ausl Reggio e Santa Maria Nuova: per i sindacati “occorre investire sui professionisti, sui servizi e sulla rete extra ospedaliera”

E’ stata presentata ai sindacati la bozza del disegno di legge che deve stabilire le linee dell’unificazione prevista per il 1 luglio. “Un progetto condiviso, ma chiediamo più attenzione ai servizi sanitari sul territorio”

“Risorse economiche e progettazione di un nuovo approccio alla sanità locale devono essere i punti cardine della futura fusione tra le due aziende sanitarie pubbliche della provincia”. Sono le parole di Cisl, Cgil, Uil, insieme alle categorie della funzione pubblica e dei pensionati nel commentare la consultazione pubblica che la Regione ha tenuto coi sindacati “solo” venerdì 21 aprile presso la sala Consiliare della Provincia di Reggio Emilia. Tema, appunto, il progetto di legge regionale di fusione dell’Ausl di Reggio Emilia e dell’Azienda Ospedaliera Santa Maria Nuova. Il disegno legge dovrà essere approvato entro giugno, dato che la fusione sarà operativa dal 1 luglio.

Gli esponenti delle organizzazioni sindacali hanno posto l’accento su alcuni temi specifici, che ritengono condizioni essenziali, a partire dalla necessità di prevedere nel testo di legge relazioni sindacali corrette, sia per quanto riguarda la riorganizzazione del lavoro e la valorizzazione di tutte le professionalità del comparto, sia per quanto riguarda la ricaduta dell’operazione sui servizi ai cittadini.

“Per questa riorganizzazione – spiegano i sindacati – occorre riformulare l’approccio alle cure. Per il futuro la strada è segnata: sempre di più l’ospedale sarà deputato ai casi acuti e sempre più la sanità territoriale per il resto. Occorre, quindi, portare i professionisti vicino ai cittadini: è per questo imprescindibile la ricerca di risorse aggiuntive per l’innovazione e la qualificazione del sistema sanitario, già previste da un recente accordo che come sindacati abbiamo siglato con la Regione”.

“Stiamo aprendo con le aziende – aggiungono – un confronto dove chiederemo investimenti sui professionisti e sulla rete extra ospedaliera, ma anche omogeneizzazione dei trattamenti contrattuali ed economici tra Ausl e Santa Maria. Al di là degli incontri informativi che l’azienda ha organizzato per i dipendenti vogliamo avere la possibilità di partecipare a decisioni importanti che avranno sicure ripercussioni sul lavoro quotidiano dei 7 mila professionisti della sanità pubblica provinciale e di riflesso su tutti i cittadini e per questo presenteremo nostre proposte”.

“Condividiamo – concludono i sindacati – gli obiettivi generali del progetto di legge, quali il miglioramento dei servizi sanitari realizzato attraverso migliore e maggiore integrazione e sinergie tra le aziende che vengono da storie recenti molto diverse, ma è necessario anche valorizzare i servizi e dare un riconoscimento ai professionisti che vi lavorano. A tal fine i sindacati hanno proposto un emendamento al testo di legge affinché il progetto di fusione non sia vincolato al mero contenimento della spesa pubblica ma ispirato ad una logica generale di efficientamento e sinergia”.

Relatrice della legge regionale in itinere è la reggiana e consigliera regionale Roberta Mori che ha espresso la disponibilità a farsi portatrice delle richieste proposte dai sindacati unitariamente con l’impegno a darne riscontro nel prossimo incontro con le Parti Sociali che avrà luogo entro il mese di maggio. All’audizione, oltre a quest’ultima, erano presenti il presidente della conferenza socio-sanitaria Gianmaria Manghi e Fausto Nicolini, direttore generale incaricato alla fusione e altri esponenti della Regione Emilia Romagna.

Fusione Ausl Reggio e Santa Maria Nuova: per i sindacati “occorre investire sui professionisti, sui servizi e sulla rete extra ospedaliera”2017-05-06T07:13:52+00:00

In via Turri l’ambulatorio Anteas: medicazioni gratuite a tutti i cittadini

 

Il servizio promosso da Anteas Fnp Cisl Emilia Centrale prosegue la sua attività in via Vecchi, per offrire assistenza sanitaria ai pensionati e non solo

Un ambulatorio per anziani e cittadini in difficoltà gestito da medici e infermieri volontari in pensione. È il servizio che Anteas Fnp Cisl Emilia Centrale promuove con costanza e impegno da due anni, in Via Vecchi, zona stazione. Qui, a differenza di ambulatori affollati, si può avere un servizio gratuito subito.

Un ambulatorio medico a tutti gli effetti, aperto il lunedì, il martedì e il mercoledì, dalle 9 alle 10, è la prova di quanto Anteas Fnp si impegni nel sociale.

