Scuola, figli in quarantena per Coronavirus. Papaleo (Cisl): «Lavoro agile un diritto sancito sino a fine anno»

Un genitore lavoratore potrà attivare lo smart working per tutto (o in parte) il periodo di quarantena del figlio under 14 convivente, a seguito di contatto verificatosi nella scuola. Se la prestazione lavorativa non può essere svolta in modalità agile, uno dei due genitori, in alternativa, potrà optare per un congedo straordinario retribuito al 50 per cento. Queste disposizioni si applicano fino al 31 dicembre, come stabilisce l’ultimissima bozza del decreto trasporti, in vista della pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale.

Lo ricorda la Cisl Emilia Centrale (altro…)

Scuola, figli in quarantena per Coronavirus. Papaleo (Cisl): «Lavoro agile un diritto sancito sino a fine anno»2020-09-22T20:51:42+00:00

Reggio Emilia dice sì al rinnovo del contratto del pubblico impiego. Vale per oltre 20 mila lavoratori

L’intesa raggiunta a Roma, dopo 7 anni di stallo, per il rinnovo dei contratti del pubblico impiego è ben accolta a Reggio Emilia. Qui sono 12.000 lavoratori della pubblica amministrazione, cui si aggiungono, nella scuola, 8.500 lavoratori in organico di diritto (cui si aggiungono alcune migliaia di supplenti): nel tempo si erano mobilitati con tantissime iniziative per il rinnovo.

Davide Battini segretario Pp Cisl Emilia Centrale (Large) (Custom)

“Quanto convenuto tra Cgil, Cisl e Uil e governo sul rinnovo dei contratti del pubblico impiego è prima di tutto il riconoscimento del lavoro di migliaia di lavoratori del settore, ma segna anche il cambio di passo per il quale a lungo ci siamo impegnati” affermano dalle segreteria della Fp Cisl Emilia Centrale, la categoria che riunisce i lavoratori della funzione pubblica, e della Cisl Scuola Emilia Centrale. Esse rilevano che l’accordo è premiante prevedendo “meno burocratizzazione, meno precariato e gerarchia, più formazione e benessere organizzativo, lavoro più agile e attenzione a chi può esprimere servizi innovativi per le comunità”.

“Nel merito – osserva Davide Battini, segretario della Cisl Fp – vengono riconosciute nuove regole per nuovi contratti. Si apre, con un riconosciuto ruolo dei sindacati, una stagione diversa per i servizi pubblici. Una strada impegnativa verso il riconoscimento professionale dei lavoratori pubblici e, da subito, verso un rinnovo di contratto con risorse per tutti, da aumentare nella contrattazione di posto di lavoro”.

“Mutano – dettaglia il segretario – le regole del gioco: da qui in avanti, come nel privato, saranno le parti a decidere le materie da regolare con la contrattazione. Vale a dire meno legge e più contratti per dare più valore alle competenze dei lavoratori anche nell’innovazione organizzativa che serve ai nostri enti. Maggiore è la valorizzazione del lavoratore pubblico. Infatti, si darà un impulso vero alla partecipazione e al coinvolgimento cognitivo e motivazionale nei posti di lavoro. E’ questa la leva che spinge al cambiamento nel modo di lavorare e di organizzare i servizi a cittadini e imprese”.

monica-leonardi-cisl-scuola

“Questo accordo politico – spiega Monica Leonardi, a nome della segreteria della Cisl Scuola Emilia Centrale – assume l’impegno di riequilibrare il rapporto tra legge e contratto, in tutti i comparti, a vantaggio della contrattazione e delle relazioni sindacali, va nella direzione su cui da mesi si è spesa buona parte delle nostre iniziative, a partire dai tavoli aperti al Miur”.

MONICA BARBOLINI_3

“E’ molto importante, certo, la parte economica (85 euro mensili di aumento, contro i 20 da cui si era partiti) – aggiunge Monica Barbolini, segretaria regionale della Cisl Scuola -. Per altro avremo anche una tassazione inferiore del salario accessorio che, per il pubblico, prima non c’era. E’ previsto, inoltre, lo studio di forme di welfare contrattuale che dovremo declinare nei vari contratti. Per la scuola faremo entrare in contratto il bonus premiale, sino ad ora soggetto a una discrezionalità dei dirigenti: c’è l’impegno da parte del governo in tal senso. In sinesi, si apre la strada al welfare aziendale, della decontribuzione dei premi di produttività e dell’incentivo alla previdenza complementare anche nel pubblico impiego. Con questo accordo si rimettono al centro le persone”.

Reggio Emilia dice sì al rinnovo del contratto del pubblico impiego. Vale per oltre 20 mila lavoratori2016-12-01T15:23:01+00:00

Reggio, “l’unione fa la Scuola” sciopero il 20 maggio, presidio stamane davanti alla Prefettura

Venerdì 20 maggio FLC Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola e Snals Confsal hanno indetto sciopero per l’intera giornata per il personale di Scuola, Università, Ricerca e Alta formazione artistica e musicale.
Da tempo le Organizzazioni sindacali sono impegnate per il diritto al rinnovo del Contratto nazionale, scaduto ormai da 7 anni, per cambiare la Legge 107, la cosiddetta “Buona Scuola”, e per ridare dignità al lavoro nei settori della conoscenza.

 

Ma quella di venerdì non sarà una mobilitazione solo per il Contratto nazionale, nonostante la grande importanza che esso ricopre sia dal punto di vista normativo sia da quello economico. Ricordiamo infatti che le retribuzioni dei docenti e del personale scolastico italiano non solo sono medio-basse, ma si collocano anche tra le più basse d’Europa.

