UN GRAN BEL CONTRATTO PER GLI STATALI REFERENDUM? NO, GRAZIE. QUI NON SI FA POLITICA

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“Grazie a Cisl Fp si è sbloccato il contratto collettivo nazionale che porta ai lavoratori delle funzioni centrali un aumento medio di 165 euro al mese, cioè un incremento di stipendio del 6%. Questa è la realtà. Ed è una realtà che migliora la vita a chi opera negli uffici statali di cui i cittadini e imprese hanno bisogno ogni giorno. Quando vanno all’Inps, all’Inail, alle Dogane e così via.  Poi ci sono le fantasie creative di chi racconta un’altra storia per dire che fa tutto schifo ma questa è propaganda”. 

Così Gennaro Ferrara, leader di Cisl Fp Emilia Centrale, presenta il risultato del nuovo contratto che la categoria cislina ha firmato separatamente a livello nazionale.
Parafrasando, potremmo dire che la verità vince sempre sull’invidia e sull’odio. E la verità è che senza Cisl Fp avremmo l’intera macchina statale senza un contratto e un aumento. Leggo con rispetto ed interesse altre sigle che oggi parlano di referendum ma ho la memoria buona e ricordo che il fronte sindacale non ebbe problemi, durante il rinnovo per il triennio 2016-2018 a firmare un rinnovo contrattuale di 85 euro lordi. La metà di quanto viene assegnato oggi. Sono un sindacalista semplice e a casa mia raddoppiare i soldini in busta è una conquista. Così come è una conquista di questo contratto aver migliorato, tra le altre cose, l’equilibrio tra vita e lavoro grazie al lavoro agile (e il diritto al buono pasto anche se si opera online), aver portato più trasparenza quando si attribuiscono incarichi, aver valorizzato economicamente le posizioni organizzative. Aver ottenuto che già oggi ci siano 5.5 miliardi messi da parte per il prossimo rinnovo che coprirà il triennio 2025-2027”.

Ferrara replica anche ad alcune affermazioni pubblicate in merito al referendum promosso da altre sigle. “La democrazia è bella… quando ha delle regole. Questo referendum ha un valore politico per i suoi promotori, non ha alcun potere di bloccare il nuovo contratto. E a proposito di pensiero politico: il significato di questa operazione è quello di voler togliere diritti e salario migliori al personale pur di dimostrare di aver ragione. I lavoratori dello Stato hanno capito l’aria che tira, sottlineandolo con la diserzione in massa all’ultimo sciopero generale di quest’anno”. 

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