SERVE UN’ALLEANZA PER L’ENERGIA, IMPRESE E LAVORO DEVONO UNIRSI O SARANNO GUAI

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“E’ tempo di un’alleanza per l’energia, è tempo di mettersi al tavolo in modo non rituale né banale perché imprese e lavoratori, oggi più che mai, sono tutti sulla stessa scialuppa. Una scialuppa che sta imbarcando acqua e minaccia il nostro futuro economico: non andremo da nessuna parte pagando un megawattora 150 euro, l’87% in più della Francia, il 72% in più della Spagna, il 38% in più della Germania. Non possiamo più lasciare che il tema sia lasciato alla buona volontà/capacità del Governo di turno. I territori chiave dell’economia italiana devono far sentire la loro voce, unendo imprese e sindacato. A Modena e Reggio Cisl è pronta a fare la sua parte”.

Così Rosamaria Papaleo, leader di Cisl Emilia Centrale, interviene su un tema strategico che si sintetizza con la mazzata sulle bollette che devono e dovranno pagare imprese e famiglie. Circa 10 miliardi di euro, a tanto ammontano le stime più accurate.

CARO ENERGIA KILLER DI POSTI LAVORO
Aspettare che qualcuno risolva il problema non è il mio stile e non è lo stile della Cisl. La situazione è grave e l’unico modo per proteggere le imprese e il lavoro, dando un futuro al manifatturiero, è quello di tracciare una via europea e italiana per l’accesso all’energia, vale a dire la corsa all’oro del nostro tempo. Una corsa che non possiamo più affrontare pensando che il caro bollette sia solo un problema di Confindustria e, più in generale, delle aziende. Il caro energia oggi come mai rischia di essere un killer di posti di lavoro. Guardiamo a quello che succede a casa nostra: abbiamo il più grande distretto ceramico italiano, uno dei settori più energivori della manifattura e qui lavora l’80% degli oltre 18.000 lavoratori del comparto piastrelle, che arrivano a 26.000 considerando stoviglierie, ceramica sanitaria, laterizi e refrattari. Per questo dico anche agli imprenditori: andate oltre la denuncia, unite la vostra azione a quella dei lavoratori. Insieme, partecipando, saremo tutti più forti”.

GLI ERRORI D’EUROPA
Secondo Papaleo, è proprio in Europa che si trovano sia il problema che la soluzione.
Partiamo da un dato: nel 2024 la media italiana di costo di un megawattora è stata di 108 euro. Da inizio anno c’è stata un’impennata del 50% in più e le nostre imprese sono sempre meno competitive. Col gas naturale va anche peggio. Trump ricatta coi dazi e vuole venderci il suo gas. Ma un’impresa americana paga 7.4 euro un megawattora prodotto col gas, l’Unione 34.4 euro e in Italia siamo al picco di 36.3 euro. Perché qui da noi la media del prezzo del gas naturale forma il prezzo dell’elettricità. 

 

Il piano europeo per la decarbonizzazione non funziona, ci sta portando a sbattere cercando di piegare la realtà agli obiettivi fissati sulla carta. Abbiamo dichiarato guerra alle fonti fossili, ma i nostri vicini tedeschi pagano l’energia il 38% in meno dell’Italia e sereni sereni hanno riacceso le centrali a carbone – evidenzia Papaleo –. Il braccio armato europeo per azzerare le emissioni sono gli Ets, ovvero il sistema di scambio di quote di emissioni di gas a effetto serra, un salasso che sta colpendo le nostre aziende che, senza fonti di energia alternative, devono continuare a pagare quello che non devono pagare i concorrenti (sleali) fuori dall’Ue, Cina e India in testa, se parliamo di piastrelle”.

ALLARME NEL CERAMICO
Gli spagnoli usano le rinnovabili, i francesi il nucleare, i tedeschi il carbone. E noi?
E noi compriamo energia atomica (a prezzo maggiorato) dai francesi e continuiamo ad avere bisogno del gas metano, l’unico in grado di portare i forni della ceramica a 1.000 gradi.
Così si ammazza la nostra manifattura. 

Fra pochi giorni conosceremo il report del ceramico, ma l’aria che tira l’ha spiegata (proprio alla Gazzetta) Franco Manfredini, il patron del gruppo Casalgrande Padana e capo della Commissione energia di Confindustria Ceramica.  Il comparto rischia di perdere 20.000 posti di lavoro (più quelli dell’indotto) e non esclude di essere obbligato ad importare.

IL NUCLEARE NON E’ UN TABU’

In Cisl la parola d’ordine è concretezza. Il sindacato di Palazzo Europa la chiede a gran voce e vuole essere conseguente e coerente.
Al nostro manifatturiero serve un piano energetico chiaro, da costruire in Europa seguendo il modello di mix scritto da Mario Draghi e da costruire in Italia, dicendo basta coi tabù e le leggende metropolitane.
Non possiamo spingere l’industria solo con le rinnovabili ma ostacolando le pale eoliche ovunque. La verità è che occorre una grande apertura sul nucleare. Non credo alla versione fai da te, nel retrobottega delle aziende, descritta in qualche convegno. Credo tantissimo, invece, ad una strategia nazionale saldamente in mano alle competenze pubbliche che ci sono e sono valide, dalla produzione di energia alle gestione delle scorie. In questo senso la newco per gli impianti di quarta generazione tra Enel, Ansaldo e Leonardo, sotto la regia del Ministero Economia e Finanze, è un buon inizio, così come l’avvio del cantiere per un testo unico dell’energia per un mix equilibrato e sostenibile”, chiosa Papaleo, che avverte: “Il tempo passa e la prospettiva di essere schiacciati tra Mosca e Washington aumenta. Non ci resta molto tempo” .

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