“Il servizio è confermato anche quest’anno – afferma il dottor Attilio Pagliani, ex primario di maternità e ginecologia in pensione, volontario assieme al dottor Aldo Torelli, medico di base dopo anni passati al pronto soccorso, – aiutiamo tante persone bisognose, ma vogliamo che tutta la città di Reggio venga a conoscenza di questa realtà. Medicazioni, punture, glicemia, offriamo un servizio totalmente gratuito, cercando di consigliare il percorso sanitario più adatto”.

Questo servizio non è riservato solo agli anziani, tante sono state le famiglie aiutate dal lavoro dei volontari. “Il servizio è aperto a tutti – continua Pagliani – uomini, donne, bambini, stranieri e italiani. Pensate che fin’ora sono venuti soprattutto cittadini italiani residenti nel quartiere, ma può venire chiunque. Ogni giorno visitiamo quattro o cinque persone, ai quali pratichiamo le medicazioni opportunamente concordate con l’Ausl”.

Oltre ai due medici, i volontari che prestano servizio sono tutti infermieri in pensione, compresa la coordinatrice dell’ambulatorio, Elena Fontana, capo sala. Tiziana Testa, Mirella Fontanesi, Giuseppe Barbieri, Francesco Campani, Renzo Galeotti, Speranza Pisuttu, Lucio Castagnoli e Cinzia Quintadamo garantiscono, dal lunedì al mercoledì, un servizio sempre efficiente, mettendosi a servizio del prossimo.

Spiega Marino Favali, presidente Anteas che assieme alla Fnp Cils Emilia Centrale ha promosso l’iniziativa: “Abbiamo fatto di tutto per creare un servizio ottimale per la comunità. In accordo con il Comune e Ausl aiutiamo decine di famiglie, il nostro sindacato si dimostra sempre attento e accorto ai problemi che ci affliggono. Qualcuno potrebbe pensare che questo sia solo un servizio offerto ai nostri tesserati ma non è assolutamente così. Antes, inoltre, paga tutto il materiale che c’è in ambulatorio tra cui anche gli stick per la glicemia”.

“Oggi – conclude Adelmo Lasagni, segretario della Fnp Cisl Emilia Centrale – molte famiglie straniere e italiane non possono permettersi visite a pagamento. Un grazie particolare va ai medici e infermieri che, con la loro bontà e professionalità, aiutano decine di persone”.

AMBULATORIO SANITARIO GRATUITO ANTEAS CISL VIA VECCHI 2 REGGIO EMILIA

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AMBULATORIO SANITARIO GRATUITO ANTEAS CISL VIA VECCHI 2 REGGIO EMILIA

AMBULATORIO SANITARIO GRATUITO ANTEAS CISL VIA VECCHI 2 REGGIO EMILIA CONTROLLO DELLA PRESSIONE ARTERIOSA

 

In via Turri l’ambulatorio Anteas: medicazioni gratuite a tutti i cittadini2016-10-19T11:13:41+00:00

Cisl Fp e Fials: “Così l’assessorato alla Sanità regionale danneggia i reggiani”

“L’assessorato alla Sanità della Regione Emilia-Romagna non accoglie le istanze sindacali che, invece, a Reggio Emilia sono già confermate da accordi o disponibilità aziendali. E’ uno spettacolo sconcertante cui assistiamo da mesi”. E’ la dura presa di posizione di Davide Battini, segretario generale della Cisl Fp Emilia Centrale e Pasquale Liguori, segretario della Fials. “Notiamo – osservano i sindacalisti – come gli accordi o disponibilità aziendali reggiane sono abitualmente fermati dall’assessorato regionale, che avoca così a sé decisioni fondamentali… senza poi prenderle. Anzi, sono tolte anche ai Direttori generali e, così facendo, danneggia lavoratori e cittadini”.

Davide Battini

Davide Battini

Tre gli esempi eclatanti citati dai sindacati. Il primo è il “Piano occupazionale 2016”. Spiegano Battini e Liguori: “da febbraio la Regione sta tenendo ‘ostaggio’ le aziende sanitarie: non risponde al piano ipotizzato e trasmesso dalle stesse e blocca di fatto uno strumento essenziale di governo della sanità reggiana e, anche, di risposta ai lavoratori”.

Altro tema: “i direttori generali – aggiungono i sindacalisti – hanno firmato un accordo che riconosce risorse aggiuntive derivanti dalle riorganizzazioni ai lavoratori. Ora la Regione a Bologna blocca questi accordi nonostante le nostre aziende siano virtuose da anni. Questo nonostante storicamente i lavoratori reggiani abbiano meno risorse rispetto altri colleghi della regione e nonostante l’azienda di cui l’assessore regionale Venturi era direttore generale abbia in precedenza chiuso accordi con contenuti simili”.

