“Da quasi un anno il personale della Rems di via Montessori sta aspettando un servizio salvavita che, per quanto non armato, protegga in caso di violenza e aggressioni. L’azienda Usl di Reggio sta facendo tutto il possibile collaborando con Cisl Fp, la Prefettura e la Questura ma mancano le norme adeguate. La situazione è pesante, come dimostra anche l’incendio provocato stamane da uno dei pazienti. Ribadisco la richiesta: evitiamo di dover piangere un morto o un dramma grave”.
Così Gennaro Ferrara, leader di Cisl Fp Emilia Centrale, torna a prendere posizione sulle condizioni di sicurezza del personale che lavora nella Rems, struttura nata dalla chiusura dei vecchi ospedali psichiatrici-giudiziari, che prende in carico criminali condannati, ritenuti affetti da disturbi mentali, senza più disporre né di celle né di Polizia penitenziaria.
“E’ una situazione incredibile: la legge 81 del 2014 esclude la presenza di forze dell’ordine per garantire la sicurezza nelle Rems e non consente la presenza di altro personale armato. Il risultato è che in servizio h24 c’è solo una guardia giurata armata all’esterno dei reparti, che controlla le telecamere e dà l’allarme ma che non può assolutamente entrare in caso di pericolo”, prosegue Ferrara.
RABBIA, INSULTI E INCENDIO
Lo scorso 27 agosto un paziente aveva preso a sprangate un medico e poi era evaso all’esterno, riacciuffato subito dopo dai Carabinieri. Stamane un under 30 italiano voleva lasciare la struttura pretendendo un Tso nel servizio psichiatrico diagnosi e cura (Spdc) di Bologna. Di fronte all’impossibilità di questo trasferimento, il giovane ha aggredito verbalmente il personale e ha incendiato il suo cuscino, facendo scattare le misure di sicurezza con le forze dell’ordine e i Vigili del Fuoco. I nervi sono a fior di pelle, anche perché è atteso il rientro in Rems proprio dell’aggressore evaso nel 2024.
LO STALLO NORMATIVO
Serve un servizio di vigilanza non armata che possa intervenire all’interno dei reparti. Lo scorso settembre Ausl aveva garantito un bando, a gennaio 2025 l’obiettivo della vigilanza per la sicurezza del personale pareva essere a portata di mano. L’8 maggio scorso Cisl Fp ha scritto ad Ausl e il 28 è arrivata la risposta: le Istituzioni preposte devono chiarire come sia possibile l’intervento all’interno della Rems di guardie giurate particolari non armate. In altre regioni, ricorda Ausl, ‘gli ostacoli sono stati superati autorizzando la presenza di guardie giurate non armate o bodyguard in seguito a percorsi autorizzativi compartecipati tra le Istituzioni. E qui a Reggio?
“Il Questore di Reggio ha interpellato il Ministero dell’Interno ma al momento non risulta risposte, spiega Ausl. E’ stato analizzato anche il piano b, per l’impiego di bodyguard – evidenzia Ferrara –. Non sarebbe una guardia giurata particolare ma un ‘operatore tecnico della sicurezza’ ma, con la norma vigente, anche questa figura non corrisponde perfettamente alla funzione di tutela del personale e dei pazienti della Rems”.
COSA E’ STATO FATTO DOPO L’EVASIONE DEL 2024
Ausl ha attuato un pacchetto di 11 misure, tra le quali il miglioramento del sistema di videosorveglianza. La Rems è dotata di 36 telecamere perimetrali e 42 interne. Alcune di esse sono state riorientate per eliminare gli angoli ciechi. Ancora: è stata modificata la collocazione dei metal detector e pure ricollocato il mobilio per aiutare la fuga di un sanitario in caso di aggressione. Sono sotto chiave gli attrezzi che potrebbero essere utilizzati per fare del male, ci sono 14 cordless con funzione di richiesta di intervento immediato ed è in corso una formazione di 16 ore che aiuti il personale nella gestione dei pazienti aggressivi.
“Sono misure apprezzabili e sono le uniche che Ausl può svolgere in queste condizioni. Ma non bastano. Se un medico, un oss o un infermiere vengono aggrediti devono avere il pronto intervento di una figura che li possa soccorrere. Il Ministero risponda al Questore e la politica si interessi alla Rems. Se servono norme migliori per cambiare le regole di ingaggio vanno fatte, sono in gioco la salute e la sicurezza di molte persone. Lo scorso agosto chiedemmo ai parlamentari di Reggio di mobilitarsi, se non l’hanno ancora fatto questo è il momento di dimostrare che non intendono lasciare solo il personale della Rems, l’Ausl e il sindacato”, chiosa Ferrara.