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REGGIO NON HA BISOGNO DI PAURA ORGANIZZATA, MA LA CITTÀ RIFLETTA DAVVERO SULLA PAROLA SICUREZZA

L’intervento della leader Cisl, Papaleo: “Archiviamo la tragedia?
O scegliamo azioni utili per chiudere la porta in faccia ai venditori di fumo?”

Reggio Emilia, 1 luglio 2026 – “Abbiamo partecipato, convintamente, alla marcia per ricordare Raffaele e ringraziamo il Comune per aver scelto questo strumento, utile a non lasciare la città da sola davanti alla paura”.

Interviene così Rosamaria Papaleo, leader di Cisl Emilia Centrale, segnalando, però, “che ora dobbiamo dirci una cosa con molta onestà: le marce sono importanti ma, da sole, non bastano. Devono diventare il momento in cui sboccia una assunzione di responsabilità. Capiamoci: siamo di fronte ad un gesto folle di un singolo e non è serio pensare che ci sia, in qualche palazzo pubblico, un radar magico che preveda la follia individuale – evidenzia la Segretaria generale –. Ma questa tragedia ha fatto deflagrare il bisogno profondissimo di una Reggio Emilia che impari a confrontarsi, fino in fondo, con la parola sicurezza, quella che impatta su chi ha meno opportunità. Quindi a noi la scelta: possiamo archiviare la tragedia. O possiamo mettere in fila alcune riflessioni utili per chiudere la porta in faccia ai venditori di fumo”.

La prima riflessione riguarda proprio il modo in cui la città discute di sicurezza. “È una presa in giro promettere un poliziotto a ogni angolo, perché non è vero e non accadrà. Ma non basta ripetere che la sicurezza è solo compito dello Stato, come se Comuni, servizi sociali, Ausl, scuola, sindacati, associazioni e quartieri non avessero una parte da fare. Lo dico dal cuore di via Turri, zona stazione, emblema della sicurezza irrisolta: la sicurezza urbana è responsabilità pubblica larga. O si costruisce insieme, oppure resta slogan”.

Secondo punto: riorganizzare e investire sulla prevenzione. “Reggio ha visto troppi segnali di fragilità esplosa: persone fuori controllo in strada, disagio psichico, dipendenze nel limbo, solitudini, aggressività crescente, anche tra giovanissimi – prosegue Papaleo –. Alcuni non sono fenomeni solo reggiani, ma interrogano un sistema che arriva dopo la crisi e dopo il danno. Dobbiamo mettere i servizi nelle condizioni di intercettare prima le fragilità, prenderle in carico, non perderle nei passaggi tra sanità, sociale, dipendenze, salute mentale e sicurezza. Le competenze straordinarie ci sono: possono proteggere la città, se messe davvero in rete. Una rete che potrebbe ispirare modifiche normative al legislatore nazionale, peraltro”.

Dentro questo schema, aggiunge Papaleo, va ripensato il ruolo della polizia locale. Non come supplenza delle forze dell’ordine “ma come forza di relazione quotidiana con i quartieri, antenna capace di intercettare i segnali prima dell’emergenza. Su questo bisogna investire: organici, formazione, strumenti, coordinamento con Stato e servizi”.

Infine, conclude la Segretaria generale, “non possiamo ignorare i danni dei social quando diventano arma di propaganda. Dopo l’omicidio abbiamo visto messaggi costruiti per incendiare, non per capire. In poche ore si è passati da ‘il killer è straniero, quindi remigrazione’ a ‘non era straniero, era italiano, ma abbiamo seguito i giornali’. No, non funziona così. La libertà di parola è sacra, ma chi parla a migliaia di persone ha una responsabilità. I giornali verificano e correggono. La propaganda prende una notizia incompleta e la usa per grattare gli istinti più bassi. Tutelare i giornalisti e la qualità dell’informazione è una sfida che oggi tocca anche Reggio. Perché non abbiamo bisogno di paura organizzata – conclude Papaleo –. Da questa storia drammatica possiamo uscire cercando di essere migliori”.

 

TRAGEDIA ALLA CENTRALE DEL LATTE DI TORINO: IL CORDOGLIO DI FIT-CISL REGGIO EMILIA E DEI COLLEGHI MOVINLOG

​Reggio Emilia/Torino – La FIT-CISL di Reggio Emilia, unitamente a tutti i lavoratori della società Movinlog, esprime il più profondo e sentito cordoglio per la tragica scomparsa del collega di 47 anni, vittima del gravissimo incidente sul lavoro avvenuto questa mattina presso lo stabilimento della Centrale del Latte di Torino.
​In questo momento di infinito dolore, l’intera comunità dei lavoratori si stringe attorno alla famiglia del defunto. Non ci sono parole adeguate per colmare il vuoto lasciato da una vita spezzata mentre si compiva il proprio dovere quotidiano.
​”Siamo profondamente scossi da questa notizia,” dichiarano Gaetano Capozza, Segretario Territoriale FIT-CISL Reggio Emilia, e Fabio Sannino, Coordinatore della Logistica di Reggio Emilia. “Esprimiamo la nostra massima vicinanza ai familiari e a tutti i colleghi della Movinlog che oggi piangono un amico e un compagno di lavoro stimato. La nostra priorità, ora, è restare accanto a chi soffre.”

LA SICUREZZA NON PUÒ ATTENDERE
​Questa ennesima tragedia sul lavoro riaccende con forza il dibattito sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, specialmente in settori complessi come la logistica e la movimentazione merci. Per la FIT-CISL, la sicurezza non deve essere considerata un costo o un adempimento burocratico, ma un valore sacro e inviolabile.
​Prevenzione costante: È necessario che ogni protocollo sia rispettato con estremo rigore per evitare che simili drammi si ripetano.
​Cultura della vita: Nessun lavoratore deve uscire di casa al mattino col rischio di non farvi ritorno. La formazione e la vigilanza devono essere il pilastro di ogni attività produttiva.
​In attesa che le autorità competenti facciano piena luce sulla dinamica dell’incidente, la FIT-CISL e i delegati Movinlog ribadiscono il proprio impegno quotidiano affinché la salute e l’integrità dei lavoratori siano sempre poste al primo centro dell’agenda sindacale e aziendale.

FIT-CISL Reggio Emilia
Gaetano Capozza, Segretario Territoriale
Fabio Sannino, Coordinatore Logistica
I Colleghi della Movinlog



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