“Nelle province di Modena e Reggio i caregiver familiari sono circa 144.000, se includiamo chi aiuta regolarmente anche poche ore; ma quelli con un carico di cura pesante e continuativo (oltre 20 ore di assistenza a settimana) sono nell’ordine di 45-50 mila. Numeri enormi che richiedono strumenti nuovi e progetti permanenti. Col Ddl approvato il 12 gennaio è iniziato un cammino, ora occorre portarlo a meta mettendo a segno un cambiamento importante”.
Andrea Sirianni, segretario della Cisl Emilia Centrale, commenta così il disegno di legge sui caregiver approvato lo scorso gennaio dal Consiglio dei Ministri, una riforma che ha un punto di forza: “Lo Stato riconosce giuridicamente la figura del familiare che si prende cura, a casa, di un proprio caro. Un cambio culturale, frutto anche del pressing Cisl al Tavolo consultivo, che però richiede pragmatismo per trasformarsi in aiuto vero. Sostenere i caregiver con un contributo mensile stabile è un investimento che conviene allo Stato e alla Regione perché evita spese maggiori in ospedali e case protette, dove i posti accreditati sono praticamente finiti”.
I numeri non lasciano alibi: nel Reggiano gli anziani over 65 sono 121.646, pari al 22% della popolazione provinciale. Nel Modenese gli anziani over 65 sono 169.492 persone (il 23,9% della popolazione).
Se questa è la fotografia dell’esistente, tutte le proiezioni attestano che in capo ai prossimi 10-15 anni, l’impatto numerico degli over 65 si incrementerà in modo esponenziale. Gà oggi l’età media delle due comunità è molto avanzata, a Modena ha superato i 46 anni, Reggio sfiora questo numero.
Informazioni che attestano come “il bisogno di garantire cura e assistenza sia la sfida sociale del presente e dell’immediato futuro”, sottolinea Sirianni.
BONUS
l disegno di legge vara un bonus fino a 400 euro mensili, erogato trimestralmente, previsto nella fase iniziale solo per caregiver conviventi che assistono un familiare con disabilità gravissima per almeno 91 ore settimanali, con priorità a famiglie a basso reddito ( sotto i 3.000 euro) e Isee non superiore a 15.000 euro. “È necessario aumentare la soglia Isee e rendere il contributo adeguato ai costi reali della cura. Il Ddl dovrà affrontare un cammino parlamentare per la conversione in legge e sarebbe importante che aumentassero le dotazioni finanziarie e, quindi, la platea dei beneficiari. Inclusi i caregiver che non convivono con la persona fragile e che sono tanti”.
SOLLIEVO E FORMAZIONE
La sfida della riforma chiama Reggio e Modena a mettere a terra due pilastri: una rete diffusa di servizi di sollievo per i caregiver, compreso il supporto psicologico ed emotivo, e la formazione. Nelle Case della Comunità si può costruire un modello che consideri il caregiver partner degli operatori sanitari, con percorsi pratici (su movimentazione, gestione di presidi e terapie) e punti di riferimento chiari nei distretti, per sapere a chi rivolgersi e come attivare i servizi. Questo migliorerebbe la continuità assistenziale, intercettando prima le criticità e riducendo i ricoveri evitabili.
SERVE UNA REGIA
In Emilia-Romagna dal 2014 c’è una legge regionale di sostegno ai caregiver e la Giunta ha stanziato 3 milioni di euro l’anno per il triennio 2025-2027. Una scelta positiva, ma che nei distretti della provincia di Reggio e di Modena si traduce in 797 mila euro. La Regione può integrare, ma non sostituirsi allo Stato. Serve uno stanziamento certo del Governo, per costruire con le Regioni uno scudo vero per dare respiro alle famiglie e ai caregiver, in gran parte donne.
IL TUO LAVORO VALE
Infine, conclude Sirianni, “occorre aprire il capitolo previdenziale e ridurre l’abbandono del lavoro: oggi circa il 60% dei caregiver interrompe o limita l’occupazione. Allora, congedi, permessi e lavoro agile vanno resi davvero esigibili, la sfida è questa. Senza tutele per i caregiver rischiamo di trasformare la cura di oggi in povertà domani”.