“Questo Paese deve decidere se soffocare nella scia di sangue delle morti sul lavoro o se fare un salto in avanti verso la dignità e la sicurezza. E’ medioevale accettare che la prima causa di morte sul lavoro, nel 2025, sia ancora la caduta nel vuoto. Nell’era della tecnologia al top non può esistere che si muoia in questo modo”.
Così Cinzia Zaniboni, leader di Filca Cisl Emilia Centrale, commenta la tragedia avvenuta stamane ad Acquaria di Montecreto, dove un lavoratore di 59 anni è morto, appunto, cadendo nel vuoto.
“Le indagini chiariranno nel dettaglio cosa è accaduto ma una cosa già si può evidenziare: si cade nel vuoto quando manca una linea vita, quando gli strumenti di sicurezza non sono indossati e installati correttamente, quando non sono omologati o sono troppo logori. Quando i parapetti mancano o sono inadeguati – prosegue Zaniboni –. Questo dramma enorme, l’ennesimo nella nostra provincia giunta quest’anno a sei decessi (erano 8 nel 2024), deve spingere tutti a chiedere che il massacro si fermi e si fermi partendo dalla formazione per l’uso corretto e consapevole dei dispositivi salvavita e dalla presenza di tutto quello che serve per fare la differenza tra la vita e la morte. La patente a crediti è stata una prima risposta che solo il furore ideologico di qualcuno può sminuire: la patente ha colpito la vergogna, tutta italiana, delle imprese che potevano nascere dalla sera alla mattina andando subito in cantiere, senza formazione, puntando allo sfruttamento per il profitto”, prosegue Zaniboni.
Domenico Chiatto, segretario generale aggiunto di Cisl Emilia Centrale, delega alla sicurezza, segnala che “il personale degli Ispettorati del lavoro è poco, il Servizio Spsal di Ausl deve combattere con i tagli alla sanità. E, intanto, abbiamo un territorio enorme da sorvegliare. Fateci caso: molti infortuni avvengono nelle aree più periferiche, quelle dove la coperta troppo corta dei controlli sui cantieri non riesce ad arrivare. Sono stati fatti passi avanti, con i fondi e le misure annunciati dopo il Primo Maggio e il dialogo tra Governo e sindacati. Occorre accelerare, nei tempi e nei soldi investiti. C’è il nuovo accordo della conferenza Stato-Regioni dello scorso aprile che ha potenziato il modello formativo rivolto anche ai datori di lavoro. Va applicato e messo ”.