“Basta, basta davvero alla scia di sangue che sta falciando ad un ritmo assurdo le vite di chi lavora.
𝐍𝐮𝐦𝐞𝐫𝐢 𝐜𝐡𝐞 𝐟𝐚𝐧𝐧𝐨 𝐠𝐞𝐥𝐚𝐫𝐞 𝐢𝐥 𝐬𝐚𝐧𝐠𝐮𝐞 𝐞 𝐜𝐡𝐞 𝐬𝐨𝐧𝐨 𝐢𝐧 𝐥𝐢𝐧𝐞𝐚 𝐜𝐨𝐧 𝐥’𝐨𝐫𝐫𝐢𝐛𝐢𝐥𝐞 𝟐𝟎𝟐𝟑, quando le due province si collocarono alla testa di questa drammatica classifica”.
Così la Segretaria generale di Cisl Emilia Centrale Rosamaria Papaleo commenta la 𝐩𝐚𝐫𝐭𝐞𝐜𝐢𝐩𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐦𝐚𝐬𝐬𝐢𝐜𝐜𝐢𝐚 𝐝𝐞𝐥 𝐬𝐢𝐧𝐝𝐚𝐜𝐚𝐭𝐨 𝐚𝐥 𝐩𝐫𝐞𝐬𝐢𝐝𝐢𝐨 𝐜𝐡𝐞 𝐬𝐢 𝐞̀ 𝐬𝐯𝐨𝐥𝐭𝐨 𝐬𝐭𝐚𝐦𝐚𝐧𝐞 𝐝𝐚𝐯𝐚𝐧𝐭𝐢 𝐚𝐥 𝐩𝐚𝐥𝐚𝐳𝐳𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 Regione Emilia-Romagna.
Un presidio per dire basta alla strage con tutta la forza del mondo, guidato dal Segretario generale regionale Filippo Pieri e nel quale è confluita in forze anche la delegazione di Cisl Emilia Centrale.


𝐏𝐄𝐑𝐂𝐇𝐄’ 𝐈𝐋 𝐏𝐑𝐄𝐒𝐈𝐃𝐈𝐎 𝐈𝐍 𝐑𝐄𝐆𝐈𝐎𝐍𝐄
“Siamo qui con i nostri territori e le nostre categorie per una duplice ragione. Una di carattere prettamente regionale: chiedere una 𝐯𝐞𝐫𝐢𝐟𝐢𝐜𝐚 𝐝𝐞𝐥 𝐏𝐚𝐭𝐭𝐨 𝐩𝐞𝐫 𝐥𝐚 𝐭𝐮𝐭𝐞𝐥𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐬𝐚𝐥𝐮𝐭𝐞 𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐬𝐢𝐜𝐮𝐫𝐞𝐳𝐳𝐚 𝐬𝐮𝐥 𝐥𝐚𝐯𝐨𝐫𝐨, 𝐟𝐢𝐫𝐦𝐚𝐭𝐨 𝐜𝐨𝐧 𝐥𝐚 𝐑𝐞𝐠𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐧𝐞𝐥 𝐬𝐞𝐭𝐭𝐞𝐦𝐛𝐫𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝟐𝟎𝟐𝟐. Un passaggio che riteniamo necessario per dare nuova linfa a un impegno comune, visto che al momento ci sono ancora delle parti di quell’intesa che necessitano di una completa applicazione”, spiega il Segretario generale della Cisl Emilia-Romagna Filippo Pieri.
𝐓𝐔𝐓𝐓𝐄 𝐋𝐄 𝐑𝐈𝐂𝐇𝐈𝐄𝐒𝐓𝐄 𝐃𝐈 𝐂𝐈𝐒𝐋
Se il Patto può essere uno strumento di coordinamento potente – per questo Cisl chiede di mettergli il turbo –, il secondo pilastro alla base del presidio di stamane convocato da Pieri riguarda il Decreto Pnrr, quindi il livello nazionale.
Decreto che contiene alcune prime misure volute da Cisl ma che il sindacato considera non ancora sufficienti.In particolare il Cisl chiede di:
𝐂𝐎𝐌𝐄 𝐈𝐌𝐏𝐈𝐄𝐆𝐀𝐑𝐄 𝐈𝐋 𝐓𝐄𝐒𝐎𝐑𝐄𝐓𝐓𝐎 𝐈𝐍𝐀𝐈𝐋:
𝐑𝐄𝐍𝐃𝐈𝐓𝐄 𝐈𝐍𝐀𝐃𝐄𝐆𝐔𝐀𝐓𝐄
𝐏𝐄𝐑 𝐂𝐇𝐈 𝐒𝐔𝐁𝐈𝐒𝐂𝐄 𝐔𝐍 𝐈𝐍𝐅𝐎𝐑𝐓𝐔𝐍𝐈𝐎
Una buona proposta deve essere accompagnata da una indicazione su come finanziarla. Cisl propone di utilizzare l’intero avanzo Inail per:
𝐈𝐋 𝐏𝐑𝐄𝐒𝐒𝐈𝐍𝐆 𝐒𝐔 𝐌𝐎𝐃𝐄𝐍𝐀 𝐄 𝐑𝐄𝐆𝐆𝐈𝐎
La situazione è gravissima in tutt’Italia, dove muoiono quasi tre lavoratori ogni giorno. Ed è pesante a Modena e Reggio, dove Cisl sta chiedendo ai comuni capoluogo di investire tutto il loro peso affinché il 𝐓𝐚𝐯𝐨𝐥𝐨 𝐩𝐫𝐨𝐯𝐢𝐧𝐜𝐢𝐚𝐥𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐥𝐚 𝐬𝐚𝐥𝐮𝐭𝐞 𝐞 𝐬𝐢𝐜𝐮𝐫𝐞𝐳𝐳𝐚 𝐬𝐮𝐢 𝐥𝐮𝐨𝐠𝐡𝐢 𝐝𝐢 𝐥𝐚𝐯𝐨𝐫𝐨 diventi ancor più “𝐢𝐥 𝐩𝐥𝐚𝐲𝐦𝐚𝐤𝐞𝐫 𝐠𝐫𝐚𝐳𝐢𝐞 𝐚𝐥 𝐪𝐮𝐚𝐥𝐞 𝐢𝐥 𝐭𝐞𝐫𝐫𝐢𝐭𝐨𝐫𝐢𝐨 𝐝𝐞𝐜𝐢𝐝𝐞 𝐥𝐞 𝐩𝐫𝐢𝐨𝐫𝐢𝐭𝐚̀ 𝐝𝐢 𝐢𝐧𝐭𝐞𝐫𝐯𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐞 𝐝𝐨𝐯𝐞 𝐜𝐨𝐧𝐜𝐞𝐧𝐭𝐫𝐚𝐫𝐞 𝐥𝐞 𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐝𝐢 𝐢𝐬𝐩𝐞𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐞 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐨𝐥𝐥𝐨 – prosegue Papaleo –. Ancora: al tavolo dovrebbe avere un posto in evidenza l’esperienza del nucleo edile della Polizia Locale del capoluogo, le cui competenze andrebbero diffuse e messe in rete per creare standard uniformi in tutta la provincia”.