“Sul blocco degli accordi sui tempi determinati, i sindacati ricordano che “con le aziende si è condivisa l’opportunità di accordi che permettano in questa fase di pre-fusione di andare oltre il limite previsto dalla legge di 36 mesi per i dipendenti a tempo determinato dell’area tecnica e amministrativa. I motivi sono evidenti: meglio non disperdere lavoratori già formati ed utilmente inseriti. L’assessorato pare che a Bologna stia tenendo bloccata questa possibilità (ma la Regione ha firmato un accordo assolutamente simile per i propri dipendenti!) e a rimetterci sono i cittadini e i lavoratori della nostra provincia”.

Per questo i sindacati “pur comprendendo le difficoltà delle aziende e dei direttori dinnanzi all’atteggiamento regionale” si impegnano a proseguire nella loro azione, senza fermarsi “solo perché le colpe risiedono altrove”.

Cisl Fp e Fials: “Così l’assessorato alla Sanità regionale danneggia i reggiani”2016-07-23T14:20:19+00:00

La Cisl: “ Punto nascite di Castelnovo, non si può smantellare. Si ripensi al valore dell’ospedale per tutto l’Appennino ”

 

“Ripensare e rinunciare alla chiusura del Punto nascite del Sant’Anna di Castelnovo Monti: andare oltre la logica dei numeri e fare una valutazione che parta invece dalle persone e dal territorio”. La Cisl Emilia Centrale interviene nuovamente sul progetto di chiusura del Punto nascite dell’Ospedale Sant’Anna.

“Siamo sempre stati contrari a qualsiasi idea d’applicazione tout court delle leggi, alle scelte dei tagli ‘lineari’ perché, in quanto tali, raramente tengono conto delle particolarità e della necessità di fare invece scelte mirate, che rispondano ‘meglio’ alle esigenze di un territorio e dei suoi cittadini”, afferma Margherita Salvioli Mariani, segretaria generale aggiunta della Cisl Emilia Centrale.

Margherita Salvioli Mariani interviene sul tema del Punto nascite di Castelnovo Monti

Margherita Salvioli Mariani interviene sul tema del Punto nascite di Castelnovo Monti

“Abbiamo assistito a valutazioni e prese di posizione diverse – aggiunge la segretaria -: chi valuta necessario lo smantellamento del Punto nascite lo fa per una questione di sostenibilità, ma anche chiamando in causa la sicurezza del bambino e della madre e il dover recepire l’accordo Stato-Regioni che prevede la chiusura dei punti nascita con un volume di attività inferiore a 500 parti all’anno. Sono posizioni, queste, legittime ma che guardano in modo avulso dalla realtà, anche geografica del territorio e della sua necessità di servizi: l’ospedale di Reggio Emilia dista 45 km da Castelnovo, ma 100 km dal crinale che, qui, interamente ricade”.

“Inoltre – aggiunge Adrea Sirianni, segretario Cisl Emilia Centrale con delega alla Sanità – anche lo stesso Accordo Stato Regioni prevede deroghe per le situazioni più difficoltose, come in montagna. E, certo, riteniamo legittime le richieste di potenziamento, per garantire il presidio sociale e la sicurezza sanitaria, e non certo di smantellamento del Punto nascite castelnovese”.

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Per Andrea Sirianni occorre che il Punto nascite della Regione rientri tra le deroghe previste dalla Regione

“Come emerge infatti da tutte le analisi e gli studi dell’Osservatorio dell’Appennino reggiano – parla Luca Ferri, responsabile della zona montana della Cisl Emilia Centrale -, per un’economia e una coesione sociale compiute ed efficaci la nostra montagna ha bisogno di un tessuto socio economico che richiede di essere valorizzato, sul quale è necessario investire, piuttosto che disinvestire”.

Investire e non disinvestire in Appennino chiede Luca Ferri

Investire e non disinvestire in Appennino chiede Luca Ferri

La risposta, secondo la Cisl Emilia Centrale, va ricercata in una discussione che coinvolga le forze sociali, le cittadine e i cittadini del territorio. Solo così si può evitare che un’intera comunità si senta abbandonata, non considerata dalla politica e dalle scelte maturate in ambiti della politica senza che siano tenuta nella dovuta considerazione le peculiarità e le istanze locali.

“Il confronto allora si allarghi – conclude Salvioli Mariani – : oltre che al punto nascita si discuta del futuro di questo ospedale e la politica presidi adeguatamente in stretto rapporto con i cittadini i luoghi in cui si prendono decisioni con ricadute così importanti per la loro vita e per il territorio”.

La Cisl: “ Punto nascite di Castelnovo, non si può smantellare. Si ripensi al valore dell’ospedale per tutto l’Appennino ”2016-06-08T10:20:30+00:00
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