Chi pensa che il sindacato sia una faccenda passata di moda, che non migliora la vita di chi lavora e delle nuove generazioni di lavoratori, avrebbe dovuto essere al congresso della Slp Cisl Emilia centrale, la categoria dei lavoratori postali.
Una sala gremita da almeno due generazioni di lavoratori di Poste Italiane, motivati, orgogliosi, consapevoli di rappresentare un servizio che è fondamentale per la vita delle famiglie e delle imprese.
C’è chi è entrato precario e con le le leve delle politiche attive, una grande battaglia sindacale, oggi ha un lavoro stabile, una carriera in corso e il sogno di una famiglia a portata di mano. C’è chi è un veterano e con il sindacato ha potuto affermare le sue ragioni.
C’è chi guarda avanti e si prepara all’arrivo della legge sulla partecipazione dei lavoratori nelle imprese, ad un passo dall’approvazione finale a Palazzo Madama.
Tante storie che sono confluite in un 2024 da record: Slp Cisl tra Modena e Reggio Emilia è rinata, ha superato gli 800 iscritti e diventa la struttura più importante di tutta la regione, seconda solo al grande capoluogo, Bologna.
Francesco Balzano è appena stato riconfermato, con un entusiasmo incredibile, segretario generale della categoria – nella sua segreteria tornano Mario Caldarella e Anna Rosanova – e parla di “un gioiellino” forte, autorevole e responsabile ogni volta che si tratta di ingaggiare il gigante Poste Italiane nel nome dei lavoratori. Un gioiellino che consegna idealmente alla leader confederale di Cisl Emilia Centrale, Rosamaria Papaleo.
E’ un congresso sindacale ma il clima che si respira è quello di una equipe affiatata, una di quelle che ne ha viste tante e sa come gestirle. Lo sa bene anche la numero uno regionale Caterina Gigante. Insieme a Balzano e ai suoi ragazzi ripercorrono i tre grandi risultati dell’anno passato: è stata fermata la privatizzazione dell’azienda postale. Lo Stato ha fatto marcia indietro rinunciando alla cessione del 30% delle sue azioni e, anzi, ha aperto alla partecipazione azionaria dei lavoratori.
Secondo: Slp Cisl ha portato a casa un contratto nazionale record, che mette nelle buste paga 230 euro in più al mese, con 192 euro destinati ai minimi tabellari e 1.000 euro di bonus. Piccolo dettaglio: la trattativa, lunga cinque mesi, partiva da una proposta aziendale di 140 euro.
Balzano racconta ancora con stupore il modo con cui “Cgil e Uil prima hanno firmato l’intesa e poi hanno disconosciuto l’accordo. Poco male, l’80% dei lavoratori hanno dato l’ok al contratto. La coerenza paga sempre”. Il valore di questa battaglia lo hanno capito anche i lavoratori di Sda Express Courier e di Poste Logistics, cui è stato esteso il nuovo contratto, ponendo fine alle diseguaglianze tra i lavoratori del gruppo.
Terzo risultato: a novembre è arrivato l’accordo che ha garantito nuove assunzioni e stabilizzazioni anche a Modena e a Reggio Emilia.
Sentire parlare questi ragazzi è uno spettacolo. Specialmente per chi pensa che Poste Italiane sia una macchina lenta, in difficoltà nell’era digitale. I cambiamenti, invece, corrono e “dimostrano l’importanza assoluta di avere un sindacato forte come Slp al tuo fianco. Fermando la privatizzazione abbiamo protetto questa azienda strategica. Ora Slp Cisl sta seguendo e contribuendo a rendere la rivoluzione tecnologica una conquista per i lavoratori, non una minaccia. Lo facciamo seguendo la nascita della terza, grande, divisione aziendale Dto (Digital Technology & Operations) e con l’inserimento di strumenti, ad esempio gli esoscheletri e i droni cargo, che tutelano la salute di chi lavora e ampliano il servizio di Poste. In questa azienda Slp Cisl è motore di cambiamento positivo”, conclude Balzano.