Il 20 maggio  si sciopererà anche per il personale amministrativo tecnico e ausiliario (Ata), ignorato dalla “buona scuola”, oggetto di continui tagli d’organico, di limitazioni alle sostituzioni e con carichi di lavoro ormai fuori controllo. Per la scomparsa completa e definitiva del lavoro precario, attraverso la stabilizzazione di chi ha prestato servizio per almeno 36 mesi da supplente (limite imposto dalla Corte di Giustizia europea). Per una valorizzazione della professione docente attraverso l’introduzione di meccanismi oggettivi di progressione della carriera da definirsi in ambito contrattuale. In un contesto dove il salario venga ricondotto all’accordo fra le parti e sottratto all’arbitrio di un organo monocratico. Per la libertà d’insegnamento e l’imparzialità della Pubblica amministrazione, incompatibili con la “chiamata diretta” dei docenti da parte del dirigente scolastico. Solo dei meccanismi oggettivi infatti e non discrezionali di assegnazione dei docenti alle scuole garantiscono la libertà d’insegnamento, l’uguale accesso al diritto all’apprendimento e scongiurano il rischio insito nella legge 107 di una più grave divaricazione tra scuole e tra zone avvantaggiate e svantaggiate. Per i dirigenti scolastici per i quali ad un sovraccarico di incombenze e responsabilità  fa riscontro un calo delle retribuzioni percepite. Per investimenti nell’istruzione che colmi il gap con la media degli investimenti dei paesi Ocse (5,9%) incrementandoli di un punto di Pil.

Leonardi a conferenza stampa unitaria su Scuola in Cgoil

Un momento dell’annuncio dello sciopero nella Scuola

Entro il mese di maggio/giugno – fanno notare le organizzazioni sindacali –  dovrebbe essere emanato l’atto di indirizzo per il rinnovo dei contratti pubblici e forte sarà il tentativo di rilegificazione e di ridimensionamento del ruolo del sindacato. Occorre rilanciare il ruolo pubblico dell’istruzione e della conoscenza e difendere il dettato costituzionale contro qualsiasi idea di privatizzazione. Servono investimenti pubblici strutturali per ridare slancio al sistema fortemente dequalificato dai continui e ripetuti tagli. Per queste ragioni va rilanciata la partecipazione democratica collettiva”. Per tutte queste ragioni le lavoratrici e i lavoratori del comparto scolastico si troveranno in presidio davanti la Prefettura di Reggio Emilia in Corso Garibaldi dalle ore 10:00 alle ore 12:00.

20 maggio 2016_SCIOPERO SCUOLA

Reggio, “l’unione fa la Scuola” sciopero il 20 maggio, presidio stamane davanti alla Prefettura2016-05-20T06:39:36+00:00

Tra social media e sigle, scuola che stress: quali le soluzioni?

 

Scuola: alle volte la scuola può divenire elemento di stress sia per studenti che per gli insegnanti. Quali sono le cause e quali le possibili soluzioni che si possono trovare nella comunità educante?

Mariarita Bortolani, segretaria Cisl Scuola Emilia Centrale

Mariarita Bortolani, segretaria Cisl Scuola Emilia Centrale

Sul fronte dell’apprendimento, recentemente, il rapporto Oms ha riferito proprio che gli adolescenti italiani manifestano insoddisfazione, noia e stress verso il sistema istruzione. Un’altissima percentuale di studenti – maschi e femmine –  risponde “no” alla domanda “ti piace la scuola?”. Insomma è sempre più raro trovare giovani che amano la scuola in modo viscerale, che hanno potuto appassionarsi a discipline, anche ostiche, grazie alla passione, all’entusiasmo e alla motivazione di diversi insegnanti. Ma oggi la complessità della scuola determina dinamiche complesse: gli alunni appaiono più fragili, più distratti dai social e maggiormente disorientati.

La scuola può avere delle responsabilità, ad esempio in riferimento alla molteplicità di discipline – anche 14, qualcuna per una ora soltanto – che gli alunni sono tenuti ad affrontare,  ma è opportuno che si conoscano le reali condizioni del fare scuola.

Sul fronte dell’insegnamento oggi viviamo la scuola degli acronimi – Ptof, Pai, Bes , Rav, Clil, Cpia, Pon, Snv … – e delle Faq: ogni procedura prevista deve essere spiegata, chiarita (anche con Faq fuorvianti per “mero errore materiale” dell’amministrazione come accaduto per le recenti domande di partecipazione al concorso docenti) oppure contrastata, con un contenzioso sempre più consistente. Spesso gli insegnanti devono subire riforme, adattarsi a nuove e continue prescrizioni, affrontare la complessità delle classi, in aule un po’ fatiscenti e un po’ affollate, impegnati, comunque, anche nella formazione, negli impegni collegiali nonostante gli anni che avanzano. Sì, perché anche questo è un aspetto non trascurabile: l’entusiasmo iniziale che consente di aspirare all’insegnamento come professione  alta e nobile, dopo quarant’anni può scemare, per la stanchezza, per le energie ridotte, per i sempre maggiori coinvolgimenti della scuola in tutte le emergenze educative (bullismo, obesità, tabagismo, educazione stradale, ambientale, ..).

Tra queste prolematiche, quali le possibili risposte? I giovani lanciano sfide: è necessario la sottoscrizione di “patti educativi” , di allenanze tra Scuole, famiglie, territorio e società; forse è necessario riconsiderare obiettivi, aspettative, insuccessi. La corresponsabilità di tutta la comunità educante è, molto probabilmente, la risposta adeguata.

 

Mariarita Bortolani

(Cisl Scuola Emilia Centrale, sede RE)

 

 

Tra social media e sigle, scuola che stress: quali le soluzioni?2016-04-07T14:56:42+00:00
Torna in cima